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Versilia, tragico epilogo per Daniele Faggi: morto in bici il datore di lavoro di Luana D’Orazio

L’uomo, che si trovava in vacanza in Versilia, è deceduto sul colpo a causa delle gravi ferite riportate nell’impatto

Versilia, tragico epilogo per Daniele Faggi: morto in bici il datore di lavoro di Luana D’Orazio

Luana D’Orazio, è morto in un incidente stradale l’imprenditore tessile coinvolto nel caso della ragazza

Daniele Faggi, 67 anni, imprenditore del settore tessile di Montemurlo (Prato), ha perso la vita domenica mattina in un incidente stradale a Massarosa, in provincia di Lucca. L’uomo, appassionato di ciclismo, si trovava in vacanza in Versilia quando è stato coinvolto in uno scontro con un’auto, una Fiat Panda guidata da una donna di 59 anni residente a Viareggio. Nonostante indossasse il casco, le ferite riportate nell’impatto gli sono state fatali e il decesso è avvenuto sul posto.

Lo scontro si è verificato sulla via di Montramito, l’arteria che collega Massarosa a Viareggio. Alla guida dell’auto c’era una donna che lavora come operatrice socio-sanitaria presso l’ospedale Versilia; dopo aver reso una prima testimonianza agli agenti della polizia locale intervenuti sul posto, ha accusato un malessere ed è stata portata al pronto soccorso per controlli. Le prime informazioni indicano che a bordo del veicolo viaggiasse anche una bambina di due anni.Luana D’Orazio, la Procura di Prato riapre le indagini sulla morte della giovane operaia

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Gli inquirenti stanno ancora ricostruendo l’esatta dinamica dei fatti. Una prima ipotesi al vaglio degli investigatori suggerisce che Faggi stesse pedalando in direzione Viareggio lungo la via di Montramito e che l’incidente sia avvenuto mentre effettuava un’inversione a U per fare ritorno verso Massarosa. Per chiarire l’accaduto, la polizia locale sta esaminando le riprese delle telecamere di sorveglianza della zona e raccogliendo le dichiarazioni di eventuali testimoni oculari. La Procura di Lucca ha intanto aperto un’indagine per omicidio stradale, affidando alla polizia locale gli accertamenti tecnici.

Il precedente legato alla morte di Luana D’Orazio

Il nome di Daniele Faggi era già noto alle cronache per la sua implicazione nel caso della morte di Luana D’Orazio, l’operaia ventiduenne deceduta il 3 maggio 2021 nello stabilimento tessile di Oste, nel comune di Montemurlo, dopo essere rimasta incastrata in un orditoio. Sebbene l’azienda, l’Orditura Luana, risultasse formalmente intestata alla moglie Luana Coppini, le indagini avevano accertato che era Faggi, pur risultando ufficialmente un semplice dipendente, a gestire di fatto l’attività. Nell’ambito dell’inchiesta sulla morte della giovane, entrambi i coniugi erano stati indagati per omicidio colposo e per aver rimosso intenzionalmente i dispositivi di sicurezza del macchinario coinvolto nell’incidente.

Il caso si era chiuso con un patteggiamento: a Faggi era stata inflitta una pena di un anno e sei mesi, sospesa condizionalmente, mentre la moglie aveva ricevuto una condanna a due anni, anch’essa con sospensione condizionale. La tragedia aveva suscitato un’enorme eco mediatica a livello nazionale, riaccendendo il dibattito pubblico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Nello stesso procedimento era stato coinvolto anche un tecnico manutentore, Mario Cusimano, accusato di aver apportato modifiche al macchinario, ma la sua posizione si era conclusa con un’assoluzione piena.

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