Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Vuole chiamare il figlio Wikileaks. Neopapà bloccato dall’anagrafe

Vuole chiamare il figlio Wikileaks. Neopapà bloccato dall’anagrafe

Vuole chiamare il figlio Wikileaks. Neopapà bloccato dall’anagrafe
julian assange 500 (1)
“Ha cambiato il mondo”. Con questa motivazione un giornalista curdo-iracheno di 28 anni ha spiegato il desiderio di chiamare il figlio come il sito di Julian Assange. Ma l’anagrafe tedesca lo ha bloccato: “Non importa, io lo chiamerò comunque così”
Vuole chiamare il figlio Wikileaks. Neopapà bloccato dall’anagrafe
Vuole chiamare il figlio Wikileaks. Neopapà bloccato dall’anagrafe
Vuole chiamare il figlio Wikileaks. Neopapà bloccato dall’anagrafe

Ha cambiato il mondo“. Con questa motivazione un giornalista curdo-iracheno di 28 anni ha spiegato il desiderio di chiamare il figlio come il sito di Julian Assange. Ma l’anagrafe tedesca lo ha bloccato: “Non importa, io lo chiamerò comunque così”.

Wikileaks ha cambiato il mondo“, ha spiegato il padre, in Germania da otto mesi, “e le sue rivelazioni hanno avuto grandi effetti a livello mondiale, in particolare in Iraq, da dove veniamo”. La vicenda è accaduta in Germania, a Passau, dove Hajar Hamalaw, un giornalista curdo-iracheno di 28 anni, si è visto negare da un addetto dell’anagrafe la possibilità di chiamare il figlio WikiLeaks. “Hanno detto che non è un nome. Pensavano fosse il titolo di un programma per la tv”, ha spiegato Hamalaw.

Il padre era convintissimo della scelta: “Non è solo un nome per me”, ha spiegato al quotidiano locale Passauer Neue Presse, ”il fatto è che ha un grande significato”. Le legge tedesca protegge il “benessere del bambino”, ha precisato un portavoce dell’amministrazione di Passau, Karin Schmeller. E nonostante il divieto della legge per i genitori il figlio, chiamato alla fine ufficialmente Dako, continuerà ad essere WikiLeaks.