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“W la mafia, è più coerente dello stato”. Gli chiudono il pub, lui si sfoga su Fb

Cinque giorni di chiusura dopo un verbale dei vigili e un imprenditore palermitano perde la calma: “Ho voluto lanciare una provocazione perché il vero pizzo é quello che sto pagando alla polizia municipale, almeno con la mafia, patti chiari amicizia lunga”

“A tutti i mafiosi in ascolto, sono disposto a pagare il pizzo, purché ci siano regole forti e chiare, conto su di voi e sulla vostra serietà”. Un grido di dolore che fa male quello scritto dal titolare del pub “Antiruggine” di Palermo, affidato a Facebook, dopo che il Comune gli ha notificato la chiusura per 5 giorni della sua attività in piazzetta Bagnasco, zona diventata uno dei posti più frequentati della movida palermitana.

Lui non ci sta e si sfoga contro i vigili urbani: “Oggi veramente ho toccato il fondo. La polizia municipale tra dicembre 2014 e giugno 2015 mi ha fatto due verbali, il primo dichiaratamente su richiesta dei condomini della piazzetta. Il secondo, non sapendo cosa contestarmi, uno dei quattro dell’apocalisse ha misurato lo spazio avuto con regolare concessione, contandolo a passi, sì avete capito bene, a passi”.

La rabbia, la disperazione e l’angoscia fanno pronunciare quelle parole che nessuno vorrebbe mai sentire. Ed è proprio la rabbia, in questa stagione di crisi, a far esploere un commerciante palermitano: “W la mafia! Sì, W la mafia, è più coerente, non porta una divisa, non entra nella tua vita con la presunzione di colpevolezza, non si traveste da tutore dell’ordine, non ti prende per il culo con regole finte che cambia sempre a favore suo”.

“La mafia non puoi sbagliare – continua nel suo post – è affidabile, precisa. Puntuale. Prova a chiamare la polizia per tutelare i tuoi diritti, o ancora peggio la polizia municipale, e ti troverai davanti un mondo al contrario. Almeno con la mafia, patti chiari amicizia lunga”.

Le frasi hanno suscitato un vespaio di polemiche e il commerciante ha tentato di difendersi: Ho voluto lanciare una provocazione perché il vero pizzo é quello che sto pagando alla polizia municipale. Qualcuno mi ha scritto su Facebook che ho offeso le vittime della mafia e questo mi ha fatto molto riflettere. Chiedo scusa pubblicamente – scrive sul suo profilo G. D’Alia – ai parenti delle vittime di Cosa nostra se pensano che li abbia colpiti nell’intimo. Ma non dimentichiamo nemmeno tutte quelle vittime come gli imprenditori che preferiscono suicidarsi per le vessazioni di uno Stato che non li supporta”.