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Yara, il dna porta a Salice Terme. Test per 700 donne

Sono circa 700 le donne bergamasche che hanno soggiornato almeno una volta a Salice Terme, in provincia di Pavia, e che saranno convocate per il test del dna, per accertare se una di loro potrebbe essere la madre del presunto assassino di Yara Gambirasio. Lo scrive L’Eco di Bergamo spiegando che nella località termale era solito recarsi ogni anno Giuseppe Guerinoni, l’autista di Gorno morto nel 1999, ritenuto il padre biologico di ‘Ignoto 1’, l’individuo di sesso maschile di cui sono state trovate tracce sugli indumenti di Yara.

 

Difficile, se non impossibile scoprire chi ha ucciso la piccola Yara. Le tracce di dna lasciate sulle mutandine e i leggins della ragazzina di Brembate di Sopra sono troppo scarse. “Ignoto n’1”, probabilmente, rimarrà tale. Non c’è ancora una relazione depositata in Procura. Ma trapela, scrive il Corriere della Sera, che questo nuovo test sia ormai impossibile. E questo non perché il centro non sia in grado di scovare quelle informazioni. Al contrario, è specializzato in questo. Il problema sta nel fatto che il materiale da cui è stato estratto il Dna era stato già analizzato dal Ris. Quindi, per forza, non ne è rimasto molto, mentre il tipo di esame a cui lo si voleva sottoporre ne richiede una buona quantità. Ma non è il solo problema, scrive sempre il Corsera. Quelle minuscole macchie ematiche erano annacquate a causa dell’esposizione del corpo alle intemperie per tre mesi. Una condizione in cui si aggiungono i Dna di batteri, animali, muffe e vegetali. Effettuare il test su campioni di saliva o di sangue non mescolati con altro materiale è fattibile per chi ha le conoscenze e gli strumenti giusti. Come il centro milanese. Ma in queste condizioni è un’impresa che, salvo colpi di scena, è destinata alla rinuncia.