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Cronache
Yara, il fratellino disse: "Aveva paura dell'uomo con la barbettina"

Yara "aveva paura di un signore in macchina che andava piano e la guardava male quando lei andava in palestra e tornava a casa percorrendo la via Morlotti". Nell'ordinanza di custodia cautelare a carico di Massimo Giuseppe Bossetti, tra gli indizi "da approfondire" figura anche la testimonianza del fratellino della ragazza, sentito alla presenza di una psicologa nel luglio di due anni fa.

"La descrizione dell 'uomo ('aveva una barbettina come fosse appena tagliata') e della sua autovettura ('macchina grigia lunga') - scrive il Gip - riporta l'attenzione all'odierno indagato che risulta essere proprietario di una Volvo V40 di colore grigio e negli anni scorsi portava il pizzetto come si evince da alcune fotografie pubblicate sulla sua pagina Facebook". "Su altre parti del racconto del minore vi sono imprecisioni - ammette peraltro l'ordinanza - Ad esempio l'uomo viene descritto come 'cicciottello', aggettivo non corrispondente al fisico attuale dell'indagato".

Yara: madre Bossetti, non sono mai stata quel tipo di donna... - "No non sono mai stata quel tipo di donna, ci penso ma non ricordo assolutamente". Nell'ordinanza di custodia cautelare a carico di Massimo Giuseppe Bossetti, c'e' anche la testimonianza resa il 16 giugno da Ester Arzuffi, madre dell'indagato. La donna - scrive il Gip - "ha affermato di conoscere Giuseppe Guerinoni, in quanto in alcune occasioni, quando erano giovani e lei era gia' sposata, le dava un passaggio per recarsi al lavoro alla Pesti Rasini". Ma "ha negato di aver avuto una relazione sentimentale e sessuale con lo stesso affermando che i gemelli Massimo e Laura sono figli di suo marito Bossetti Giovanni. Si tratta di dichiarazioni che non inficiano la prova scientifica acquisita agli atti che attesta che le tracce ematiche ritrovate sugli slip e sui leggings che indossava Yara Gambirasio la sera della sua morte appartengono a Massimo Bossetti".

Yara: una probabilita' su 14mld che 'Ignoto 1' non sia figlio di Guerinoni - "La probabilita' che 'Ignoto 1' (l'individuo che ha lasciato le sue tracce genetiche sul corpo di Yara, ndr) sia figlio di un altro individuo, non imparentato in linea paterna con Giuseppe Guerinoni, e' di 1 su 14 miliardi". E' quanto si legge nelle conclusioni del calcolo biostatistico (svolto da un consulente dell'Universita' di Roma Tor Vergata) riportate nell'ordinanza di custodia cautelare disposta dal Gip nei confronti di Massimo Giuseppe Bossetti, sospettato dell'assassinio di Yara Gambirasio.

Yara, per Pm "puzzle quasi completato"  - Inquirenti e investigatori del caso Yara mostrano ottimismo: ritengono le indagini, "il puzzle", "quasi completati" e non escludono persino il possibile ricorso al "rito immediato" nei confronti di Massimo Giovanni Bossetti, l'uomo arrestato con l'accusa di essere il killer della giovane aspirante ballerina. "La certezza investigativa - dicono - l'abbiamo". Nessun problema neppure per le osservazioni fatte dal Gip che "pur non avendo convalidato il fermo per ragioni formali, ha confermato l'impianto e disposto la custodia cautelare per gravi indizi di colpevolezza", ha voluto sottolineare il procuratore capo di Bergamo Francesco Dettori.

"Abbiamo dato il nome a un marziano: Perche' sembrava essere stato un marziano a scendere e a prendere la piccola Yara", ha esordito nel corso di una conferenza stampa il questore di Bergamo, Fortunato Finolli. "Dopo la riesumazione del cadavere del presunto padre dell'arrestato non c'e' stato piu' dubbio che il Guerinoni era il padre dell'omicida, grazie alla corrispondenza del dna con quello di 'Ignoto 1'", ha ribadito il pm titolare dell'indagine, Letizia Ruggieri che ha definto l'inchiesta "faticosissima, pazzesca".

"Quando ho avuto notizia dell'individuazione del presunto omicida, ho gioito come uomo, ma soprattutto come rappresentante di giustizia", e' stato ancora il commento di Dettori che ha voluto sottolineare che "non ci sono state contraddizioni nelle investigazioni, tutti hanno lavorato per il meglio arrivando a risultati insperati perche' si e' partiti dal nulla". E anche se i costi sono stati alti: "le indagini hanno impegnato svariati milioni di euro", "con la morte ingiustificata di una tredicenne lo Stato non deve badare a spese". Nessun abbassamento della guardia pero', "le indagini - spiega Ruggeri - continuano, non sono chiuse".

Le indagini hanno preso la svolta, decisiva secondo l'accusa, nel febbraio del 2013 quando Carlo Previdere' e Pierangela Grignani, genetisti del Dipartimento di Sanita' Pubblica, Medicina Sperimentale e Forense dell'Universita' di Pavia, hanno ricevuto l'incarico dalla Procura di analizzare le formazioni pilifere repertate dall'autopsia sul corpo e gli indumenti di Yara. Nel febbraio 2014, veniva fornito loro, per confronto, un campione di popolazione di circa 500 donne, nella speranza di individuare fra questi la madre di 'ignoto 1', essendo gia' stato identificato in Giuseppe Guerinoni, il padre. "Questo accertamento - spiegano i genetisti - veniva compiuto focalizzando l'attenzione su una caratteristica peculiare del profilo dell'ignoto, un allele raro di provenienza materna".

BOSSETTI ROMPE IL SILENZIO "SONO INNOCENTE" - Dopo aver taciuto due volte davanti al Pm, Massimo Bossetti, rompe il silenzio e, sentito in carcere dal Gip Ezia Maccora nell'udienza di convalida dell'arresto, si dichiara innocente dell'omicidio di Yara Gambirasio. Lo stesso gip, che pur non convalidando il fermo, ha disposto la custodia cautelare per il presunto assassino di Yara. "Il mio assistito ha risposto a tutte le domande del gip e del pm", ha raccontato il legale di Bossetti, l'avvocato Silvia Gazzetti, uscendo dal carcere di Bergamo dove questa mattina c'e' stata l'udienza per la convalida del fermo. L'avvocato ha poi aggiunto che il suo assistito ha dichiarato la sua "innocenza e non si spiega il perche' il suo dna sia stato trovato sugli indumenti di Yara. Vedremo di dimostrarlo durante il processo".

L'avvocato, secondo la quale il suo assistito non conosceva Yara, si e' detta convinta che sulla questione del Dna, di cui il suo cliente non capisce come mai sia stato trovato sui vestiti di Yara, durante il processo verranno dimostrate "le nostre ragioni: i processi ci sono per questo, per fare emergere la verita'". Bossetti, ha garantito l'avvocato, non sapeva "di essere figlio illegittimo" e non aveva mai incontrato Yara, mentre aveva conosciuto il padre della ragazzina "solo dopo i fatti". Bossetti sembra avere un alibi per quella drammatica notte in cui Yara mori': "La sera del delitto era a casa con la famiglia", ha infatti affermato il suo legale. Sulla circostanza che il suo telefono fosse stato spento per 14 ore, l'avvocato ha spiegato che "questo lungo momento è stato dovuto al fatto che il telefono era scarico, ed era stato messo in carica".

Ester Arzuffi, la madre di Bossetti, in un'intervista al Corriere della Sera, spiega che anche nel caso in cui suo figlio confessasse l'omicidio di Yara lei non gli crederebbe: "Non può accedere perché non è vero". E alla domanda sui test del Dna che indicano il legame padre-figlio tra Massimo e l'autista di Gorno risponde secca: "Non sono mai stata con Guerinoni" e continua "mi chieda pure perché io non ho nulla da nascondere".

La madre di Bossetti, 67 anni, aggiunge: "So che la scienza sbaglia. Ne ho la prova. So che vado alla gogna, che mi criticheranno ma è così". Ester Arzuffi ammette di aver conosciuto Guerinoni, ma "era solo una conoscenza. Mio marito aveva chiesto a lui e a Vincenzo Bigoni di portarmi al lavoro, in auto. Poi la sera tornavo in autobus. Ma tra conoscere una persona e avere intimità con lei ce ne passa".

Infine parla dei genitori di Yara: "Mi dispiace per la loro perdita. Li capisco, sono mamma e sto soffrendo anche io. Una persona mi ha anche detto che sono andati dal parroco e gli hanno detto che sono vicini alla nostra famiglia. Sono brave persone. Prima o poi andrò a trovargli e un abbraccio glielo devo dare".

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