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Culture

di Giovanni Gasparini

Il successo del Fuorisalone 2013 di Milano, più ancora dell’omologo Salone del Mobile da poco concluso, è stato letto in molti modi in questi giorni. Architetti e designers, giornalisti e osservatori sono stati comunque unanimi nel cogliere la qualità, l’interesse e la bellezza in diversi sensi degli eventi e degli oggetti, e soprattutto nel percepire una vitalità e una partecipazione dal basso che personalmente definirei all’insegna di una ritrovata convivialità urbana. Qualcuno, come l’architetto Aldo Cibic, non ha esitato ad affermare che Milano è stata per una settimana il centro del mondo, dando vita al “più interessante fenomeno di aggregazione a livello mondiale” (La Repubblica, 15 aprile 2013). Mi sembra che tra le tante osservazioni generali a cui induce il Fuorisalone – evento all’origine marginale e “interstiziale” rispetto al Salone del Mobile che lo ha generato – emerga anzitutto quella delle potenzialità straordinarie che ancora oggi esprime la città italiana, e nella fattispecie Milano. E’ come se Milano per una settimana avesse ritrovato la sua antica vocazione a favorire l’accoglienza e l’incontro tra persone di popoli e culture  diverse che già nel Novecento la Fiera aveva espresso ma che in realtà preesiste da molti secoli, trovando dal Medioevo in poi espressioni culturali, politiche, amministrative ed economiche di eccellenza.  Questa apertura di Milano è favorita dall’essere oggi una piccola metropoli, una metropolìna, ma proprio per questo più adatta ad essere fruita a piedi e convivialmente, passando da un evento e da una esposizione all’altra senza soluzione di continuità, con una integrazione tra design, architettura e arte impossibile da trovare in altre città europee salvo forse Roma e Parigi.  Faccio due esempi, scegliendo tra le molte centinaia di eventi e occasioni che hanno permesso ai visitatori di vedere gratuitamente decine di migliaia di oggetti esposti e di accedere a molti musei cittadini e a palazzi privati normalmente inaccessibili. Cito il Museo Bagatti Valsecchi, a lato di via Montenapoleone, dove le splendide testimonianze artistiche del Quattrocento italiano erano affiancate in una sorta di confronto pacifico e stimolante dalle luci e dalle installazioni di diversi designers coordinati da Rossana Orlandi.   Il secondo caso è quello della Villa Necchi Campiglio, nei cui giardini un’esposizione intitolata “Belvedere” (ancora visitabile) metteva a confronto una decina di luoghi mirabili acquisiti dal Fai in questi anni, da Villa Panza di Varese all’antico  Giardino della Kolymbetra di Agrigento, attraverso una serie di oggetti unici prodotti da dieci designers internazionali che hanno tratto ispirazione creativa da ciascuno di tali luoghi e ambienti. Anche in questo caso, il paesaggio e l’arte italiana – che vengono riconosciuti al nostro paese come un patrimonio unico a livello mondiale – hanno trovato un modo creativo e sinergico di essere riproposti attraverso una forma contemporanea di espressione artistica e artigianale altamente qualificata. Non può sfuggire che questa espressione di vitalità gratificante e debordante manifestata da centinaia di migliaia di persone accorse al Fuorisalone oltre che al Salone sia stata concomitante allo stallo politico che dura in Italia da parecchie settimane e alle gravi preoccupazioni che si nutrono al riguardo.  Così come mi pare significativo (e anche preoccupante) che questo movimento sia stato frutto visibilmente di una voglia di partecipazione e di “qualità della vita” espressa da una società civile che, mediando tra gratuità e mercato, ha manifestato di fatto con la propria  vitalità una sostanziale indifferenza se non estraneità rispetto all’impasse della politica.

Giovanni Gasparini, docente di Sociologia (Università Cattolica di Milano) e scrittore, ha al suo attivo la pubblicazione di oltre quaranta volumi, di cui circa metà in sociologia e l’altra metà in poesia, letteratura e saggistica.  Tra i volumi più recenti figurano Interstizi e universi paralleli (Apogeo 2007), Tous azimuts. Il senso della scrittura (FrancoAngeli 2011) e la raccolta di poesie Melting pot (Nomos 2013). Ha fondato e coordina il Newsmagazine on-line “Interstizi & Intersezioni”.

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