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Culture
FIAC, la Francia punta sull'arte contemporanea

di Paola Serristori

"FIAC non è solo il Grand Palais, è Jardin des Plantes, Tuileries, la Cité de la Mode... E' tutta la Francia", così il primo ministro francese Manuel Valls saluta i media che lo hanno seguito durante la visita di pre-apertura della Fiera internazionale di arte contemporanea a Parigi, che alla 41esima edizione (Parigi, 23-26 ottobre) gioca le sue carte sull'importante mercato economico mondiale delle opere d'arte, offrendo più sedi (FIAC & (OFF)icielle), con più spazio alle presenze di galleristi stranieri - da 26 Paesi, con forti rappresentanze dell'Asia, ma anche Brasile, Arabia Saudia, e per la prima volta la famosa 303 Gallery di New York - ed il forte messaggio di sostegno del governo.

Non sembra un caso che Valls - al quale di recente The New York Times ha dedicato un prestigioso articolo, riconoscendogli di avere spostato più a destra la politica del presidente Francois Hollande - , a chi gli chiede un personale commento sull'arte preferisca rispondere ricordando che il più grande di tutti gli amici dei pittori è George Clemenceau, primo ministro agli inizi del XX° Secolo e sino agli Anni Venti, uno degli artefici del trattato di Versailles, amico personale di Claude Monet. In quell'epoca gli addetti ai lavori ricordano che la Francia aveva la supremazia - oltre il 50 per cento - nel mercato dell'arte, ed in molti aggiungono che il primato è stato perso a causa degli errori nella politica sull'immigrazione perché gli artisti, che di solito non sono ricchi, prima arrivavano dalla provincia e dall'estero per abitare e lavorare a Parigi e dintorni, in seguito hanno preferito trasferirsi negli Stati Uniti, dove oggi si svolgono le maggiori transazioni del settore. Valls ha visitato tutti gli stands nel parterre del Grand Palais, accompagnato dalla collega ministro alla Cultura Fleur Pellerin, insieme alla direttrice di FIAC, Jennifer Flay, soffermandosi davanti alle opere dell'avanguardia che gli venivano descritte, ha stretto le mani di galleristi ed artisti, senza fretta.

"Questo è un grande momento per l'arte in città", ha sottolineato. Difatti si succedono numerosi eventi nel campo dell'arte nello spazio di pochi giorni, dall'inaugurazione della Fondazione Louis Vuitton, a Bois de Boulogne, che sarà uno spazio espositivo, alla riapertura sabato 25 ottobre del Museo Picasso all'Hôtel Salé. Infine, tra le 191 gallerie d'arte presenti (l'anno scorso erano 184), resta importante la presenza italiana, in particolare da Milano.

 

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