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Culture
Arte/ Henry Matisse: ritmo, esaltazione cromatica, gioia di vivere

di Simonetta M. Rodinò

Matisse, esteta, cortese, diligente, puntuale e all'apparenza così borghese, Matisse pittore, scultore, incisore e decoratore domina - con Picasso - la scena artistica per tutta la prima metà del Novecento. Al grande maestro della rivoluzione cromatica è dedicata la mostra "Matisse en son temps" alla Fondation Pierre Gianadda di Martigny (Svizzera): più di cinquanta opere provenienti dal Museo d'Arte Moderna/Centre Pompidou di Parigi oltre a numerosissimi lavori che appartengono a collezioni museali e private svizzere.

Suddivisa in nove sezioni, l'esposizione, curata da Cécile Debray, si snoda cronologicamente mettendo in dialogo  tele e sculture dell'artista francese con le opere realizzate da Picasso, Gris, Braque, Derain, Severini, Léger, Bonnard, Dufy…

Si deve al simbolista Gustave Moreau l'aver riconosciuto, nel 1895, le doti del 26enne Henry, giunto a Parigi quattro anni prima, ammettendolo senza esame al suo celebre atelier l'École des Beaux-Arts. Fu l'inizio.
Dalle prime nature morte, vedute delle rive della Senna e modelle nell'atelier, realizzate insieme ai colleghi Marquet, Camoin, Manguin, passa - grazie alle frequentazioni museali dove copia i classici e agli stimoli di Moreau a rivolgere l'interesse delle proprie ricerche non tanto alla realtà visibile, quanto a quella più intima ed emozionale - a dipingere le tele con una vera esplosione cromatica. E' il fauvisme, che rappresenta un importante momento di rottura e come egli stesso notava "La pittura fauve non è tutto, ma è il fondamento di tutto". Con colori abbaglianti, ottenuti attraverso una pittura veloce, realizza opere di straordinaria intensità: la natura, la città con la sua vita brulicante, l'interno di una casa sono i suoi soggetti preferiti.

Dal segmento dedicato al cubismo, dove suoi lavori, illuminato da Cézanne, si confrontano con quelli di Picasso, Braque e Gris, i successivi ritratti a nuove modelle - in mostra "Lorette à la tasse à café", del 1917, - ecco le Odalische: incorniciate spesso in una finestra, le giovani, ricordo dei suoi viaggi in Marocco, indossano abiti sgargianti e sembrano ammiccare all'osservatore.

Dalla rappresentazione dello studio, tema ricorrente negli anni '40 in diversi pittori, tra cui Dufy e Giacometti, Matisse, dopo molti capolavori, rinuncia alla pittura per inventare, più che ottuagenario, i "papiers découpés" che concludono la rassegna: carte colorate a tempera, ritagliate e incollate sulla tela, immagini semplificate ed essenziali, in una sorta di astrazione.

Maestro nell'armonizzare le composizioni, le sue forme sintetiche e libere e i suoi colori vibranti hanno influenzato generazioni di artisti.
Muore 84enne nel 1954. Picasso, l'eterno rivale minore di dodici anni, ammise: "Nessuno ha mai guardato i quadri di Matisse più attentamente di me, e nessuno ha guardato i miei più attentamente di lui".

"Matisse en son temps / Matisse nel suo tempo"
FONDATION PIERRE GIANADDA  - Rue du Forum 59 -  Martigny (Svizzera)
20 giugno - 22 novembre 2015
Orari: tutti i giorni 9 - 19
Ingressi: adulti CHF 20.-  terza età: CHF 18.-  bambini oltre 10 anni e studenti: CHF 12
Infoline: (+41) 27 722 39 78
www.gianadda.ch    

 

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