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Culture
Bruno Fael: mostra prorogata in onore dell'artista scomparso

La mostra “Il pianeta, energia dell’anima” di Bruno Fael è stata prorogata fino al 18 novembre 2015 in omaggio al Maestro scomparso.

Mercoledì 18 novembre 2015 alle ore 18 nella sede del WECC (World Expo Commissioners
Club) in Piazza Duomo 21 si terrà il Finissage dell’ultima mostra del Maestro Bruno Fael ”Il pianeta, energia dell’anima”: un ciclo monumentale di 148 opere pittoriche dedicato a ciascuna delle nazioni presenti all’Expo di Milano.

Alla cerimonia di chiusura parteciperanno i maggiori collezionisti di Fael, artisti, compositori e musicisti e quanti ebbero caro un Maestro d’Arte e di Umanità come Bruno Fael.
Si tratta dell’ultimo capitolo nell’arte di Bruno Fael, prematuramente scomparso (Sacile, 1935 - Milano 2015) che risponde al formidabile incarico assegnatogli dalla Presidenza di World Expo Commissioners Club che lo invitava a interpretare, con la sua pittura, il tema di Expo 2015 “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita”. Grazie al sostegno della CRI International (Chimneys and Refractories International, leader mondiale nello sviluppo di nuovi progetti di centrali elettriche, impianti petrolchimici, impianti di desalinizzazione). Le 148 opere pongono come immagine d’elezione le bandiere e le terre che si ergono a simbolo di ogni nazione, e sono esposte, dall’11 Maggio in Piazza Duomo 21, nella sede ufficiale WECC, il prestigioso club internazionale riservato ai commissari e rappresentanti dei paesi legati ad Expo fondato da Alessandro Rosso per riunire i rappresentanti delle varie nazioni e favorire le relazioni tra istituzioni e imprenditori provenienti da tutte le parti del mondo.

“Con questa Mostra e questo Finissage, voglio ringraziare il Maestro e Amico Bruno Fael, che recentemente ci ha lasciato, molte opere diverse che esprimono la grandezza di questo Expo che ha visto protagonista Milano e l’Italia intera e che salutano il loro ideatore in un ideale percorso verso il colore, il dialogo e l’Arte, nella sua Bellezza” ha dichiarato Alessandro Rosso, Presidente di WECC e Alessandro Rosso Group.

La serie di dipinti che affrontano il tema delle bandiere declinano tracce e simbolicità dei diversi paesi su spazialità “neo astratte”. Il coraggio, la determinazione di un popolo e della sua nazione sono raffigurati attraverso segni e colori. Ne indicano valori, ricchezze, ma anche incertezze, paure e ansie della società e della cultura che oggi le attraversa.

La simbologia dei colori vive sibillina in ogni tratto, in ogni movimento, a descrivere i popoli nella loro interezza senza folle frettolose, ma con l’obiettivo d’esplorare il senso profondo del lavoro umano e di definire un nuovo pianeta per l’uomo del futuro. Come dei quadri senza confini, realizzati volutamente nelle stesse dimensioni per evitare il predominio di una nazione sull’altra, potrebbero formare un ideale Cerchio di Apollonio, assurgendo così a simbolo e testimonianza del dialogo e del confronto per le soluzioni possibili alle diverse contraddizioni.

Il “mito” bandiera è il vessillo che l’artista Bruno Fael ha scelto di donare a Milano. Città da cui partire per l’esplorazione del mondo e bandiera dell’uomo moderno, artefice del mondo che verrà.
Nella storia dell’arte, la bandiera e i suoi colori sono ben presenti, dalle allegorie di Hieronymus Bosch agli encausti notissimi di Jasper Johns
ai trionfi cromatici globali di Alighiero Boetti. La bandiera costituisce anche un tema infido da affrontare nell’arte. Nell’opera di Fael c’è la preoccupazione di evidenziare la qualità dell’immagine come ritmo, quasi come suono immobile e colore vibrante. Fael, “il pittore della gioia e della musica” come disse Pierre Restany.

Efficace e immediata, la musica è utilizzata con grande maestria e raffinatezza tanto da diventare grafia. Emblematico il ciclo produttivo di opere “ la musica prende forma”. Dalla musica al tempo tracciato nella tela.
Un continuo fuggire dell’istante, un ritmo che affascina e rende seducente ogni momento del vedere.

Bruno Fael (1935-2015), milanese di adozione, nato in Friuli, uno degli artisti contemporanei più dotati ed efficaci nel comunicare, con immediatezza, emozioni, colori e bellezza. Melomane appassionato e spirito ribelle, autore e interprete di musica originale (pubblicata anche in vari CD), conosce profondamente le tecniche della pittura e le norme della musica ed è soprattutto dotato di una sensibilità straordinaria nell’esprimere e tradurre il suo animo
e le sue passioni in colori e suoni. Di particolare rilievo sono le sue sculture e opere monumentali in cemento armato di oltre dieci metri tra le quali vanno ricordate “Il Guardiano delle Stelle” (Ain Soukna/Egitto - Resort Stella di Mare), “African Dream” (Malindi/Kenya - Tropical Village), l’installazione di dieci maestose rocce “sacre” policrome (Malindi/Kenya - Mwembe Resort), “Harmony” (Malindi/Kenya - Dream of Africa Hotel).
Bruno Fael appartiene a quella generazione di artisti che hanno totalmente mutato l’essenza e la forma della pittura astratta, cercando di far percepire attraverso le opere l’essenza dell’intenzione pittorica.
Un’infinità di mostre collettive e personali in Italia e all’estero hanno portato Bruno Fael ad essere riconosciuto ed apprezzato a livello internazionale. Ne sono esempi anche gli ultimissimi riconoscimenti ufficiali: “Pittore dell’anno 2005”, la Via Principale del Resort Stella di Mare a lui dedicata nel 2005 “Bruno Fael Street”, il Premio alla Cultura e alla Carriera presso il Circolo della Stampa di Milano nel 2010 e il Premio Inghilterra alla Carriera ricevuto nel 2011 a Macclesfield (UK).

La mostra “Il pianeta, energia dell’anima” di Bruno Fael, patrocinata da Expo 2015 e dal WECC, è stata prodotta dal Seven Stars Galleria in collaborazione con Duomo 21 Terrace, grazie al contributo di CRI International ed Elioticinese service point.

Durante l’evento, curato da Arteventi di Stefania Morici, interverranno:
Luca M. Venturi, Critico d’Arte (Lugano) Carlo Franza, Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea (Milano) Il progetto allestitivo è di Agostino Danilo Reale - FDR Architetti

 

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