Sulle dorsali scoscese e nei boschi fitti del Parco del Monte Subasio, il passaggio degli zoccoli ritma da secoli una memoria identitaria incisa nella pietra e nel paesaggio umbro. Domenica 6 settembre la quarantasettesima edizione della Cavalcata di Satriano ha rinnovato un rito collettivo che affonda le proprie radici nel finire dell’estate del 1226, momento in cui una delegazione di cavalieri partì da Assisi verso le alture di Nocera Umbra per scortare Francesco, ormai stremato dalla malattia, verso la sua terra natale.
Inserita nel programma ufficiale dell’Ottavo Centenario Francescano, la rievocazione ha assunto un rilievo istituzionale e scenografico straordinario; oltre centodieci cavalieri, affiancati da ben diciotto pattuglie ippomontate in alta uniforme appartenenti alla Polizia di Stato, alla Polizia Penitenziaria, al IV Reggimento Carabinieri, ai Carabinieri Forestali e all’VIII Reggimento Lancieri di Montebello dell’Esercito Italiano, hanno attraversato le vallate tracciando un ponte ideale tra patrimonio storico, devozione e presidio del territorio.

La macchina organizzativa, guidata dalla Compagnia dei Cavalieri di Satriano in sinergia con i Comuni di Assisi, Nocera Umbra, Spello e Valtopina, la Regione Umbria, la Compagnia dei Cavalieri del Colle Paradiso e il sostegno di AFOR Umbria, ha scandito la giornata secondo un itinerario serrato e denso di significato.
Le prime luci del mattino hanno visto il concentramento dei partecipanti a Nocera Umbra, dove alle 9, a seguito delle formalità istituzionali del Sindaco e della consegna della pergamena di saluto destinata alla municipalità di Assisi, la colonna si è messa in marcia.
Dopo una breve sosta a Villa Postignano alle 10.30, la carovana ha raggiunto verso mezzogiorno la chiesetta di Satriano per la celebrazione della messa. La tappa ha custodito il momento più intimo della manifestazione: la deposizione di una staffa in memoria di Giovanni Raspa, storico organizzatore e anima insostituibile della Cavalcata, scomparso improvvisamente pochi mesi fa.

Il cammino è proseguito con la conviviale ad Armenzano, prima della ripartenza pomeridiana verso la città serafica. Superato il presidio di Costa di Trex, il corteo ha fatto il suo ingresso scenografico ad Assisi attorno alle sei del pomeriggio da Porta San Giacomo, ricompattandosi prima di sfilare verso Piazza del Comune.
Qui si è tenuto l’abbraccio tra i cavalieri e i rappresentanti delle quattro amministrazioni coinvolte, seguito dal suggestivo omaggio floreale alle Clarisse in Piazza Santa Chiara, dalla consegna formale della pergamena, dai saluti delle autorità e dalla benedizione solenne degli equipaggi, incorniciati dalle esibizioni e dai canti curati dal Calendimaggio e dagli Sbandieratori di Assisi.
L’evento si è peraltro intrecciato con le offerte per gli escursionisti: l’associazione Amici della Montagna di Assisi ha promosso un trekking ad anello di 8 chilometri lungo il sentiero CAI 351, permettendo ai camminatori di incrociare la colonna ippica proprio sul Subasio.

L’impianto istituzionale e il profondo valore simbolico dell’iniziativa emergono chiaramente nelle parole dei suoi protagonisti. Come dichiarato dal Sindaco di Assisi, Valter Stoppini, durante la presentazione dell’evento: “Si tratta di un appuntamento importante che rappresenta un elemento di coesione e promozione del territorio. Quest’anno sarà all’insegna dell’Ottavo Centenario Francescano e della gratitudine verso la figura di Giovanni Raspa, che ha fatto la storia della Cavalcata. La presenza delle pattuglie ippomontate conferisce grande prestigio alla manifestazione”.
Sul valore della collaborazione tra comunità e forze dell’ordine si è espresso il primo cittadino di Nocera Umbra, Virginio Caparvi, evidenziando come la presenza delle forze armate a cavallo dia ulteriore pregio all’appuntamento, confermando la vicinanza delle istituzioni in divisa ai cittadini e alla geografia locale.
Da parte sua, il sindaco di Valtopina, Gabriele Coccia, ha posto l’accento sulla dimensione etica del percorso, ribadendo l’intenzione di rilanciare itinerari nel segno dei valori francescani di pace e rispetto per l’ambiente.
A chiudere il quadro è stato il contributo della Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, la quale ha richiamato il Parco del Monte Subasio quale risorsa strategica regionale, sottolineando la capacità della Cavalcata di unire i territori, dare forza alle aree interne e montane e promuovere la cultura dell’ambiente e degli animali.

Nata nel 1926 per intenzione dell’intellettuale Arnaldo Fortini, la rievocazione ha conosciuto fasi di sospensione durante il secondo conflitto mondiale e riprese sporadiche negli anni Cinquanta, prima di trovare la sua stabilizzazione definitiva nel 1980.
Da quarantasette anni a questa parte, l’evento non rappresenta soltanto una celebrazione storica, ma si configura come un vero e proprio laboratorio di valorizzazione territoriale. Ne è testimonianza il parallelo sviluppo de Il Cammino di Satriano, nuovo itinerario naturalistico e spirituale di circa 90 chilometri promosso dal Comune di Assisi con l’associazione ASD/APS Natural Slow Life, pensato per consentire ai camminatori di percorrere a piedi, durante tutto l’anno, la medesima rotta tracciata dai cavalieri nel 1226.
Un modo concreto per trasformare la memoria di un gesto antico in un’infrastruttura verde permanente, avente il merito di connettere storia, paesaggio e turismo sostenibile nel cuore dell’Appennino umbro.













