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Culture
Convento di Monterosso, via al crowfunding col drone

IL CUORE DEGLI ITALIANI NON SMETTE DI BATTERE PER IL CONVENTO
Convento dei Frati Cappuccini di Monterosso al Mare

 

Un drone in volo sulle Cinque Terre che offre immagini mozzafiato dal cielo di un angolo di paradiso in terra italiana e campagna di crowdfunding, tramite la piattaforma "BuonaCausa.org" e il sito del loro convento. I cappuccini francescani liguri giocano il web quale ultima carta per salvare il monastero del Seicento funestato dalle alluvioni della Liguria di questi anni che dalla collina di Monterosso domina il Golfo dei poeti più famoso del mondo. E che è a rischio chiusura per crolli.

Con la nuova iniziativa promossa dall'intraprendente rettore del convento, padre Renato, viene chiesto aiuto per trovare sponsorizzazioni e sponsor che consentano di raccogliere in poco tempo i 500 mila euro necessari per i lavori necessari di consolidamento di mura, orti e terreni del "paradiso di Monterosso", vincitore a sorpresa quest'anno de "Il luogo del cuore Fai": la rassegna che ogni anno il Fondo per l'Ambiente Italiano promuove chiedendo alle persone quale restauro di luogo  d'Italia sostenere. Grazie all'impegno dei frati, lo storico convento di Monterosso si è imposto quale luogo del cuore Fai 2014-2015 con ben 110.341 sottoscrizioni raccolte da padre Renato on line e su carta. Il che gli è valso dal Fai un contributo che arriverà pari a 50mila euro anche se mancano gli altri fondi necessari, posto che le casse vuote dello Stato italiano non hanno consentito finora finanziamenti pubblici.

GUARDA LO SPETTACOLARE VIDEO REALIZZATO CON IL DRONE 

 

Soltanto numerose attività come concerti, cene, spettacoli e la generosità di diversi amici hanno permesso di coprire una porzione delle spese ma, ripristinata una parte del muraglione crollato, restano ancora numerosi lavori urgenti di messa in sicurezza da realizzare prima che il luogo rischi crolli ben più gravi su una delle colline storiche più suggestive del borgo ligure.
Da qui la decisione di partire ora con la raccolta di fondi partecipata via web, il crowdfunding appunto, attraverso due link:
http://buonacausa.org/cause/conventomonterosso    
http://www.conventomonterosso.it/come-aiutarci

“Abbiamo scelto BuonaCausa.org per la nostra campagna Crowdfunding - dice padre Renato - perché è risultato essere il portale più limpido dal punto di vista di raccolta fondi essendo nato proprio per cause come la nostra. Ma abbiamo dato anche la possibilità di sostenere la causa anche direttamente dal nostro sito. A breve metteremo on line anche una piattaforma per l'estero perchè ci sono molte persone in tutto il mondo che ci conoscono e ci amano e, spero, ci vogliano anche aiutare." E da qui anche il ricorso al drone che ha sorvolato il convento di Monterosso e le Cinque Terre per realizzare un filmato dal titolo “In volo sul cuore” con immagini mozzafiato sulla bellezza del "paradiso di Monterosso", come viene chiamato il convento.

Il filmato è frutto della generosità e dell'impegno della Dronesense srl del Polo Tecnologico pisano di Navacchio Cascina e delle produzioni televisive Englishtime e di Massimo Giani che ne hanno curato le immagini a terra, dopo aver seguito la campagna del Fai sui "Luoghi del Cuore" e aver scelto di donare al Convento di Monterosso la propria competenza, esperienza e professionalità. Originali anche le musiche di Mauro Ghilardini e la sua voce insieme a Francesco Maffeis.

"Ripariamo il paradiso di Monterosso" è lo slogan scelto dai confratelli cappuccini per la campagna di crowdfunding che significativamente continua: "E' stato chiamato Luogo del Cuore, perché chiunque passa di qui ci lascia il proprio.” Oltre all'affetto, una bellezza straordinaria Patrimonio dell'Unesco che i francescani stanno facendo di tutto per evitare finisca per crollare. Ma senza i fondi che servono per realizzare i lavori il "paradiso di Monterosso" dovrà essere chiuso, perdendo un angolo speciale di quel meraviglioso creato che, anche Papa Francesco ci esorta a tutelare e conservare per le future generazioni.
www.conventomonterosso.it
facebook: ripariamo il paradiso di monterosso
twitter: @conv_monterosso
mail: conventomonterosso@gmail.com
Approfondimenti

La storia del luogo
Il convento del XVII secolo e realizzato secondo i dettami di semplicità e povertà dell’architettura francescana, si trova in una posizione molto suggestiva e panoramica sul colle di San Cristoforo che domina tutto il golfo delle Cinque Terre ea sempre è luogo di attrazione per visitatori che provengono da tutto il mondo. Il Convento è visibile da tutte le Cinque Terre e si qualifica come un forte elemento di attrazione, considerato anche l'alto valore storico e artistico dei tesori d'arte che custodisce: si ricordano la Chiesa seicentesca in stile cappuccino con altare e coro in legno, le sue opere d'arte (fra cui la "Crocifissione" attribuita al pittore fiammingo A.Van Dyck che aveva risieduto per diversi anni a Genova, "San Girolamo penitente" di Luca Cambiaso), il refettorio a volte con "La Veronica" di Bernardo Strozzi, il convento che ha mantenuto tutte le sue caratteristiche tipiche, cui si aggiunge il panorama sublime che da esso si può contemplare. Il Convento viene citato su tutte le guide storico artistiche del territorio, sia italiane che internazionali, e insieme alle Cinque Terre rientra nel Patrimonio dell'Unesco.

La sua travagliata storia inizia nel 1618 quando i primi frati, invitati a costruire un convento perché avevano portato la pace fra due fazioni  litiganti del paese, piantano la croce e danno inizio alla struttura. Il convento e i suoi frati diventano presto un riferimento per la popolazione e porteranno avanti la loro opera di vicinanza fino alla soppressione napoleonica. Nel 1816 parte del convento viene concessa ai Frati. Ma la pace claustrale durò solamente un cinquantennio: nel 1867 il complesso venne nuovamente chiuso per effetto delle leggi sabaude e destinato anche a magazzino e luogo di stoccaggio del pesce; in seguito, grazie all'intervento di un sacedrote benefattore, il convento fu riaperto nel 1895 dalla stessa congregazione che l’aveva fondato. Negli orti storici si coltivavano limoni e vigneti oltre ad ortaggi e alberi da frutto. Nel XX secolo i frati hanno portato avanti la loro infaticabile opera e, dopo un’altra pausa con cambiamento di funzioni, nel 2006 il Convento ritorna di nuovo nelle mani dei Cappuccini.

Il Convento oggi: le attività 
Il Convento oltre a svolgere tutte le funzioni spirituali caratterizza la sua attività anche su altri settori di valorizzazione: concerti musicali, teatro e spettacoli, conferenze culturali, serate tematiche (cena medievale con ricette del XIII secolo) incontri per la conoscenza e valorizzazione della storia locale e della Liguria, corsi e seminari specialistici, mostre d’arte e fotografiche, mostre missionarie, attività con le scuole; inoltre il convento offre attività permanente per tutto l’anno di accoglienza per coloro che ne facciano richiesta ed è aperto per periodi di soggiorno e ritiri spirituali per singoli e per gruppi. Vengono organizzate visite guidate e percorsi per la scoperta dei tesori artistici in esso contenuti e per la bellezza naturale ove la struttura è immersa. 

Le alluvioni e il crollo della cinta storica di mura 
La notte del 21 marzo 2013, a seguito degli eventi alluvionali che hanno funestato il territorio ligure, si è verificato il crollo di un'ampia sezione del muraglione seicentesco che contiene l'orto con vigneti e la storica limonaia del convento. Il crollo del muro ha privato il convento del suo giardino storico che è tradizionalmente definito "il paradiso dei frati" ed ha riversato in mare una grande quantità di terra. Quanta la paura dell'alluvione ! Uno shock per i frati e per il paese sbarrato dall'enorme frana che per fortuna si è verificata di notte evitando, pertanto la tragedia, poiché ha coinvolto una strada che di giorno è molto praticata. Nel periodo di grande calamità alluvionale che ha devastato il paese di Monterosso, il Convento accolse gli alluvionati e le squadre di soccorso. Come d'abitudine, i frati si rimboccarono le maniche del saio sporco di fango e si misero al fianco della popolazione facendo giungere da parrocchie, conventi, amici e parenti camion e furgoni colmi di aiuti di ogni genere. Questa opera di vicinanza ha portato padre Renato ad essere insignito dell’Alta Onorificenza di Cavaliere al Merito  della Repubblica. I lavori di ripristino sono stati effettuati anche se resta ancora molto da pagare. Le Istituzioni non sono intervenute a sostegno e il fragile territorio su cui è costruito il Convento manifesta preoccupanti segnali di dissesto per i quali è necessario un intervento urgente. Sono stati preparati alcuni progetti per intervenir ein modo adeguato sulle delicate e preziose strutture.   

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