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Culture

 

La tv delle librerie Feltrinelli tra La7 e il gruppo L'Espresso. Lerner: "Non sono alternativi...". Retroscena
 

IL CASO/ Effe tv (società partecipata al 70% da Gruppo Feltrinelli e al 30% da La7) è il nuovo canale multipiattaforma che dovrebbe essere lanciato sul digitale terrestre nella seconda metà di maggio. Ma Feltrinelli starebbe pensando a nuovi partner (il gruppo L'Espresso al posto di La7, nel frattempo passata da Telecom e Urbano Cairo). Gad Lerner, presidente del comitato editoriale, ad Affaritaliani.it dichiara: "La7 e L'Espresso non sono alternativi...". Alle porte una doppia partnership, quindi? A quanto ci risulta, almeno per il momento resterebbe il rapporto "societario" con La7, mentre a livello "commerciale" Effe Tv potrebbe essere interessata a un accordo con il gruppo L'Espresso, vista la buona collocazione sul digitale di Repubblica Tv... - I DETTAGLI (pubblicato il 2 maggio 2013)

 

LO SPECIALE

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di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton

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Una buona notizia e una decisamente meno positiva per il settore delle librerie, messo a durissima prova dal rallentamento delle vendite e dalla rivoluzione digitale, che sta stravolgendo il mercato dei consumi culturali.

LE FELTRINELLI VERSO LA SOLIDARIETA’ – Iniziamo da quella negativa, anche dal punto di vista simbolico, visto che riguarda la più grande catena di librerie in Italia: Feltrinelli. Sono infatti confermate le indiscrezioni che avevamo riportato nelle scorse settimane sui contratti di solidarietà in vista. Con un comunicato ufficiale l’azienda annuncia che “dopo diversi incontri, il 24 aprile le organizzazioni sindacali, con i delegati RSA/RSU, e la delegazione aziendale hanno individuato nel contratto di solidarietà  l’ammortizzatore sociale più indicato per raggiungere l’obiettivo di riportare la produttività e il costo del lavoro a livelli sostenibili rispetto alle contingenze del mercato. Nel corso delle prossime settimane l’ipotesi di contratto di solidarietà firmata il 24 aprile sarà illustrata e discussa nelle assemblee che si terranno nei negozi e verranno definite le modalità attuative attraverso incontri territoriali tra rappresentanti aziendali, le RSU/RSA e/o le organizzazioni sindacali territoriali. Gli accordi, che riguardano le tre società che costituiscono il retail di Feltrinelli (Librerie Feltrinelli, Finlibri, Librerie delle Stazioni), avranno la durata di 12 mesi a decorrere dal 10 giugno 2013, si attueranno in 102 negozi e riguarderanno circa 1370 dipendenti con un recupero complessivo di 216.000 ore totali annue. L’azienda è fiduciosa che l’impegno di tutti i soggetti che hanno reso possibile l’accordo, di natura necessariamente transitoria, e di tutti i lavoratori coinvolti consentirà di superare la difficile fase congiunturale e di proseguire il percorso di sviluppo e innovazione già intrapreso da Librerie Feltrinelli al fine di consolidarne la posizione di leadership nel settore”. Nel comunicato Librerie Feltrinelli fornisce anche dei dati, che confermano il momento difficilissimo: “Il 2012 è stato per l’azienda un anno particolarmente difficile con vendite nette in calo del 5% rispetto al 2011, nonostante l’apertura di nuovi punti vendita. Negli ultimi due anni l’azienda ha registrato una contrazione delle vendite nette dell’11% a parità di punti vendita. E il 2013 si annuncia altrettanto critico”.

ALLA CATENA COOP FINISCE LA CASSA INTEGRAZIONE – E veniamo alla novità positiva: secondo quanto Affaritaliani.it può riferire, è finita la cassa integrazione straordinaria (con riduzione dell'orario di lavoro, per una quarantina di addetti) cominciata ad aprile 2012 nelle 27 librerie Coop italiane. Tra l’altro, il prossimo 17 aprile è in arrivo anche una nuova apertura, in un centro commerciale di Livorno. Alle Coop hanno affrontato prima degli altri la crisi, e ora possono guardare al futuro con più ottimismo.

IL CASO HOEPLI - Come abbiamo scritto a inizio aprile, invece, a quanto ci risulta la cassa integrazione cominciata a gennaio 2013 per circa 60 addetti della storica libreria Hoepli di Milano (ben 6 piani nel cuore della città) è stata prolungata per altre 13 settimane. E intanto, la libreria è stata riorganizzata, con una serie di modifiche nella struttura dei reparti per venire incontro alle nuove esigenze dei clienti.

IL PRESINDENTE DELL’ALI - In difficoltà non sono solo le grandi realtà: anche le librerie indipendenti soffrono (e in molti casi chiudono, com’è accaduto di recente a Venezia). Eppure, come lo scorso 4 aprile ha spiegato ad Affaritaliani.it il presidente dell’Ali Alberto Galla, “paradossalmente nel primo trimestre del 2013 le piccole librerie intravedono spiragli di luce, mentre soffrono molto le catene, che devono riorganizzarsi”. Il problema, però, è proprio capire in che modo riorganizzarsi…

“LE PICCOLE REALTA’ SI DIFENDONO, MA HANNO MINORE CAPACITA’ DI RESISTENZA RISPETTO ALLE GRANDI REALTA’… E’ LA FINANZA CHE FA LA DIFFERENZA” - Galla, che abbiamo ricontattato stamattina, ci ha fornito i dati di vendita di 18 librerie indipendenti (dal Nord al Sud) che sta monitorando: “Dopo un gennaio positivo, febbraio e marzo sono stati molto negativi. Ad aprile c’è stata una lieve ripresa, ma resta il segno meno. Per queste 18 librerie, che rappresentano un campione sì piccolo ma comunque significativo, nel primo trimestre 2013 mediamente il calo delle vendite è stato pari al 6,13% (aprile escluso, quindi). Un dato certamente negativo, ma che mi risulta essere migliore rispetto a quello della media che comprende anche le grandi catene. Quindi confermo quanto già dichiarato: le indipendenti si stanno difendendo. Allo stesso tempo, però, in questo 2013 hanno già abbassato le saracinesche 4 librerie indipendenti legate all’Ali. Si viaggia dunque alla media di una chiusura al mese, purtroppo…”. Il presidente dell’Associazione Librai Italiani prosegue: “Si può affermare che le piccole realtà soffrono sì meno rispetto alle catene medio-grandi, ma allo stesso tempo va aggiunto che esse hanno anche minore capacità di resistenza. Mi spiego: è la finanza che fa la differenza, e una piccola impresa ha inevitabilmente una patrimonializzazione bassa. Le grandi catene, invece, hanno delle risorse patrimoniali che offrono più garanzie…”. E allora le librerie indipendenti come possono far fronte alla crisi? “Forse aggregandosi. Ma, ovviamente, l’aggregazione di più realtà in crisi non può certo portare a risultati positivi…”, conclude Galla.

SELF-PUBLISHING - Mentre le librerie tradizionali (piccole e grandi) devono ridefinirsi (sperando sia sufficiente…), sul web è in espansione anche in Italia il self-publishing (ne parla  in quest’intervista Antonio Tombolini, fondatore della piattaforma Narcissus.me, secondo cui "il self-publishing si sta professionalizzando”, e già oggi “quantitativamente è 'l'editore collettivo più importante d'Italia". Sempre a questo proposito di auto-pubblicazione, e allargando ancor più il tema, val la pena leggere l’ultimo post del blogger specializzato eFFe che, a un mese circa di distanza dal lancio,  rende note (e analizza) le vendite del suo saggio digitale auto-pubblicato, dal titolo “I book blog. Editoria e lavoro culturale": 217 copie totali vendute (il 61,3% delle vendite è passato da Amazon, il rimanente da Ganxy. E il guadagno in royalties è stato di 110 euro). Quanto al suo “piccolo esperimento”, il blogger argomenta: “Non si può ancora fare a meno di Amazon se si vogliono raggiungere i lettori digitali. Eppure, le alternative, quando ci sono e sono competitive, ‘tengono…”.

 

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