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Culture
De Masi: "L'attacco ai migranti a Roma? Toccati livelli di inaudita inciviltà"

Quel che mai sarebbe dovuto succedere, è, purtroppo, andato in scena a Roma, caput mundi: donne e bambini strattonati, portati via e allontanati con l'impiego di idranti da uno stabile del centro che occupavano da tempo, insieme a tanti altri. Tutti migranti regolari scappati dalla miseria, dall'indigenza e dalle violenze.

"Si sono raggiunti livelli disumani di inciviltà inauditi, cui mai si sarebbe dovuti arrivare, neanche in ipotesi. E' una vergogna quanto si è visto nella ricca città Eterna con centinaia di palazzi vuoti e di case non assegnate: provo un amaro sentimento di vergogna, peggio di così non era proprio immaginabile".

Il sociologo Domenico De Masi vive e opera a Roma da molti anni e non si capacita di quanto successo: un terribile colpo 'a freddo', o meglio 'bollente' nell'afoso agosto, per la Capitale che, chiosa, "è stata, e dovrebbe continuare a essere, maestra di umanità".

Non sarebbe dovuto mai accadere. "Vedere quella gente inerme costretta, obbligata, a lasciare i loro miseri spazi vitali, soprattutto donne e bambini, rattrista e suscita un acre sentimento di ripulsa. Dove dovrebbero andare? Come e dove dovrebbero vivere? E' inaudito quanto successo. E' come se ogni mattina uscendo di casa si prendesse a secchiate d'acqua il barbone sottocasa", aggiunge De Masi, il cui pensiero va a quel gesto "umano" dell'agente che accarezza il viso smagrito di una donna disperata.

E da sociologo cerca di dare la sua interpretazione di quanto accaduto. "E' stata in pieno agosto una chiamata di correo delle diverse Istituzioni che dal sindaco che non provvede a una sistemazione alternativa e dignitosa, alla politica centrale che tutta protesa verso le elezioni ha voluto dare una prova di forza per apparire drastica. E ciò suscita solo che vergogna: mi chiedo cosa dovrebbero fare tutte queste persone, tutte in regola, donne e bambini compresi? Meritarsi idranti e spintoni: è inaudito".

Perchè tutto ciò, dunque? "Ci sono due atteggiamenti possibili: o quello dell'accoglienza scelto da Lampedusa o, al contrario, quello del respingimento scelto dalla Valle d'Aosta. E' evidente la sostanziale differenza tra Lampedusa e la Valle d'Aosta! La prima non è ricca eppure ha avuto, ha, un atteggiamento di attenzione verso chi ha bisogno, l'altra, viceversa, è ricca e benestante, eppure ha agito con i respingimenti verso i migranti. Roma che finora aveva avuto un atteggiamento di accoglienza, ha, con quel che si è visto a piazza Indipendenza, scalfito la sua immagine di maestra di umanità".

Insomma, il leit-motiv di questa rovente estate che pare non voler finire, è fortemente contrassegnato da due aggettivi contrapposti: umano/inumano che, soprattutto a sinistra, fanno molto discutere: e De Masi ha deciso - ci tiene a sottolinearlo - da che parte stare: dalla parte di tutto quel è umano come sosteneva un certo Carlo Marx: nihil humani a me alienum puto.

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roma migranti scontri
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