A- A+
Culture
Fenysia: scuola di scrittura a Firenze. "Perché siamo diversi dalla Holden"
Fenysia è la nuova scuola di linguaggi della cultura: narrazione, giornalismo, arte, cinema, traduzione, linguaggio giuridico, editoria e comunicazione. La Scuola, con sede a Firenze in Palazzo Pucci, parte da un concetto molto semplice: per scrivere si deve prima saper leggere. Capire la ricchezza di un testo, esercitarsi sulle comparazioni di linguaggi diversi, è un primo necessario passo verso la scoperta della propria lingua e dunque della propria scrittura.

Presentata ufficialmente a Firenze il 29 gennaio, con una conferenza stampa in Palazzo Vecchio alla presenza del sindaco Dario Nardella, Fenysia, la scuola di linguaggi della cultura ideata da Alba Donati, apre le sue porte ai nuovi iscritti. Un progetto bello e ambizioso, che vede riuniti molte eccellenze dei diversi campi della cultura, dall’arte al cinema, dal giornalismo alla traduzione, e che ci siamo voluti far raccontare nei dettagli dalla sua creatrice.

Alba Donati, poetessa e prima donna presidente del Gabinetto Viesseux. Adesso anche presidente di una scuola. Come nasce Fenysia?
"Nasce dalla voglia di dare qualcosa di buono ai ragazzi, di arricchire la loro formazione culturale attraverso il contatto con quei maestri, pochi, che ancora ci sono e possono insegnare a tutti noi qualcosa. E nasce anche dalla sensazione che siamo in un momento epocale in cui sta tramontando l’umanesimo in vista di una idea della vita tutta pratica. Eh no, non va bene. Il cordone ombelicale col passato non va tagliato di netto. Anche perché insieme alla conoscenza stiamo perdendo la lingua, la complessità della lingua. Parliamo male e scriviamo peggio. Ecco poi arriva mia figlia da scuola e non vedo mai un bagliore, un autore che abbia senso, un nome. Basta, ridiamo anche delle emozioni oltre al sapere, a questi ragazzi".

A chi si rivolge? Quali sono gli iscritti ideali di questa scuola?
"Si rivolge a chi ha finito il liceo e vuole orientarsi prima di iniziare l’università, ma anche e forse soprattutto a chi l’università l’ha finita e vuole perfezionare una disciplina. Ma si rivolge soprattutto a chi ha passione per la lettura e per la scrittura, quindi anche a persone over 30".

Nei corsi proposti da Fenysia si impara a scrivere testi diversi a seconda della disciplina scelta. C’era bisogno di un’altra scuola di scrittura in una nazione che scrive tanto ma legge sempre meno?
"Intanto definirei Fenysia una scuola di lettura, perché solo dall’esperienza della lettura si comincia a percepire la lingua, e dunque anche la propria. Certo, a Fenysia si scrive ma prima si legge, si confrontano testi, autori, si riflette. Oggi le scuole di scrittura hanno creato un mostro: colui che pensa che siano le regole a creare un romanzo. Non vogliono sapere altro. Solo conoscere le regole. Ma è la lingua usata prima di noi la nostra strada. E solo immergendosi in quella nasce il nuovo. Per scrivere un romanzo su un fatto di cronaca non serve sapere se l’assassino deve comparire a pagina 10 o mai. Serve prendere A sangue freddo di Truman Capote e smontarlo, pezzo per pezzo. Capire su cosa si regge un capolavoro. Da lì poi si inizia la propria strada".

fenysia alba
 

Ma quindi sono previste anche esercitazioni pratiche?
"Certo, ci saranno aspetti teorici da affrontare prima e poi i laboratori, cioè esercitazioni di lettura che necessariamente portano verso la prova di scrittura vera e propria. Alfonso Berardinelli ha detto che scriverà il suo articolo di critica letteraria sul Sole 24ore insieme ai suoi allievi. Sergio Risaliti esorterà i suoi iscritti a scrivere la vita di un artista a partire dalle Vite del Vasari. Poi ci saranno le interviste: come ci si prepara a intervistare uno scrittore? Un musicista? Un attore? E qui il lavoro sarà guidato da Susanna Nirenstein non prima di aver lavorato sulle grandi interviste di Paris Review o Rolling Stone".

Perché offrire una scuola di linguaggi fuori dal percorso scolastico tradizionale? Quello che i ragazzi imparano a scuola non è sufficiente?
"Direi di no. La scuola ha programmi da rispettare, casi da risolvere e tanti altri problemi. All’università arrivano studenti che scrivono male – non sono io a dirlo ma i professori stessi, basta leggere il dibattito avvenuto sul Sole 24ore – e l’università non ha certo il compito di rimediare su questo fronte. Fenysia offre un approfondimento collaterale, che può aiutare anche a decidere il proprio futuro. Facciamo corsi di narrazione, di linguaggio del cinema, dell’arte, del giornalismo, di linguaggio giuridico, corsi di editoria, di traduzione. Qui ci sono maestri dedicati a pochi studenti. Abbiamo corsi duri, con tanti libri – direi splendide bibliografie – ma davvero originali, fantastici, entusiasmanti. Impostati come i vecchi seminari, che sono spariti, e secondo me se ne sente la mancanza (anche secondo Umberto Eco, a dire il vero)".

Come  sono i corsi e come sono strutturati?
"Ci sono due versioni. I trimestrali, che sono appunto strutturati come un vecchio seminario universitario, tutti intessuti delle lezioni magistrali di magister come Vittorio Sgarbi, Alfonso Berardinelli, Simona Vinci, Roberto Andò, Giovanna Granato, Michele Ainis. Poi corsi del weekend, che sono più legati a incontri con grandi scrittori e alle loro lezioni di scrittura. Chi ama il noir può seguire Maurizio de Giovanni, o Giampaolo Simi o Francesco Recami, ma ci saranno anche Michela Murgia, Paolo di Paolo, Andrea Bajani, Loredana Lipperini, Melania Mazzucco. Poi ci saranno le lezioni estive di due autori mitici come Edward Carey e Michael Cunningham".

divano alba
 

Una squadra di docenti di tutto rispetto: saranno solo loro a tenere i corsi?
"Ogni corso avrà tre docenti e vari ospiti. Ad esempio il corso di Simona Vinci sarà condiviso con Wlodek Goldkorn ed Eleonora Pinzuti, e tra gli ospiti ci saranno Dacia Maraini, Roberto Saviano, Carlo D’Amicis. Nel corso di arte, che si apre con le lezioni di Vittorio Sgarbi su Roberto Longhi,  interverrà Mimmo Paladino. E così via per ogni seminario".

ltre ai corsi in partenza ci dobbiamo aspettare altre sorprese da Fenysia?
"Mi piacerebbe fare un Festival organizzato dalle persone che seguiranno Fenysia. Pensato e realizzato da loro. Dalla teoria alla pratica. Sarebbe bello".

Cosa differenzia Fenysia da altre scuole simili, come la Holden?
"La Holden è la scuola di scrittura per eccellenza. Un punto da cui partire per disegnare strade diverse. La nostra strada è più classica, parla meno anglo-americano, guarda indietro e poi avanti. Loro sono nati quando era bello sintonizzarsi sulle nuove tecnologie, noi si nasce adesso, nel momento in cui le nuove tecnologie sono già antiquate, come diceva Günter Anders. Poco tempo fa ho sentito parlare un ragazzo di seconda media che raccontava con meraviglia ed entusiasmo di un suo racconto finito in un libro ‘cartaceo’. Era emozionato da morire".

Perché ha scelto questo nome così particolare, Fenysia?
"È una storia familiare. Era una mia vecchia zia, da me adorata, che ha fatto tutta la vita la governante in case d’altri. E da queste case portava libri, che io leggevo. Cose  assurde come a sei anni leggere Fausta Cialente e Michele Prisco. Eppure ho capito subito che stare appiccicata a un libro, anche che non capivo del tutto, era una cosa meravigliosa, una strada ventosa che appariva appena giravo la copertina. Così quel nome che risuonava di alfabeti – Fenysia deriva sicuramente dai Fenici – è diventato per me l’albero della vita. Essere al servizio piace anche a me, al servizio della conoscenza".

Tags:
scuola fenysiaalba donatiscuola scritturafirenze
in evidenza
Excel, scoppia la polemica social "E' più importante della storia"

Il dibattito sulla scuola

Excel, scoppia la polemica social
"E' più importante della storia"

i più visti
in vetrina
SPID, tutto ciò che c'è da sapere sull'utile e innovativo sistema informatico

SPID, tutto ciò che c'è da sapere sull'utile e innovativo sistema informatico


casa, immobiliare
motori
Inaugurate Casa 500 e La Pista 500, il manifesto “green” di FIAT

Inaugurate Casa 500 e La Pista 500, il manifesto “green” di FIAT


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.