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Culture
Firenze, all'Accademia di Belle arti: i migliori artisti australiani emergenti
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I migliori artisti emergenti australiani si ispirano all’opera del David di Michelangelo, portando in mostra un ambizioso progetto all’Accademia di Belle Arti di Firenze

Nel 2019, la Facoltà di Belle Arti e Musica dell’ Università celebra l’incontro tra il Conservatorio di musica di Melbourne e il College of the Arts vittoriano nel cuore del distretto artistico di Melbourne con un prestigioso campus nella zona di Southbank a Melbourne, cuore del principale distretto artistico della città.

La riqualificazione del campus di Southbank si colloca perfettamente nella visione artistica della città di Melbourne che crede in una fiorente scena artistica e offre così l’opportunità all’Università di migliorare le sue attuali collaborazioni artistiche.

In occasione dell’inaugurazione di questa importante ristrutturazione nasce la mostra First Commissions, portata per la prima volta in Italia all’Accademia di Belle Arti di Firenze

Il progetto complessivo della campagna internazionale della Faculty of Fine Arts and Music, intitolato First Commissions, coinvolge 30 artisti australiani ed emergenti che si sono esercitati ispirandosi all’originale incarico ricevuto dai più famosi artisti al mondo, artefici della realizzazione di opere che hanno cambiato il corso della storia, in passato e ai giorni nostri, da Titanic a La bella addormentata di Tchaikovsky.

Gli artisti, senza sapere a quale opera facessero riferimento le indicazioni originali ricevute, hanno creato lavori contemporanei coinvolgendo anche, nella loro riflessione, problematiche globali e attuali sotto una nuova luce più cruda e realista: dal femminismo al cambiamento climatico, dal lutto alla perdita.

Tra le sfide affidate agli artisti, cinque di loro hanno ricevuto l’originale commissione che ha portato alla realizzazione del David, capolavoro del XVI secolo acclamatonei secoli come simbolo della perfezione del corpo umano e da molti considerato l’oggetto artistico più bello, mai creato dall’uomo.

Nasce così ispirandosi al David di Michelangelo l’ambizioso progetto artistico presentato dall’Università di Melbourne nell’ambito delle due mostre, una delle quali a Firenze e l’altra a Melbourne, nel mese di luglio.

Cinque giovani artisti australiani, tra cui l’artista visiva melbourniana Esther Stewart e il talento dell’arte indigena australiana Ash Perry, hanno quindi interpretato l’originale incarico richiesto a Michelangelo per la realizzazione di una statua di re David: impresa che non aveva precedenti nell’arte rinascimentale, creando nuove opere contemporanee e fondate su una domanda e una nuova impresa: quanta strada abbiamo percorso nella comprensione della perfezione fisica?

Le opere si basano sulla provocazione dell’idea di perfezione e, in modi molto diversi, invitano l’osservatore a riflettere sulla percezione della perfezione stessa.

Oltre all’arte visiva, l’ispirazione alla statua fiorentina è stata reinterpretata da artisti di differenti discipline, quali il coreografo e ballerino Jack Riley, il compositore interattivo Samuel Kreusler e la compositrice classica Danna Yun. Partendo da esperienze personali, prospettive e discipline diverse, questi artisti rivelano la volontà di non adeguarsi ad un ideale uniforme ed unico di perfezione.

Il professor Duncan Maskell, Vice Rettore dell’Università di Melbourne, ha dichiarato che grazie al progetto First Commissions si genera una nuova prospettiva delle committenze storiche, capaci di dare voce anche a tematiche sociali senza tempo, attraverso le molteplici forme dell’arte contemporanea.

“L’Università di Melbourne crede fermamente che l’arte possa mettere in discussione il modo in cui le persone vedono e percepiscono la realtà. In un mondo sempre più automatizzato, i nostri artisti e musicisti possono sfruttare la propria creatività per risolvere problemi e affrontare le sfide della nostra società”.

“Una buona educazione artistica e musicale è trasformativa, stimola la fiducia in sé stessi e genera un forte senso di autocoscienza. Dona agli studenti il coraggio di pensare in modo critico e indipendente. Favorisce la collaborazione e la predisposizione ad assumere rischi creativi, la passione, la determinazione e la resilienza”, ha spiegato il professor Maskell.

Con lo stesso principio di giustapposizione tra passato e presente, la mostra prende vita anche grazie alla collaborazione con istituzioni di fama internazionale e di eccellenza accademica mondiale come la Galleria dell’Accademia di Firenze, l’Accademia di Belle Arti di Firenze e l’Università di Melbourne, insieme per sfidare grazie all’arte confini e distanze e creare esperienze capaci di stimolare nuove riflessioni.

La dott.ssa Cecilie Hollberg, Direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze, ha dichiarato: “Sono molto contenta che la Galleria dell’Accademia di Firenze abbia contribuito alla realizzazione di questo progetto che, ancora una volta, ci fa riflettere su quanto i capolavori rinascimentali custoditi nei nostri straordinari musei siano ancora oggi fonte ricchissima di ispirazione per giovani talenti. Sono ugualmente molto contenta che First Commissions abbia offerto alla Galleria occasione di rinnovo dell’amicizia e della collaborazione con una istituzionale storicamente sorella, l’Accademia di Belle Arti”.

Il prof. Claudio Rocca, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Firenze prosegue dicendo “In questi due anni alla direzione dell’Accademia di Belle Arti di Firenze ho cercato di puntare molto sull’internazionalizzazione come importante fattore propulsivo di confronto e crescita. Un’internazionalizzazione basata sul principio della reciprocità di scambio. Per questo sono molto felice di poter ospitare questo progetto dell’Università di Melbourne e auspico che questa iniziativa possa portare a una forte collaborazione con la nostra comunità Accademica”.

Dall’analisi del ruolo degli algoritmi digitali nel perpetuare singoli punti di vista della perfezione di Ash Perry all’opera di Esther Stewart, che rivela la forma unica e ripetitiva delle strutture architettoniche, gli artisti mettono in luce quanto sia oggi riduttiva l’idea che la società ha sul senso della perfezione e su come poterla raggiungere.

In modo analogo, Jack Riley e Sam Kreusler hanno affrontato separatamenteil tema della bellezza riconosciuta e trovata nell’imperfezione: la coreografia di Jack Riley porta in scena la bellezza che soggiace nella gestualità grottesca e nella vulnerabilità del corpo umano, mentre la chitarra intenzionalmente “rotta” di Sam Kreusler dà vita a una serie di suoni toccanti e giocosi, ricordando agli spettatori la bellezza che impregna i difetti di ognuno.

Il progetto sarà in mostra il 4 luglio a Firenze presso l’Accademia di Belle Arti e culminerà in un’esibizione collettiva delle opere dei 32 artisti il 27 e 28 luglio nel nuovo campus Southbank dell’Università di Melbourne.

 

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