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Culture
"Firenze Capitale" più di una mostra: visita alla reggia Savoia d'Oltrarno

di Paola Serristori

Più che un'esposizione, “Firenze Capitale”, mostra in corso alla Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti sino al 3 aprile 2016, è una visita agli appartamenti reali, così come il sovrano Vittorio Emanuele II e la consorte Anna di Francia, Duchessa d'Aosta - le sue stanze sono aperte in via eccezionale - li vollero allestire negli anni in cui la città medicea divenne Capitale d'Italia, modificando la perimetria dei vani ed il loro uso rispetto alle Casate precedenti, dei Medici e dei Lorena. Il curatore Simonella Condemi ha voluto creare una suggestiva rievocazione della vita dei reali, qui dal 1865, dei loro gusti artistici e dei principali interessi e legami.

Ovviamente il percorso si apre col ritratto di re Vittorio Emanuele II ed alcuni quadri che egli aveva voluto dall'Esposizione Nazionale del 1861: di grande effetto quelli che per l'appunto raffigurano scene di vita di corte (Michelangelo che declama poesie alla regina), le grandi tende trasparenti dipinte come arazzi, ma anche Beatrice in posa davanti a Boccaccio mentre Simone Martini sta realizzando il di lei ritratto, o gli amati paesaggi piemontesi. Un'altra tela mostra l'entusiasmo dei cittadini per l'arrivo del Re a Firenze, col passaggio della capitale da Torino al capoluogo toscano. Primo sovrano della nazione italiana, Vittorio Emanuele II salì al trono nel 1849 ed in seguito all'annessione della Toscana al Piemonte visitò Firenze in differenti occasioni. Una di queste fu la Prima Esposizione Nazionale del 1861, dove effettuò numerosi acquisti. Nel 1863, invece, recatosi all'Accademia di Firenze, commissionò a sei giovani artisti alcuni grandi dipinti a soggetto storico, che andarono successivamente ad arredare le stanze della reggia. Nella sala del Fiorino è esposta, come in grande salon, parte di questo patrimonio di opere.

In mostra quindi i dipinti, i mobili, i manufatti artistici e artigianali che testimoniano il passaggio della corte Savoia a Palazzo Pitti. Dopo l'elezione della città a Capitale, si rese infatti necessario un riallestimento che coinvolse sia la residenza privata del nuovo sovrano nella Palazzina della Meridiana, attuale Galleria del Costume, che gli Appartamenti Reali al piano nobile della Galleria Palatina, che vennero utilizzati esclusivamente per cerimonie e incontri di rappresentanza di alto rango.


L’appartamento della Duchessa d'Aosta - cosiddetto per la prolungata permanenza a palazzo fino al 1946 di Anna di Francia - ambiente che fa parte della Galleria d'arte moderna, rappresenta il nucleo della mostra e per l'occasione le sue sale sono quasi tutte riaperte al pubblico. Gli ambienti si offrono con il loro arredo originario, sulla base dell'ultimo “Inventario Oggetti d'arte” risalente al 1911. Importante testimonianza del gusto eclettico del re, dei Savoia e degli Aosta, gli ambienti hanno raggiunto il loro aspetto attuale, grazie alla sovrapposizione di manufatti e arredi appartenuti a quelle dinastie che avevano precedentemente abitato il Palazzo, e che furono poi rimessi in uso dopo i necessari restauri dai nuovi Reali. A questa prima immagine si uniscono oggetti come la monumentale specchiera nel Salotto Rosso eseguita dai fratelli Levera ed acquistata da Vittorio Emanuele II all'Esposizione Nazionale del 1861. Lasciando la sala della Musica ed entrando nel Salotto Giallo, si trovano testimonianze delle passioni del re gentiluomo, i cani, la caccia, i cavalli, oltre che dei passatempi prettamente maschili come il fumo e il gioco. Amante della natura incontaminata, trovava nei sontuosi giardini di Villa La Petraia uno spazio di fuga dalla quotidianità, dove poter coltivare i suoi interessi anche per la scienza e per la botanica, e da dove provengono alcuni oggetti esposti in mostra.


Proseguendo si incontrano le presenze femminili che accompagnarono la vita del sovrano, Margherita di Savoia, nipote e nuora di Vittorio Emanuele e le figlie, Maria Pia e Maria Clotilde. Nelle sale si possono ammirare oggetti legati alla moda dell'epoca: abiti eleganti, ventagli, ombrellini, porta bouquet o carnet da ballo, ed infine un piccolo repertorio di fotografie del tempo.


Nella stanza dei camerieri è stata allestita una galleria dii ritratti di personalità maschili e femminili che segnarono gli avvenimenti politici e culturali del tempo, parete che si collega all'apposito riallestimento della Sala 16 della Galleria d'arte moderna, pensata come prolungamento della mostra. Ancora personalità legate a Firenze Capitale, che hanno lasciato in qualche modo un loro riflesso sulla storia e cultura del periodo, oltre al dipinto di Giovanni Mochi “Atto d’annessione al Regno d'Italia” presentato a Vittorio Emanuele.

In ultimo la sezione dedicata alle cineserie appartenute ai Savoia, come il paravento acquistato all'Esposizione Nazionale del 1861, o quello più antico su cui venne fatto apporre lo Stemma sabaudo. In occasione di questo evento, grazie all’impegno di Firenze Musei, si è potuto realizzare il restauro di cinquanta opere d'arte tra pitture, sculture ed elementi d'arredo oltre alla necessaria manutenzione, spolveratura e restauro dei parati, delle tappezzerie e delle strutture in legno.


Col biglietto della mostra son o visitabili gli ambienti della Galleria d'arte moderna, della Galleria Palatina e degli Appartamenti Reali, mentre per gli ambienti della Palazzina della Meridiana è necessario l'acquisto del biglietto della Galleria del Costume.

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