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Culture
Firenze conserverà l’archivio di Ettore Bernabei, direttore generale della Rai

Firenze conserverà l’archivio di Ettore Bernabei. La città nella quale era nato il 16 maggio 1921 l'ex direttore generale della Rai, accoglierà  l’importante archivio composto da 60 diari (oltre 4000 pagine) in cui venivano annotati i fatti salienti della vita professionale, gli incontri istituzionali, gli avvenimenti più importanti e, purtroppo, anche più drammatici della storia d’Italia come il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro nel 1978. Grazie al contributo di Fondazione CR Firenze (di cui Bernabei è stato socio fino alla sua scomparsa), della Regione Toscana e del Comune di Firenze, verrà consegnato alla città di Firenze in concessione deposito l’imponente archivio di Ettore Bernabei. Ad annunciarlo questa mattina nella sede della Fondazione Cr Firenze i famigliari, rappresentati dai figli Marco e  Andrea e dalla nipote Giulia Minoli, il sindaco Dario Nardella, il presidente della Fondazione Ente Cassa di Risparmio di Firenze Luigi Salvadori, l’assessore alla cultura del comune di Firenze Tommaso Sacchi, la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, l’ex sindaco di Firenze Mario Primicerio, Piero Meucci, direttore della Onlus ARCTON che custodisce, sistema, ordina e cataloga gli archivi di eminenti figure del mondo cattolico fiorentino e toscano del Novecento. L’ex direttore generale della Rai, fondatore della società di produzione televisiva Lux Vide e figura di primo piano nella vita politica e culturale italiana del secolo scorso ha raccolto un patrimonio di informazioni e commenti su un quarantennio di storia italiana in una sessantina di diari e in altro materiale per un totale di quasi 4.000 pagine che l’Associazione ARCTOM custodirà nella propria sede presso la Madonnina del Grappa (Via delle Panche 30) con l’assistenza e la collaborazione della Soprintendenza Archivistica per la Toscana. Gli eredi hanno anche chiesto che si possa pubblicare almeno un primo volume entro la fine di quest’anno dato che nel 2021 cade il centenario della nascita di Ettore.  La conservazione a Firenze di questa ricca documentazione è dovuta ai forti legami che il manager ha sempre mantenuto con la sua città. L’associazione Arcton resta la depositaria e custode del materiale e curerà a proprie spese il condizionamento e la custodia. La fase di catalogazione sarà affidata ad un team di borsisti dotati delle competenze scientifiche necessarie e coordinati dall’ archivista Carlotta Gentile, sotto la supervisione di un comitato scientifico presieduto dal prof. Piero Roggi, già ordinario di Storia del Pensiero Economico presso l’Università di Firenze. Il professore è anche autore di numerosi saggi di carattere storico ed economico ed è stato il supervisore scientifico del progetto di edizione dei diari di Amintore Fanfani. ‘’Portare a Firenze i diari di Ettore Bernabei è stato un obiettivo della Fondazione Giorgi La Pira – ha sottolineato il suo presidente Mario Primicerio - fin dal momento in cui la famiglia ha deciso di donare alla Fondazione la collezione completa delle annate del Giornale del Mattino da lui diretto dal 1951 al 1956. Ringrazio la Fondazione CR Firenze, la Regione Toscana e il Comune di Firenze per aver consentito che questo avvenisse’’. ‘’Bernabei – ha evidenziato l’assessore alla cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi - ha sempre conservato un grande legame con la sua città natale, Firenze, che l'ha insignito del più alto riconoscimento, il Fiorino d'oro, nel 2010, e dopo la scomparsa, nel 2017, gli ha intitolato il Largo che conduce alla sede regionale della Rai. Bernabei, uomo di rara intelligenza e generosità, ha contributo in modo decisivo a formare generazioni di professionisti e ad unire culturalmente l'Italia attraverso tanti anni di direzione lungimirante della nostra televisione pubblica. Siamo onorati che i suoi scritti e il suo lascito intellettuale rimangano a Firenze e da qui siano tramandati al mondo’’.

LA VITA DI ETTORE BERNABEI

Ettore Bernabei (1921-2016), è stato direttore de Il Mattino dell’Italia centrale poi Giornale del Mattino (dal 1951 al1956), pubblicato a Firenze e tra i più interessanti esperimenti politico-editoriali del dopoguerra nel settore dell’informazione giornalistica. Ha diretto il Popolo, l’organo  della Democrazia Cristiana  (1956 – 1960) ed è stato direttore generale della Rai per 13 anni (dal 1961 al 1974). In quel periodo la RAI ha prodotto e trasmesso programmi entrati nella storia della televisione tra cui Tv7 e sceneggiati tratti da grandi opere letterarie come l'Odissea, i romanzi di Tolstoj, di Alessandro Manzoni, di A. J. Cronin. Furono realizzate serie tv come Atti degli apostoli per la regia di Roberto Rossellini; il Mosè; Gesù di Nazareth diretti da Franco Zeffirelli. Lasciata la Rai, nel 1974, fu chiamato a dirigere la società Italstat, una finanziaria a partecipazione statale specializzata nella progettazione e costruzione di grandi infrastrutture e opere di ingegneria civile. Nel 1992 fondò a Roma la società di produzione televisiva Lux Vide, di cui fu, il primo presidente e che produce programmi e serie televisive trasmesse in tutto il mondo tra le quali Don Matteo, Che Dio ci aiuti, Un passo dal cielo e la serie I Medici.

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