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Culture
Forattini: "Arièccoci. La Storia si ripete". Il nuovo libro

"Mi è sembrata una buona idea, in quest'epoca di tweet, selfie e messaggini, ma soprattutto di caos, affiancare alle consuete vignette che ritraggono i personaggi più significativi dell'anno altrettante vignette, un po' speciali, che mi è capitato di disegnare nel corso della mia ormai lunga carriera", scrive Giorgio Forattini nel suo nuovo libro "Arièccoci. La Storia si ripete" (Ed. Mondadori).

"Giusto per vedere l'effetto che fa. Sarò sincero: in più di un'occasione, il primo a rimanere sorpreso da questo gioco di contrasti imprevedibili e similitudini bizzarre sono stato proprio io".

"Crediamo che qualcosa di nuovo, addirittura di inaudito stia accadendo sotto i nostri occhi e non riusciamo più a ricordare che, invece, quel «qualcosa» è già successo. Magari sotto mentite spoglie, con camuffamenti o trucchi che fatichiamo a percepire. Ma è già successo".

L'AUTORE
Giorgio Forattini
ha pubblicato da Mondadori: Quattro anni di storia italiana, Un'idea al giorno, Librus, Res Publica, Satyricon, Scomodoso, Pagine gialle, Nudi alla meta, Provocazia, Giorgio e il drago, II Kualunquista, Stradivarius, Vignette sataniche, Insciaqqua, Pizza Rossa, Il Mascalzone, Andreacula, Benito di Tacco, Bossic Instinct, Karaoketto, Il garante di Lady Chatterley, Giovanni Paolo secondo Forattini, Va' dove ti porta il rospo, Berluscopone, lo e il Bruco, Paparazzo, Il libro a colori del postcomunismo, Taxgate, Oscar alla regia, Millennium flop, Sotto il baffetto niente, Foratt Pride, Ciappi, Glob, Kosferatu, Oltre la fifa, Guera & pace, Hurk, Forattini e altri animali, Coalizione da Tiffany, Regimen, Vaffancolor, Revoluscon, Satiromantico, Siamo uomini o giornalisti?, Eurodeliri, Fateci la carità, Papatrac, Napoleonitano, Guai ai vincitori, C'era una volta un pezzo di legno... e Il Forattone.
www.forattini.it

arieccoci copertina
INTRODUZIONE
Quando mi chiedono se ami ancora il mio lavoro o se non mi sia stancato di disegnare vignette che sbeffeggiano il potere e le malefatte dei politici rispondo sempre: «Cos'altro potrei fare?». A pensarci bene, non è la risposta giusta. La verità è che l'unico antidoto al torpore generale dei nostri tempi — siamo tutti confusi, disorientati, impauriti e proprio la satira, con la solita carica provocatoria e dissacrante. Ma quanto durerà?
La satira fa arrabbiare i benpensanti, divide l'opinione pubblica, suscita polemiche feroci e, purtroppo, arma pure la mente disturbata di qualche fanatico religioso...

Mi e sembrata dunque una buona idea, in quest'epoca di tweet, selfie e messaggini, ma soprattutto di caos, affiancare alle consuete vignette che ritraggono i personaggi più significativi dell'anno — e i fatti di cronaca di cui si sono resi protagonisti altrettante vignette, un po' speciali, che mi capitato di disegnare nel corso della mia ormai lunga carriera. (giusto per vedere l'effetto che fa. Sarò sincero: in più di un'occasione, il primo a rimanere sorpreso da questo gioco di contrasti imprevedibili e similitudini bizzarre sono stato proprio io. Si, perché il tempo, e dunque la memoria, che ci separa dalle cose e dalle persone, può davvero condurci fuori strada. Farci vivere nell' illusione o, peggio, nell'ignoranza.
Crediamo che qualcosa di nuovo, addirittura di inaudito stia accadendo sotto i nostri occhi e non riusciamo più a ricordare che, invece, quel «qualcosa» è già successo. Magari sotto
mentite spoglie, con camuffamenti o trucchi che fatichiamo a percepire. Ma è già successo.
Di fronte a un titolo come Bombe a Parigi degli integralisti islamici chi non penserebbe all'Isis e ai terribili attentati che si sono susseguiti in Francia, a cominciare dall'assalto alla redazione di «Charlie Hebdo» nel gennaio 2015? Tutti. Nessuno escluso. E non sarebbe certo un errore. Il mondo non parla d'altro. Eppure e anche il titolo di una mia vignetta. Del 1986! Con tanto di Torre Eiffel sullo sfondo...
II libro e pieno di cortocircuiti come questo, che riguardano la politica e i suoi tranelli, etica pubblica (in Italia la stessa di venti, trenta, quaranta anni fa...), la credibilità delle istituzioni (lasciamo perdere...). La speranza e che aiutino il lettore ad
assumere uno sguardo più lucido, e anche più cinico, perché
no?, su ciò che lo circonda. A scorgere, dietro il volto nuovo» del potere, tracce di «antico»...
Credo che la satira, infatti, oltre a essere un meraviglioso strumento di liberty, serva anche a renderci più reattivi, più" svegli (fatevelo dire da uno che ha superato la boa degli 85 anni!).
Di recente mi e capitato di ripensare alla famosa frase di Marx che citano sempre tutti, sia coloro che lo hanno letto (pochissimi), sia quelli che fingono di averlo fatto (la stragrande maggioranza, soprattutto se di sinistra): «La Storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa». Volete sapere come la penso? Penso che Marx, da buon borghese qual era, sia stato bravissimo a capire le esigenze del proletariato, ma qualche fesseria l'ha detta pure lui...
E se la Storia si ripetesse... e basta?
Sfogliando queste pagine, potrete farvi un’idea anche voi.

 

 

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