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Culture
Quadri impressionisti bloccati a Parigi. La mostra "riparatoria" fa boom a Pavia

di Raffaello Carabini

Avrebbe dovuto essere "Dopo l'impressionismo. Gauguin e i Nabis", invece presso le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia è stata inaugurata una mostra completamente diversa. Motivo: Gérard Lhéritier, fondatore dei due Musée des Lettres et Manuscrits di Parigi e di Bruxelles è stato inquisito (ha dovuto versare due milioni di euro di cauzione per essere rimesso in libertà) per aver sopravvalutato il valore della società che detiene la proprietà di 90.000 manoscritti (di Zola, Einstein, de Sade, Hugo, tra gli altri) al fine di poterne rivedere una parte a piccoli risparmiatori in quote dal prezzo molto superiore al reale ammontare.

Risultato, le opere richieste al museo parigino - oltre cinquanta, tra disegni e preziosi manoscritti di Paul Gauguin - sono state bloccate dal giudice: niente prestiti, niente mostra sul vagabondo post-impressionista. Risultato bis, grazie a un'idea brillante di Luigi Rossi di ViDi, la società che si occupa degli allestimenti nelle sale che si affacciano sul fossato della rocca pavese, è aperta da pochi giorni la probabilmente più interessante "Da Degas a Picasso. Capolavori della Johannesburg Art Gallery".

Si tratta di una raccolta di una settantina di opere del museo della megalopoli sudafricana, meta non certo di facile raggiungibilità. "Quando mi hanno chiamata - afferma quasi con candore la direttrice  Antoinette Murdoch - mi aspettavo la richiesta di uno o due quadri per un'esposizione. Del resto siamo noi che ne richiediamo spesso a molte istituzioni europee. Sono rimasta muta un bel po' di secondi quando invece mi hanno proposto di portare qui un numero di opere sufficiente a dare un'idea della nostra raccolta. Una monografica della JAG non era mai stata realizzata nei suoi oltre cento anni di storia."

La collezione fu voluta da Lady Florence Phillips, moglie di un magnate dell'oro, che vendette uno splendido anello ornato da un diamante azzurro per acquisire le prime opere (tre paesaggi dell'impressionista inglese Wilson Steer allora molto in voga) e che si fece promotrice delle donazioni di numerosi magnati locali. La città ebbe la sua pinacoteca poco più di trent'anni dopo il sorgere del nucleo abitativo iniziale, in quello che oggi è uno degli edifici più antichi di Johannesburg. E fu da subito aperta a tutti, non solo a un'élite privilegiata come succedeva per molti contemporanei musei europei.
I circa 9.000 pezzi di cui è proprietaria la galleria, oggi comunale, illustrano dall'ultimo quarto dell'800 a tutto il 900, in una passerrella di stili e tendenze (soprattutto figurative), di ricerche stilistiche e di creatività autoctona, riassunta a Pavia in maniera efficace e piacevole. Dopo il bel ritratto di Lady Florence di Antonio Mancini, si aprono quattro sezioni. La scena dell'Ottocento inglese è rappresentata, tra gli altri, da un romantico paesaggio di William Turner, dall'idealizzata antichità di Lawrence Alma-Tadema e dal capolavoro del pre-raffaellita Dante Gabriel Rossetti "Regina Cordium", in cui il pittore raffigura la bella pittrice e modella Elizabeth Siddal, sua amante e poi suicida.
A cavallo dell'impressionismo si collocano molte opere pregevoli: carboncini di Van Gogh e Millet, intensi paesaggi di Corot, Courbet e Guillaumin, "Due ballerine" di Degas, disegni di figurine femminili di Rodin e Munch, varie litografie (Toulouse-Lautrec, Cézanne...) e il capolavoro puntinista di Paul Signac "La Rochelle".
Il XX secolo ci appare in "tutta la sua dinamica eterogeneità", che passa da Modigliani a Bacon, da Picasso (magnifico il grande pastello senile "Testa di Arlecchino II", accolto in Sudafrica da un coro di critiche) a Warhol, da Derain a Matisse, da Vanessa Bell (la sorella della scrittrice Virginia Woolf) a Lichtenstein.
Per finire un assaggio della scena artistica sudafricana del 900, con opere importanti di Irma Stern, Maude Sumner e George Pemba. Del resto se lo augurava Lady Florence: "noi speriamo che lo studio dei capolavori che siamo riusciti ad assicurare a questa galleria aiuti anche a incentivare gli artisti locali". Detto in tempi non ancora neppure sospetti di apartheid.


Capolavori della Johannesburg Art Gallery - Da Degas a Picasso
Scuderie del Castello Visconteo di Pavia
fino al 19 luglio 2015
Orari: dal lunedì al venerdì: 10 - 19 (giovedì fino alle 22); sabato, domenica e festivi: 10 - 20
(la biglietteria chiude un'ora prima)
Prezzi: intero: 12 euro; ridotto: 10 euro (over 65, ragazzi dai 13 a 18 anni, gruppi, soci Touring e FAI); ridotto scuole e bambini (over 6 anni): 5 euro
Con il biglietto della mostra puoi visitare anche i Musei Civici di Pavia aprezzo ridotto negli orari di apertura indicati sul sito www.museicivici.pavia.it
Informazioni e prenotazioni: tel: 0382 33676; tel: 02 36638601; info@scuderiepavia.com

 

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pavia
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