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È opinione diffusa che fra ragione e passione esista una differenza radicale: si ritiene che la ragione sia fredda e che il mondo delle passioni sia invece caratterizzato dal dominio dell’impulso. Da questo si fa spesso conseguire una svalutazione della dimensione passionale, che andrebbe tenuta a freno per far prevalere i dettami della ragione. Umberto Curi, nel libro Passione (Cortina) dissolve i pregiudizi tuttora prevalenti riguardo all'impulso e ai sentimenti che caratterizzano la natura umana. E, in un'intervista ad Affaritaliani.it, si spinge fino a un'analisi dettagliata del sistema democratico.

LA VIDEO-INTERVISTA

video curi
 

"La democrazia è il tentativo di tenere insieme l'esigenza della massima partecipazione dei cittadini al processo decisionale da un lato e dall'altro l'esigenza che quel processo decisionale sia competente: oggi, in Italia, ci ritroviamo al punto di massima tensione tra queste due esigenze e questo determina lo stato di profonda crisi. La democrazia è seriamente a rischio".

E prosegue: "Monti ha rappresentato il momento di massima concentrazione sulla decisione tecnicamente qualificata, ma a scapito del potere dei cittadini che non lo hanno mai letto. Ora stiamo vivendo il polo opposto attraverso la 'democrazia del web' proposta da Grillo. Ma anche questo porta alla paralisi del processo decisionale. La vera sfida è tenere insieme le due componenti e farle coesistere". Una soluzione? "Difficile essere ottimisti. Forse bisognerebbe avere il coraggio, con molto realismo e prudenza, di prevedere un'uscita dalla crisi andando oltre la forma democratica".

Attraverso l’analisi di una molteplicità di opere differenti, poi, dai testi filosofici ai capolavori di Mozart, dai film di Pasolini alle grandi composizioni musicali di Bach, l’autore mostra l’importanza fondamentale che alle passioni è riconosciuta in tutta la tradizione culturale occidentale, dal mondo arcaico greco fino alla nostra contemporaneità, attraverso significativi passaggi all'età moderna.

Umberto Curi è professore emerito di Storia della filosofia presso l'Università degli Studi di Padova e docente presso la facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha tenuto cicli di lezioni e conferenze in università europee e americane. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Lo schermo del pensiero (2000) e Straniero (2010).

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