Culture
Il mare davanti, di Erminia Dell’Oro. La recensione di Affari

Di Alessandra Peluso
Leggendo il prologo de “Il mare davanti” di Erminia dell’Oro sembra di assistere al film “La vita è bella” di Roberto Benigni, solo che nel libro, la realtà primeggia e prevarica l’immaginazione.
Erminia dell’Oro, scrittrice italiana, ma nata in Eritrea e vissuta per molto tempo ad Asmara, ha scelto di raccontare la storia di Tsegehans Weldeslassie, Ziggy per gli amici, il quale desiderava una vita diversa da quella obbligata da guerrigliero. Certamente, una delle migliaia di vite che costantemente dall’Africa con barconi di fortuna e sotto l’egida di scafisti indegni, desiderano una possibilità, pensando di trovare in Italia o negli altri Stati d’Europa, l’Eldorado. E invece, ingannati dal destino, molti incontrano la morte.
Erminia dell’Oro traduce una storia, in un romanzo, tremendamente vero, tuttavia straordinariamente narrato.
Dopo essersi laureato Ziggy, come i suoi coetanei, viene destinato a uno dei campi militari che si trovano in Eritrea. Non ha scelta, è un incarico obbligatorio a tempo indeterminato e rifiutandolo, sarebbe finito in prigione.
Il giovane invece, tenta un’altra via: quella verso l’Europa.
Asmara, una delle città più belle dell’Africa, avvolta dalla luce cristallina dell’altopiano, sotto un cielo che pare un’immensa cupola azzurra, con piante fiorite tutto l’anno e i viali fiancheggiati da palme, da piante di oleandri… (p. 13), come Algeri di Camus, amata dal sole ma non dagli uomini.
E così, lungo il corso dei capitoli, si susseguono gli avvenimenti riguardanti la dittatura della città di Asmara, la sua liberazione nel 1991, la guerra, l’inferno di Sawa, raccontati dallo stesso Ziggy, è il giovane audace che parla al lettore, grazie alla penna di Erminia dell’Oro. Poi, questi attraversa il deserto, quello libico, “con i compagni eritrei andai a parlare con uno dei trafficanti. Avevamo deciso di andarcene appena ce ne fosse stata la possibilità, avevamo il denaro e speravamo di intraprendere, finalmente, il viaggio che ci avrebbe portato in Europa” (p. 94).
Un viaggio, dunque, quello di “Il mare davanti”, che assume parimenti un significato profondo che ogni essere umano in fondo vive, attraverso il deserto, sopporta il dolore, solca il mare anche quello in tempesta, sino ad approdare alla terra ferma, al punto prefissato, il traguardo e poi, inizia una nuova vita, proprio come quella del giovane Ziggy che il mare e il deserto li ha attraversati concretamente, col corpo, non solo con lo spirito, e ha voluto semplicemente dirci di quanto sia difficoltoso, della diffidenza incontrata, ma anche dell’accoglienza ricevuta, perché in sostanza, il desiderio di un africano equivale a quello di un italiano, o di un essere umano che appartenga a qualsiasi altra nazionalità: la vita.
E nella vita e per la vita, Erminia dell’Oro scrive “Il mare davanti”, edizioni Piemme.