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Culture
Vittorio Sgarbi racconta "Il Novecento". Il libro

Di Chiara Giacobelli

Mentre a teatro Vittorio Sgarbi è impegnato con il suo “Leonardo” nel cinquecentenario della morte (sarà a breve a Firenze, a Milano e in altre città italiane), in tutti gli scaffali delle librerie fa bella mostra di sé la sua ultima fatica letteraria, dal titolo “Il Novecento”. Edito da La nave di Teseo, si tratta in realtà di un primo volume che racconta l’arte del secolo scorso dal Futurismo al Neorealismo, scegliendo per la copertina l’opera Madre e figlio di Sartorio.

Come ben sintetizza Franco Cordelli nella sua introduzione al libro, “la storia del Novecento italiano di Sgarbi ha, mascherata, la forma del diario, al presente e al passato. È una storia in prima persona. L’autore c’è anche quando non c’era, anche se non era ancora nato. Tutta la sua presenza è in punta di piedi. Egli appare, fulmineo – come dovesse spostarsi al più presto in altro luogo, presso un’altra opera, o un’altra persona”.

I capitoli di cui il volume si compone, tendenzialmente brevi e mai ridondanti, ci regalano molteplici assaggi di un’arte che attraversò un’intera epoca e fu dunque alquanto variegata in termini di forme, contenuti, significati, linguaggi, vite umane. Ciò che è interessante, qui, è l’insieme di spunti e suggestioni consegnati al lettore, ben al di là di quanto potrebbe fare un mero testo didattico, o anche critico; occorre quindi arrivare preparati – con una formazione discreta sull’argomento trattato – per poter seguire pienamente l’autore nel suo destreggiarsi tra collegamenti e rimandi al passato, intrecci di arte, storia, società, sempre cercando di superare l’ovvio o il banale per costruire una visione originale, complessa e completa dell’arte novecentesca.

sgarbi novecento
 

Seppur non manchino i capitoli dedicati ai movimenti e agli autori più noti – Renato Guttuso, Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, il Futurismo – Sgarbi si diverte a dedicare numerose pagine a personaggi talvolta quasi del tutto dimenticati dai posteri (ingiustamente), a figure minori e ad artisti che morirono forse troppo presto. Allo stesso modo, è interessante notare la scelta delle immagini che corredano il libro, in quanto alcune di esse ci consentono di ammirare opere di collezioni private altrimenti al di fuori della nostra portata. Non mancano neppure i riferimenti alla letteratura, poiché, come ben si sa, mai la pittura o la scultura hanno preso strade diametralmente opposte rispetto alla poesia e alla narrativa. Ecco allora che l’Intonazione metafisica di Riccardo Francalancia, con le sue liriche vedute di Assisi, rimandano all’eleganza e alla perfezione formale di Cardarelli nel suo Autunno, oppure potremmo fare l’esempio di Morandi che trova il suo alter-ego poetico in Leopardi, o ancora della Desolazione di Sergio Corazzini, il cui sentimento di “disordine intimo” riecheggia quello di Arnaldo Badodi.

Dalla scultura con Wildt e Arturo Martini – tra gli altri – alla pittura, fino all’architettura specie nell’espressione del Fascismo, le arti ci sono tutte in un primo, ricco volume che non lascia fuori nessuno, dando così ai meritevoli l’opportunità di essere apprezzati, conosciuti, meglio compresi. Dunque un altro lavoro di alta qualità firmato da Vittorio Sgarbi che dovrebbe entrare di diritto nelle case degli italiani.   

 

Per maggiori informazioni: www.lanavediteseo.eu.

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