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Culture
"La cultura rende liberi". Parla Audrey Azoulay, Direttore generale Unesco

di Paola Serristori

 

“L’idea che abbiamo di cultura è uno spazio di dialogo, un fattore di pace, di sviluppo economico e non economico. La diversità culturale è la nostra battaglia per difendere la legittimità ed il sostegno sia alla tradizione che alla creazione», ribadisce Audrey Azoulay, Direttore generale dell’Unesco. Nella giornata mondiale per la diversità culturale, il dialogo, e lo sviluppo, la sede dell’Unesco ha ospitato una conferenza sullo stretto legame tra cultura e diritti umani, mentre cominciava la settimana in onore dell’Africa, un continente in cui la diversità è la normalità che in un Paese esistano anche dieci cultura differenti. Azoulay sottolinea che “senza la conoscenza della propria cultura è difficile avere la consapevolezza per lottare contro l’ignoranza e dare voce agli artisti, lottare contro l’oscurantismo” e ricorda ancora “l’esempio di Mosul, che era un simbolo della diversità culturale ed è stata ad un mucchio di rovine. Noi faremo di tutto per farla rivivere.”

La diplomazia culturale della Colombia, dando attuazione alla raccomandazione dell’Onu 1612 del 2005 sulla prevenzione e la lotta contro il reclutamento e l’utilizzazione di minori nei gruppi armati, ha mostrato la gioia dei bambini ed adolescenti che seguono programmi musicali e sportivi. L’evento a Parigi è stato introdotto dall’esibizione della banda di giovani musicisti di Puerto Carreño, che suona gli strumenti tipici (due chitarre, cuarto llanero e bandola llanera, arpa llanera, maracas) ed esegue i canti di lavoro della tradizione nei campi, dal 2017 dichiarati patrimonio immateriale dell’Unesco. Sorridenti, non affatto emozionati, girano il mondo col loro bel messaggio di vitalità sana.

Karima Bennoune, speciale emissario delle Nazioni Unite nel campo dei diritti umani, aggiunge: “La cultura è ossigeno per la persona. A volte sentiamo dire superficialmente che la cultura è un lusso. Invece essa dà forza, e non debolezza, alla persona. È essenziale tra i diritti umani. Attualmente ci stiamo impegnando a sostenere il network afghano che promuove l’accesso alla cultura delle donne. In altri Paesi, la musica è una forma di educazione per i giovani, che occupano il tempo imparando ad arricchire la loro espressione ed a socializzare. Penso ad esempio di questi musicisti, di quello che di positivo sta avvenendo nella città di Medellin. È responsabilità degli Stati adottare misure positive per facilitare l’accesso alla cultura, promuovere le arti, come mezzo di sviluppo ed integrazione dell’essere umano.”

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