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La memoria dell’Arma in bilico; la caserma simbolo di Roma Capitale potrebbe lasciare spazio al turismo d’élite

La storica caserma “Giacomo Acqua” di Piazza del Popolo a Roma, in pieno centro storico, sede dell’Arma dal 1870, potrebbe essere riconvertita, nei prossimi anni, in un albergo di lusso

La memoria dell’Arma in bilico; la caserma simbolo di Roma Capitale potrebbe lasciare spazio al turismo d’élite

È la prima sede dei Carabinieri Reali nella Roma Capitale, occupata subito dopo la breccia di Porta Pia. Attualmente ospita il Comando della Legione Carabinieri “Lazio”. Il trasferimento dei militari e l’avvio definitivo non sono imminenti; l’orizzonte stimato per il trasloco è di due o tre anni. Si stima un’operazione immobiliare da circa 200 milioni di euro, sebbene il progetto in fase avanzata attenda ancora il completamento dei finanziamenti necessari. 80-110 milioni di euro rappresenta il solo Capex alberghiero, ovvero la quota di capitale dedicata strettamente alla ristrutturazione edilizia e alla conversione della struttura. 3 milioni di euro all’anno è l’attuale canone di locazione che potrebbe essere generato dall’immobile nello stato attuale prima della riconversione.

Considerando i vincoli storici e architettonici del complesso di Piazza del Popolo, gli analisti di settore stimano, per un posizionamento a 5 stelle lusso, come capacità ricettiva, una configurazione ottimale compresa tra 100 e 140 camere e suite e un investimento compreso tra 600.000 e 800.000 euro per singola camera (detto costo “per chiave”), che include il restauro monumentale, l’impiantistica avanzata, l’interior design e la realizzazione di servizi premium come Spa e aree Food & Beverage.

Dettagli architettonici e storici del palazzo

La caserma “Giacomo Acqua” è un tassello urbano di straordinario pregio inserito nel rione Campo Marzio. L’edificio è celebre per la sua cupola monumentale che affaccia direttamente su Piazza del Popolo. Negli ultimi decenni è stata tradizionalmente illuminata con i colori della bandiera italiana, rappresentando un landmark visivo e istituzionale inconfondibile per cittadini e turisti. Il complesso ha una struttura tipica dell’architettura umbertina tardo-ottocentesca, pensata per dialogare con la grandiosità della piazza del Valadier. Presenta imponenti facciate in muratura, finestre ad arco e ampi cortili interni storici. Dal 1870 ha mantenuto intatta la sua destinazione presidiando il centro della Capitale, un legame identitario profondo che dura da oltre 150 anni.

Le reazioni dei sindacati e dei cittadini

Il via libera alla riconversione in hotel a cinque stelle ha sollevato un’ondata di aspro dibattito istituzionale e sociale, con la protesta dei sindacati militari; l’unione sindacale USMIA Carabinieri ha indirizzato una lettera aperta alle massime cariche dello Stato — tra cui il Presidente della Repubblica e la Presidenza del Consiglio — chiedendo l’intervento del Ministero della Cultura (MiC) per impedire il cambio di destinazione d’uso. Il sindacato denuncia la perdita di un presidio di legalità fondamentale e la svendita della memoria storica dell’Arma.

Allarme “Alberghizzazione” del centro

Federcontribuenti e numerosi comitati di cittadini protestano contro quello che definiscono lo “shopping immobiliare” dei grandi fondi internazionali. La critica principale è che il patrimonio pubblico e storico di Roma si stia trasformando in un circuito d’élite ad uso esclusivo del turismo extralusso, svuotando il centro storico di reali funzioni civiche, amministrative e di sicurezza. Molti commentatori ed ex appartenenti alle forze dell’ordine hanno espresso forte preoccupazione per la rimozione di una caserma nevralgica da una delle piazze più calde della città per manifestazioni, eventi e ordine pubblico