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La mostra di Pancrazzi, che si addentra in una deriva debordiana

La mostra di Pancrazzi, che  si addentra in una deriva debordiana
mostra luca pancrazzi
Opere inedite e disegni, oggetti, sculture, foto e diapositive, ritagli di giornale, feticci riemersi dall’archivio… Dal 9 maggio al 27 giugno 2014 lo spazio Assab One di Milano ospita “Mi disperdo e proseguo lasciandomi indietro un passo dopo l’altro”, la mostra di Luca Pancrazzi
La mostra di Pancrazzi, che  si addentra in una deriva debordiana
La mostra di Pancrazzi, che  si addentra in una deriva debordiana
La mostra di Pancrazzi, che  si addentra in una deriva debordiana
La mostra di Pancrazzi, che  si addentra in una deriva debordiana
La mostra di Pancrazzi, che  si addentra in una deriva debordiana
La mostra di Pancrazzi, che  si addentra in una deriva debordiana
La mostra di Pancrazzi, che  si addentra in una deriva debordiana
La mostra di Pancrazzi, che  si addentra in una deriva debordiana


Opere inedite e disegni, oggetti, sculture, foto e diapositive, ritagli di giornale, feticci riemersi dall’archivio, un film e un lungo fregio, si nascondono e si rivelano nei vasti spazi di Assab One e restituiscono la visione dell’artista sul tempo e sul paesaggio. Nuovi lavori, affiancati a un percorso di recupero e ricostruzione, definiscono, per la prima volta, tutto l’atlante immaginativo di Luca Pancrazzi.

Assab One ospita la mostra personale di Luca Pancrazzi, Mi disperdo e proseguo lasciandomi indietro un passo dopo l’altro, che impegna oltre 1500 mq. di spazio espositivo con proiezioni video, installazioni e disegni realizzati espressamente per questa occasione.

Il titolo è quello del film che viene presentato qui per la prima volta, un piano sequenza  monumentale di un disegno lungo 35 metri. Mi disperdo e proseguo lasciandomi indietro un passo dopo l’altro si riferisce alla continua attività dello sguardo e alla sua attenzione sulle forme del paesaggio, talora interferita e deviata dalle richieste interiori di sintesi, dai processi di traslazione che subiscono anche i condizionamenti del medium prescelto.

Lo spazio centrale di Assab One viene occupato da un’installazione scaturita da un lavoro di recupero, osservazione e ricostruzione con immagini, testi, feticci ritrovati o riemersi dall’archivio dell’artista e da un lungo fregio visibile a tratti sulle pareti; tutti questi elementi ridefiniscono l’atlante immaginativo di Luca Pancrazzi: le sue costanti, gli archetipi e le “ritornanze”.

Al piano superiore Fili da me lontano da te, la visualizzazione dello spazio attraverso la misura data da decine di fili a piombo sospesi al soffitto, già presentata in altre occasioni viene proposta in una nuova versione, rivisitata e ampliata.

Il lavoro inedito Restituzione di paesaggio, proietta una sequenza di diapositive dall’interno dello spazio della mostra verso la città e verso il paesaggio esterno senza incontrare uno schermo su cui fermarsi: un flusso di immagini raccolte nel corso di anni e adesso rese, in modo inconvenzionale, alla sfera dalla quale provengono.

Con Mi disperdo e proseguo lasciandomi indietro un passo dopo l’altro Pancrazzi si addentra in una deriva quasi debordiana – di dimensioni però sovraurbane – dove raccoglie, ritrova e crea squarci di paesaggio e intervalli di tempo che alla fine rielabora in una visione complessa. Il visitatore dovrà contribuire a ricomporla, riannodando suggerimenti e direzioni, percorrendo più volte le superfici di Assab One.