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Culture
La notte (dall'antico Egitto al Novecento) va in mostra a Vicenza

di Raffaello Carabini

I nomi "sensibili" ci sono tutti: Tutankhamon, Caravaggio, Van Gogh. Quelli che attirano il pubblico e che fanno lievitare il numero delle presenze. Così, dopo aver centrato il primo posto nella top ten delle mostre 2014 con La ragazza con l'orecchino di perla di Vermeer a Bologna (e il sesto con Verso Monet. Il paesaggio dal 600 al 900 a Verona e Vicenza), il curatore Marco Goldin ci riprova per il 2015 partendo, come al solito, dalla denominazione. E da una serie di intelligenti iniziative promozionali: uno spettacolo teatrale collegato all'evento, un tour di presentazione nei teatri, il corollario di cinque personali di artisti contemporanei, il cenone di Capodanno abbinato alla visita e persino l'inaugurazione nella notte di Natale.
Inaugurazione pertinente, visto il tema: La sera e i notturni dall'Egitto al Novecento. Molto più arbitrario e personale e lo svolgimento del percorso espositivo all'interno del magnifico capolavoro architettonico simbolo di Vicenza, la Basilica Palladiana. Goldin si conferma il più amato dal pubblico - oltre 33 mila presenze nei primi 15 giorni - e il più detestato dagli accademici - alle abituali critiche di recensori ed esperti, questa volta si somma una lettera, firmata da 68 tra docenti universitari, direttori di musei, conservatori di collezioni, storici dell'arte, che definisce la mostra "supertrash" e invita a evitarla.
Sarebbe un grosso errore, la mostra è importante, e va vista. Per varie motivazioni. In primis le opere. Centododici, tra cui una serie corposa di capolavori, dal Doppio ritratto di Giorgione alle incisioni da Piranesi e Rembrandt, dal Sentiero di notte in Provenza di Van Gogh ai tre Caravaggio, dal San Francesco di Zubarán a L'omicidio di Cézanne, dai paesaggi di "specialisti" come Corot, Friedrich e Turner ai tramonti di Monet, dalla città notturna di Hopper ai magnifici lavori di contemporanei come Wyeth, López García, Bacon e gli astratti Rothko, Klee, Mondrian. E non sono terminati.
Poi per la varietà internazionale dei prestiti, a cominciare da quelli del Museum of Fine Arts di Boston (la cui disponibilità ha probabilmente spinto Goldin ha "inventare" la parte iniziale con gli oggetti tombali egizi, tra cui la bella Testa del Re Tutankhamon raffigurato appena adolescente, lui che divenne faraone a nove anni) e continuare con Detroit, Washington, Copenhagen, Otterlo (in Olanda), Rotterdam, per una somma di 30 istituzioni museali, di cui varie site fuori dagli itinerari turistici, come la City Art Gallery di Southampton oppure il Wadsworth Atheneum di Hartford, le gallerie di Minneapolis e Indianapolis, alcune collezioni private.
Infine, last but not least, proprio per quel "generico filo" che unisce tutte queste opere in "un enorme calderone" che rende l'arte "solo emozione effimera e spettacolarizzazione", secondo le accuse dei detrattori. Infatti Goldin ci propone, con il suo stile logorroico e affabulatorio, inventivo e inventato, cervellotico e furbo (non di rado dettato dai prestiti possibili e da valorizzazioni ad personam), un "suo" percorso. Che passa dal senso della notte eterna e spirituale (l'antico Egitto) al serale nella vita di Cristo (opere del 500/600 e di contemporanei), alle incisioni (Piranesi e Rembrandt, Carceri e soggetti sacri), al paesaggio (dai romantici in poi) e alla psicologia di oggi, con a chiudere una "sala riassuntiva" (sic!) rutilante di capolavori avulsi fra loro, a meno che non si parli di "notti dello spirito, notti della vita e notti della natura" (ri-sic!).
Un percorso che è una sfida, e come tale va letto. Una sfida all'intelligenza di chi guarda (e si confronta con le abbondanti schede che tappezzano la mostra). Una sfida alla ricerca del senso e, fatalmente, del non-senso di incroci e accostamenti. Una sfida per l'occhio che trova su una parete il Narciso di Caravaggio e su quella di fronte il muro arancio-marrone del N. 202 di Rothko. Una sfida che certamente "crea desiderio di capire e di affinare la capacità di rispondere alle domande che le opere pongono".
Una sfida da cui un po' tutti usciamo risultando vincitori: "certo, io avrei fatto meglio, avrei trovato una lettura migliore, avrei tolto e riposizionato, avrei cercato altro". Goldin l'ha tracciato così, a noi il guanto in faccia di immaginarcelo diverso, di andare a cercare alternative, di formulare ipotesi differenti. Uno stimolo che costruisce conoscenza e dà identità.

Citiamo in chiusura le cinque interessanti esposizioni che fanno da cornice all'evento principale fino all'8 marzo nel vicino Palazzo Chiericati, con biglietto unico a 6 euro. Sono dedicate al maestro figurativo spagnolo Antonio López García, oltre 40 opere di grande spessore, e ai contemporanei italiani: i catanesi Piero Zuccaro e Giuseppe Puglisi, il trentino Silvio Lacasella e il veneto Matteo Massagrande.


TUTANKHAMON, CARAVAGGIO, VAN GOGH - La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento
Vicenza, Basilica Palladiana, Piazza dei Signori
fino al 2 giugno 2015
orari: da lunedì a giovedì 9-19; da venerdì a domenica 9-20
costo del biglietto: 12 €; 9 € per studenti (fino ai 26 anni) e per over 65; 6 € per i minorenni (6-17 anni)
la prenotazione comporta la maggiorazione di 1 €
sono previste visite guidate, sconti per i gruppi e le scuole e audioguide
prenotazioni e info: sito www.lineadombra.it; tel 0422 429999; e-mail biglietto@lineadombra.it

 

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