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Culture
Libri? Servono a "rimorchiare". Lo confessa un lettore su 3
Alexis Ren (Foto Instagram)

Per un popolo di “non-lettori” come gli italiani, quale miglior momento dell’anno se non le vacanze estive per dedicarsi alla lettura di un buon libro? Secondo le ultime rilevazioni diffuse a inizio anno dall’Istat, meno di metà della popolazione nel nostro Paese legge libri. Dal 2010 a oggi i lettori sono calati di 3 milioni e 300 mila unità. Nel 2016 solo un terzo degli uomini si è dedicato alla lettura, contro quasi la metà delle donne. I lettori maschi tra 11 e 14 anni sono diminuiti più del 25%. Metà dei giovanissimi non legge, e nemmeno gli ebook hanno mai decollato: sono solo 4 milioni coloro che hanno letto un ebook nel corso dell’anno, il 7% della popolazione.
 
Ma tra un bagno e l’altro l’atteggiamento cambia e si è più disponibili a ritagliarsi un po’ di tempo per una buona lettura. Quali sono le principali motivazioni? Secondo un sondaggio del portale Libreriamo.it, il 34% afferma di aver maggior tempo a disposizione nei mesi estivi. Al secondo posto, per il 25% degli intervistati, c’è la voglia di evasione, e infine un 14% dichiara di non riuscire a staccare la spina e di sentire il bisogno di tenersi costantemente aggiornato. Come? Leggendo naturalmente. Oltre un italiano su due (52%) confessa che ha intenzione di leggere almeno un libro quest’estate. Un dato confortante, ben più alto rispetto alla media di lettura nel corso dell’anno, che secondo l’Istat si assesta al 46%.
 
L’aspetto più interessante lo sottolineano proprio gli uomini. Per i lettori ‘estivi’, i libri sono un punto di partenza per iniziare nuove amicizie: confessano infatti di leggere durante l’estate per rimorchiare e far bella figura con l’altro sesso, lasciandosi ispirare da frasi e battute tra le pagine. La scelta ricade nella quasi totalità dei casi sul romanzo, poiché consente di aprire la mente e di aiutare a capire gli altri, grazie alla possibilità di immedesimarsi nelle storie dei protagonisti.
 
Ma c’è anche chi da questa arte, quella di trarre ispirazione e messaggi profetici dalle pagine dei libri è partita per esordire nella scrittura: è il caso di Roberta Cuttica, imprenditrice, manager, scrittrice, è co-owner con Roberto Re di HRD Training Group, società leader in Europa nel settore del coaching e dello sviluppo personale.
Da sempre affascinata dall’antica pratica della bibliomanzia, Roberta ha da poco pubblicato il suo primo romanzo, “L’altra linea della vita” (Mondadori), nelle cui pagine si incrociano i destini dei due giovanissimi protagonisti, Sylvia e Leon, in un turbinio di incontri ed eventi indimenticabili, in cui un ruolo fondamentale lo giocherà proprio un diario ricevuto in dono.
“Spesso, mi è capitato di trovare tra le pagine uno spunto prezioso o un semplice suggerimento e quando questo è successo ho sempre annotato su un quaderno quella frase che entrando in risonanza con la mia anima ha avuto qualcosa da dirmi. Trascrivere, in verità, è una cosa che ho sempre fatto fin da bambina. Mi piaceva scrivere su un quaderno le frasi che mi colpivano, parole per me ricche di significato pronunciate dai protagonisti delle fiabe, dei cartoni animati, dei film, insomma dai miei eroi, personaggi immaginari dai grandi valori e guidati da un profondo senso di giustizia. Negli anni della mia adolescenza ho raccolto così  centinaia di frasi, riempiendo interi quaderni che conservo ancora oggi tra i miei tesori più preziosi”, spiega Roberta Cuttica, l’autrice.
Ma cosa si intende per bibliomanzia? Consiste nell’aprire un libro a caso e leggere una frase o un passo traendone consigli, indicazioni, suggerimenti, grazie a una frase da interpretare come responso della consultazione. Tutto ciò che occorre è un libro, di solito un testo sacro, profetico o ispirato. L'indovino (che può essere lo stesso consultante) formula una domanda, apre il volume a caso e legge la prima frase o il primo paragrafo su cui posa lo sguardo; un metodo alternativo è quello di chiudere gli occhi e indicare un punto della pagina: la frase così sorteggiata è considerata una risposta o un commento all'interrogativo posto. “Nonostante a mio modo la praticassi, in realtà non sapevo nulla della bibliomanzia. Solo molti anni dopo, durante un corso di crescita personale, ho appreso l’esistenza di questa antica pratica, che mi ha incuriosita molto”, dichiara l’autrice.

I ragazzi la utilizzano inconsapevolmente per cercare nei libri una chiave più originale per sedurre l’altro sesso. È pur vero che chi legge tende ad avere un vocabolario più ampio e più argomenti di conversazione, che possono sicuramente aiutare a suscitare l’interesse e a far colpo sull’interlocutore. Il suggerimento quindi è quello di iniziare a leggere: e come dice l’adagio, da cosa nasce cosa.
 

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