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Culture

di Simonetta M. Rodinò

Genio americano e selvaggio, Jackson Pollock incarnò per molti l’artista dal talento singolare ed eccentrico che attrae per il suo atteggiamento iconoclastico.  Nell’atmosfera di crisi postbellica, sia sociale sia estetica, sorse nella “Grande Mela” un nuovo movimento che avrebbe in breve tempo cambiato il linguaggio della pittura e della scultura, estendendo la sua influenza fino in Europa. Agli appartenenti di questa comunità d’avanguardia è dedicata la mostra “Pollock e gli Irascibili. La scuola di New York”, da domani a Palazzo Reale di Milano. Attraverso una cinquantina di opere, provenienti dal Whitney Museum newyorkese, s’indaga l’arte statunitense dagli anni Quaranta ai Sessanta, realizzata dagli autori denominati espressionisti astratti, New York School o Action Painters. Chi erano i pionieri di questo stile così originale?

Oltre a Pollock, Willem de Kooning, Clyfford Still, Mark Rothko, Arshile Gorky, Adolph Gottlieb, Robert Motherwell, Barnett Newman e Hans Hofmann, cui si unirono negli anni Cinquanta, tra gli altri Franz Kline, Philip Guston e James Brooks. Centro del nascente movimento fu la galleria Art of This Century aperta a New York nel 1942 dalla grande collezionista Peggy Guggenheim, allora moglie di Max Ernst.

2002 261 RothkoM2002.261 Mark Rothko Untitled (Blue, Yellow, Green on Red), 1954 Olio su tela, 197,5 x 166,4 cmGuarda la gallery


La rassegna si apre con lavori dei primi anni Quaranta di Pollock, influenzati dal surrealismo, da alcuni suoi inchiostri su carta, contenenti elementi figurativi che riportano alla mente i magici segni di Joan Miró e dalla tela “Number 17” che nella danza delle cromie anticipa il grande olio (circa tre metri di lunghezza) della sala successiva, dal titolo “Number 27”, del 1950. Sulla parete di fronte scorre un filmato in bianco e nero in cui l’artista è ritratto durante la realizzazione: eccolo al lavoro mentre lascia sgocciolare (“dripping”) olio e smalto direttamente sulla tela distesa a terra. Qui, purtroppo, si chiude il breve percorso espositivo dedicato a quest’uomo dai profondi conflitti e turbamenti interiori, cercati di risolvere attraverso la psicanalisi. Perenne vittima dell’alcolismo. Che gli causò il fatale incidente stradale a soli 44 anni. La mostra prosegue con le opere degli altri componenti importanti del nuovo linguaggio. Tele spesso dalle grandi dimensioni che si rapportano agli estesi spazi geografici americani.  Ecco la potenza delle linee nere di Kline, i segni architettonici di de Kooning, i simboli spettrali di Still, lo spiritualismo di Gorky, la grande liricità di Rothko, gli elegiaci collage di Motherwell, la matericità di Hofmann…. Autori che attraverso il loro linguaggio si opponevano alla mediocrità della vita americana. Ciò che colpisce oggi è il loro passato senso di lotta e di insicurezza e il loro possibile trionfo sulle incertezze, accompagnato da una nuova consapevolezza e da una conseguita fiducia in se stessi.

“Pollock e gli Irascibili. La scuola di New York”
Palazzo Reale -  Piazza Duomo 12, Milano
24 settembre 2013 - 16 febbraio 2014
Orari: lunedì 14.30 – 19.30 / martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30 / giovedì e sabato 9.30 – 22.30
Ingressi: intero euro 11 - ridotto 9,50
Infoline: 02/54913
Catalogo: edito da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE
www.mostrapollock.it

 

 
Tags:
action painting

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