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Culture

di Simonetta M. Rodinò

Figura eclettica, Man Ray, tra gli artisti più significativi del XX secolo, fotografo, pittore, creatore di oggetti e film sperimentali, conobbe, fotografò e frequentò tutti i grandi autori del secolo scorso, da Mirò a Duchamp, da Léger a Picabia, da Calder a Meret Oppenheim, che fu anche sua modella, da Picasso a Max Ernst…. Sosteneva che dopo anni di lavoro aveva notato che gli uomini sono soggetti molto più difficili delle donne. “Mentre la donna si accontenta di apparire più bella e giovane, l’uomo è più esigente, si aspetta che la fotografia, superando le acrobazie di ogni possibilità tecnica, evidenzi qualità come l’intelligenza, l’autorità, un certo sex appeal”, scrisse l’artista nel “Autoritratto”, pubblicato nel 1963. Viveva immerso nell’erotismo, ebbe tante donne bellissime e straordinarie, indispensabili alla sua ispirazione, come Adon Lacroix, poetessa di origine belga che fece da tramite tra lui e Duchamp (quando Ray non conosceva ancora il francese), Alice Ernestine Prin - nota come Kiki de Montparnasse, modella, ma anche cantante e intrattenitrice nei locali notturni di Parigi, che posò per i più famosi pittori di Montparnasse - , Lee Miller, grande amore della sua vita, o Ady Fidélin, splendida mulatta, … fino a Juliet Brown, ultima moglie. Volle raccogliere queste e altre bellezze eteree in una sorta di diario fotografico che conservò come ricordo delle immagini scattate tra 1920 e 1940 a Parigi: una selezione di 85 scatti. Che da oggi sono esposti nella loro versione originale alla Fondazione Marconi di Milano nella mostra “Man Ray. Models”. La modella che apre l’album è sconosciuta, ma è la rappresentazione di tutte le altre: corpo nudo e volto, capigliatura e sguardo. Il click immortala danzatrici esotiche che allietano le notti parigine, ballerine anonime con nomi di vegetali (Cavolo, Porro, Lattuga, Barbabietola, Peperoncino…), splendidi corpi come statue, o come delicate anfore. L’ultima immagine è dedicata ad Ady Fidélin, sorridente sulle spiagge di Antibes. Nel 1940 i nazisti invadono Parigi: è la fine di un’epoca felice e un po’ spensierata. L’artista, di cittadinanza americana ma ebreo, deve scappare. Chiude la casa, impacchetta i suoi quadri e le foto e li affida a un amico corniciaio. S’imbarca a Lisbona per gli Stati Unti. Tonerà a Parigi anni dopo. Vi morirà 86enne nel 1976. La mostra è realizzata in occasione della recente pubblicazione in edizione limitata dell’omonimo volume edito dall’editore Cambi, fedele riproduzione dell’album fotografico.

man ray 500Models, 1920-­-1940 dall’album privato di Man Ray, vintage printGuarda la gallery

“Man Ray. Models”
Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea - Via Tadino 15 - Milano 15 novembre - 11 gennaio 2014

Orari: martedì - sabato 10-13; 15-19 (chiuso dal 22 dicembre al 7 gennaio 2014)

Ingresso libero
tel. 02 29 41 92 32

www.fondazionemarconi.org

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