di Simonetta M. Rodinò
Uomo timido, riservato e grande sognatore, il 19enne Izraël Bidermanas, alias Izis, lascia la Lituania, nella Russia zarista, suo paese d’origine, per raggiungere Parigi, la città della libertà e delle arti. E’ il 1930. La “Ville lumière” – vi morirà nel 1980 – sarà per lui “la mia Parigi che fotografo. Vado sempre negli stessi luoghi. Non è né la Parigi moderna, né la Parigi antica”, scrisse. Al grande artista è dedicata l’ottima retrospettiva “IZIS. Il Poeta della Fotografia”, da domani allo Spazio Oberdan di Milano. L’esposizione, curata dal figlio Manuel Bidermanas con Armelle Canitrot, propone una selezione di oltre 140 immagini che ripercorrono l’iter artistico: dai primi anni parigini, a quelli dell’esilio, al ritorno nella capitale francese, agli intermezzi di Londra e Israele. Selezionato nel 1951 per la mostra al MoMa di New York “Five French Photographers” con Brassai, Cartier-Bresson, Doisneau e Ronis, autore di molti libri, Izis resta ingiustamente ancora oggi poco conosciuto al grande pubblico. L’obiettivo di questa mostra e del volume che l’accompagna è proprio rimettere in luce le sue straordinarie doti di sensibilità e umanità, frutto di scelte personali portate avanti parallelamente all’incarico di tutta una vita come fotoreporter per la rivista Paris-Match. C’è tutto nelle sue foto: desolazione, distruzione, solitudine, povertà, ma anche spensieratezza di volti sorridenti infantili, baci di innamorati, attimi di gioia, momenti di umorismo. Con realismo poetico illustra la Parigi distrutta dalla guerra, con i suoi vagabondi, i suoi dormienti; la Senna con i suoi pescatori; le giostre con i bambini. Ma anche il Circo, luogo di sogno e illusione, con il caravanserraglio: i nani, la donna “cannone”, il mangiatore di fuoco, i giocolieri, i clown, gli animali…Mentre una sezione della rassegna è dedicata ai ritratti, tra cui Dora Maar, Brassaï, Breton, Marie Laurencin, Jouhandeau, Camus, Kessel, Simenon, Rouault, Calder, Soulages, un’altra è incentrata sul rapporto con Chagall, di cui documenta fotograficamente i lavori del maestro, anch’egli russo, sul cantiere del soffitto dell’opéra Garnier. Giocando sul colore e sulla prospettiva compone immagini in cui il pittore si fonde con i propri personaggi e fluttua con essi nello spazio. Ecco poi la parentesi londinese con i saltimbanchi, i mercati delle pulci, le fiere, le giostre… Una stanza ospita infine gli scatti realizzati in Israele, alcuni dei quali sembrano evocare metaforicamente la Shoah: dal calzolaio di Tel Aviv circondato da pile di scarpe, alla piccola bimba che gli ricorda Anna Frank.
“IZIS. Il Poeta della Fotografia”
Spazio Oberdan – Viale Vittorio Veneto, 2 – Milano
12 febbraio – 6 aprile 2014
Orari: martedì e giovedì h 10 – 22; mercoledì, venerdì, sabato, domenica h 10 – 19.30; lunedì chiuso.
Biglietti: € 8,00 intero – € 6,50 ridotto
Infoline: 02 7740.6302/6381
Catalogo: Alinari
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