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Culture
Mostre/ Non solo fashion negli scatti di David Bailey

di Simonetta M. Rodinò

Ha immortalato le icone della moda, dell'arte, del cinema, della musica, del design, ma ha anche realizzato reportage in Africa, Australia, India e Papua Nuova Guinea. Decano dei fotografi britannici, David Bailey ha iniziato a operare nella Swinging London degli anni Sessanta, catturandone l'atmosfera e modificandone il panorama artistico, grazie alla sua street-photography. Personaggio egli stesso star tra i divi di quel periodo, ispirò - oltre a un breve racconto di Julio Cortázar - Michelangelo Antonioni per la pellicola "Blow -up", Palma d'Oro al Festival di Cannes nel 1967.
Il fotografo oggi 77enne è il protagonista della mostra "Stardust David Bailey" da domani al PAC di Milano.
 
La rassegna, curata dall'artista e realizzata in collaborazione con la National Portrait Gallery di Londra, ospita oltre 300 immagini scelte dallo stesso Bailey così come il titolo, la canzone omonima sua preferita, composta nel 1927 da Hoagy Carmichael.

Suddivisa per temi, la monografia non procede cronologicamente e illustra i diversi generi
trattati dall'autore: dalla foto di moda, agli still lives, alla fotografia di viaggio. Il percorso inizia con una carrellata di "fashion icons": ecco, tra le altre, le bellissime modelle Jean Shrimpton e Kate Moss, le sue favorite. "Le più grandi nella mia vita: hanno qualcosa di magico che non si può spiegare", scrive sul catalogo Skira l'autore. Che realizza le foto di moda come se si trattasse di ritratti di splendide ragazze che indossano abiti più o meno eleganti.

La mostra non vuole rappresentare solo "il bello". Nelle sale si susseguono immagini molto contrastanti tra loro, in una sorta di contraltare tra glamour e povertà, tra figure famose e altre sconosciute, tra teschi e parti di donne …Insomma un contraddittorio che vuole far discutere e non semplicemente una sfilata di fotografie da ammirare. Ci sono i ritratti di grandi artisti, da Francis Bacon a Salvador Dalì, da Man Ray a Henry Cartier-Bresson, di attori come Jack Nicholson e Meryl Streep, di cantanti come Bob Dylan e i Rolling Stones, e ci sono le inquietanti immagini dei rifugiati etiopi che in seguito alla guerra civile del 1984 si spostarono nel vicino Sudan.
Una lunga carriera non solo dunque legata al ritratto, ma anche a tematiche sociali. Un grande fotografo che ha saputo innovare e rinnovarsi in un iter che ha attraversato più di mezzo secolo.

"Stardust David Bailey"
PAC - Padiglione d'Arte Contemporanea - via Palestro 14 - Milano
1 marzo - 2 giugno 2015
Orari: martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 09.30 - 19.30; giovedì 09.30 - 22.30; chiuso lunedì
Ingressi: intero € 8 - ridotto € 6,50
Infoline: 02/88446359
Catalogo: Skira Editore
www.pacmilano.it

 

Tags:
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