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Culture
Notte della Taranta, l'esclusività democratica

Di Pierfrancesco Pacoda

Potrebbe essere il cuore di un best seller dell’antropologia contemporanea. Dopo gli ingaggi delle orchestrine invitate a ‘guarire’ dai mili della taranta, come quella di  Luigi Stifani, raccontata da Ernesto de Martino nel classico ‘La terra del rimorso’, ecco il nuovo orizzonte della monetizzazione della pizzica. L’idea, in sé, è talmente paradossale da rasentare, va detto, la genialità.

Prendete il più grande festival di world music d’Europa, la Notte della Taranta, in scena a Melpignano il 27 agosto, e democratizzate il concetto di esclusività. Dove una volta si accampavano legioni di politici e ospiti vari di diversi spessori, tutti inguainati in seducenti abiti da cocktail, adesso chiunque può assistere allo show diretto da Carmen Consoli.

Insomma, per la prima volta, in questo appuntamento nato grazie alle intuizioni sull’ ‘invenzione della tradizione’ di studioso come Piero Fumarola e George Lapassade, si può essere parte del rito scegliendo tra due opzioni. Quella popolare, come sempre nella piazza tra le migliaia di spettatori in trance, quella, pagando una modica cifra, nel dietro le quinte (dove, in realtà, il concerto si vede solo sul maxischermo, salvo fugaci momenti fronte palco), che comprende assalto al buffet e show gomito a gomito con il who’s’who dell’intellighenzia salentina.

Tanto materiale per rivedere le teorie affascinanti sul ‘cattivo passato che ritorna’ di De Martino.
E’ il mito del ‘buon selvaggio’ che trova finalmente la sua completa rappresentazione, è la possibilità di toccare con mano una ritualità affidata quest’anno alla visione tribale di Carmen Consoli, che ha voluto una Notte della Taranta tutta al femminile, senza il sensazionalismo del grande ospite (c’è Nada, c’è Tosca…), ma basandosi sul ruolo della madre all’interno della società salentina, madre come le terra che questa straordinario battere di tamburi ha espresso.

A lei il compito, sicuramente ci riuscirà, di farci dimenticare che bastano pochi euro per essere dall’altra parte dei confini, per acquistare il tuo posto in prima fila.

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