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Novità editoriali
Euroinomani, il sovranismo è la moda del momento. Il caso editoriale

Di Klaus Davi

Il titolo fa già capire tutto: «Euroinomani». È il tentativo dell’autore televisivo Alessandro Montanari di dare una spiegazione limpida e commestibile sul perché negli ultimi anni si stia diffondendo un sentimento antieuropeista che trova nella repulsione verso la moneta unica uno dei propri capisaldi. L’opera – edita da Uno Editori – è diventata in poco tempo un fenomeno di vendite su Amazon e, visto il tema trattato, potrebbe risultare ai più un fenomeno sorprendente. Invece questo dimostra esattamente l’intento del libro, ovvero di dare forma alla voglia degli italiani di vederci chiaro su come le élite europee, i burocrati, i banchieri e tutte quelle figure quasi mitologiche racchiuse nel concetto di ‘poteri forti’ abbiano portato il Vecchio Continente nell’attuale situazione di esasperazione, successo dei populismi e voglia di sovranismo.

Al di là del punto di vista personale del lettore sul tema, l’opera e il suo autore hanno sicuramente un pregio: la coerenza. Come afferma nella prefazione Gianluigi Paragone, compagno di tante avventure giornalistiche di Alessandro Montanari, «Euroinomani» è un manifesto contro il nichilismo e il neoliberismo che ha pervaso l’Unione Europea nelle ultime decadi, in una cornice utopica in cui non solo la moneta doveva essere unica, ma anche il pensiero che l’Euro era l’unica soluzione possibile. Ecco, Montanari e Paragone sono stati tra i primi a portare questi concetti sul piccolo schermo e per questo sono stati invisi e osteggiati da alcuni membri dell’establishment politico e televisivo ma, piaccia o non piaccia questa presa di posizione, il tema è attuale e la loro battaglia ideologica ha trovato una nuova espressione in questo libro.

Entrando nel dettaglio, il testo esamina come la crisi economica e la rigidità dei trattati europei – leggasi austerity – abbiano soffocato alcuni stati, alimentando il sentimento antiunionista e la ribellione nei confronti dei cosiddetti ‘euroinomani’, ovvero tutti quei soggetti politici, economici e giornalistici che hanno anteposto il mantenimento dello status quo dell’Unione e dell’Euro alle esigenze del popolo. Così si spiega la retorica anticasta che, dalla Brexit al Governo del Cambiamento, sta pervadendo la società attuale. Quello a cui stiamo assistendo nel nostro paese è specchio dei tempi e le ultime elezioni hanno dimostrato come il vero nemico percepito dagli italiani siano le élite dominanti e i fantomatici ‘mercati’. Montanari analizza lucidamente questo fenomeno, ripercorrendo l’Italia che era e l’Italia che è adesso, strizzando l’occhio al vecchio modello economico nostrano che ci aveva portato a essere una potenza economica studiata all’estero. Modello però malvisto dal nascente e crescente paradigma europeo a cui siamo abituati oggigiorno: un passo emblematico, in tal senso, è il parallelismo tra una delle massime figure imprenditoriali italiane come Adriano Olivetti e quelli che l’autore definisce ironicamente “angeli dell’apocalisse liberista”, ovvero quei manager figli della globalizzazione che hanno trasformato lo Stato in un’azienda e che hanno portato negli incubi degli italiani inglesismi come spending review, spread e rating.

Probabilmente in «Euroinomani» la nostalgia verso una vecchia Italia che - nonostante corruzione, mafia e familismo - funzionava e la voglia di rivalsa nei confronti di alcuni paesi che cercano di farci apparire come cittadini europei di Serie B (o Baa3 secondo l’agenzia di rating Moody’s…) prevalgono su un’analisi super partes dell’anomalia storica che è l’Euro. Quello che è certo, però, è che quest’opera può essere molto utile a chiunque voglia capire in termini semplici i motivi del sovranismo dilagante che ha portato più di metà degli italiani a votare per partiti che si battono da anni, almeno a parole, contro l’élite dominante in Europa.

eurinomani
 

 

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