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Novità editoriali
Jaca Book, novità editoriali: da Picasso all'arte islamica in Iran

Carlo Sini
PICASSO
Della guerra e della pace
Con un testo di Sylvie Forestier
160 pagine, 50.00 Euro

Sul tema della Guerra e della Pace sono messe a confronto le opere di un pittore che ha percorso il XX secolo, Pablo Picasso, e le parole di un filosofo, Carlo Sini, che ne ha percorsa la seconda parte, entrando nel XXI secolo. Un importante testo di Sylvie Forestier ci accompagna nella Cappella della Guerra e della Pace di Picasso e nella cronologia delle sue opere. Picasso, alla fine della Prima guerra mondiale, viaggia in Italia con Cocteau e scopre il mito mediterraneo della pace. La guerra di Spagna con il bombardamento nazista di Guernica ispira a Picasso un capolavoro sulla tragedia della guerra, Guernica appunto, accompagnato da opere sul dolore. 
Dopo la Seconda guerra mondiale, ad Antibes Picasso ritrova la pace mediterranea e, politicamente impegnato, ne realizza un simbolo, la colomba. La guerra in Corea lo riporta a una nuova Guernica, questa volta nel ricordo della fucilazione dipinta da Goya. La sfida della Cappella della Guerra e della Pace, unitamente a Guernica e a Massacro in Corea fa di Picasso l'artista moderno più capace di metterci con forza poetica davanti all'orrore della guerra. Le parole di Sini ci conducono al senso e alla pratica della pace. Sini ricorda Whitehead per il quale la pace era un «modo di essere, non un concetto; piuttosto è un'azione simbolica, che ha qualche connessione con l'Arte e col Bello. In questo senso essa frequenta idealmente il mito e tutte le figure archetipiche dei primordi umani». Sini insiste: «Non lo starsene in pace o l'essere lasciati in pace nel proprio rifugio e nascondiglio ma, al contrario, l'essere totalmente aperti e nell'aperto, senza più protezione (come diceva Rilke), innamorati dello spettacolo degli altri e della bellezza della vita comune; dimentichi di profitti immaginari e interamente dediti alle imprese da affrontare con i compagni che il destino ci ha dato».

Giovanni Curatola
IRAN
ARTE ISLAMICA
226 pagine, 90.00 Euro

L'Iran è un paese di frontiera. È luogo di passaggio, cerniera fra Oriente e Occidente e sede privilegiata di autonoma elaborazione artistica. Quella persiana è una delle grandi culture dell'antichità che hanno mantenuto vive attraverso i secoli tradizioni religiose, politiche, urbanistiche e artistiche, adattandole e modificandole secondo necessità, ma sempre con esiti assai originali. In ambito artistico, sia in architettura, sia nelle arti decorative, non possiamo tracciare un profilo islamico senza prendere in considerazione l'apporto iranico, specifico e ben individuabile, ma non per questo scollegato o estraneo alla elaborazione islamica comune ad altre aree: da quella mediterranea a quella d'Asia Centrale. L'elaborazione artistica che si compie in Iran ha un peso notevole per la stessa definizione di arte islamica. Giovanni Curatola ne traccia un profilo presentandone l'architettura (anche con un'analisi degli aspetti ornamentali), e le arti cosiddette decorative quali la miniatura, le ceramiche e i tappeti. Le trasformazioni del mondo islamico nei secoli dell'incontro con l'Occidente e le reazioni che ci furono a quell'impatto ci fanno comprendere anche alcune vicende artistiche contemporanee. Un mondo così complesso e una presenza culturale così forte non poté rimanere circoscritta a un'area geografica definita e l'irradiarsi di elementi artistici prettamente islamici - ma Islam d'Iran - sono presenti con sfumature diverse nel Caucaso, in Asia Centrale, in India e, ovviamente, anche in Europa. Quella persiana è una tessera indispensabile nel particolare mosaico 
artistico islamico, senza la cui analisi è difficile comprendere una rappresentazione che ben sintetizza una civiltà con quasi un millennio e mezzo di Storia.

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Fausto Petrella
L'ASCOLTO E L'OSTACOLO
Psicoanalisi e musica
288 pagine, 25.00 Euro
"Psyché"

La collana Psyché pubblica non tanto volumi specialistici sulle singole discipline della psiche, quanto testi che ne interroghino i fondamenti e li intersechino con altri ambiti disciplinari. 
Così, nel libro che la inaugura, Fausto Petrella - psichiatra, psicoanalista e cultore di musica - tratta molti temi ineludibili 
che psicoanalisi e musica hanno in comune, come l'interpretazione, le forme dell'ascolto, il costituirsi del senso, l'impiego di strumenti, i modi con cui musica e parola mobilitano gli affetti. 
L'autore muove dall'esigenza di una chiarificazione concettuale e linguistica, per mostrare come tra ascolto clinico ed esperienza musicale sia possibile un circolo virtuoso di grande importanza nell'illuminare reciprocamente l'esperienza musicale e quella clinica. Ma l'esperienza psichica in sé ha, nel proprio cuore, una dimensione estetica e L'ascolto e l'ostacolo aspira ad essere letto, e ascoltato, al di fuori dei recinti tecnicistici, alla ricerca di un linguaggio trasparente senza gli esoterismi e le gergalità presenti in molta psicoanalisi come nella critica musicale.

 

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A cura di Massimo Cappitti, Mario Pezzella
Pier Paolo Poggio
ALLE FRONTIERE DEL CAPITALE
416 pagine, 40.00 Euro
"L'Altronovecento. Comunismo eretico e pensiero critico vol. VI"

Essere Alle frontiere del capitale significa prendere atto della condizione in cui si trovano il mondo, l'umanità, i singoli: trionfo della tecnologia e dell'ingiustizia; ricchezze senza limiti e vergogna che prosperano sulla disperazione; il futuro posto sotto sequestro; la politica che ridiventa fascista. Tappa ulteriore del progetto Altronovecento. Comunismo eretico e pensiero critico, il volume si concentra sulla fenomenologia del tempo presente, cercando di risalire alle radici di errori e orrori; senza chiudere le porte alla speranza. Una duplice tensione - etica e teoretica insieme - è all'origine di analisi incentrate sul modo in cui si vanno ridefinendo i rapporti tra il capitalismo, da un lato - con la sua ricerca frenetica del profitto e la sua pervasività senza limiti -, e dall'altro il vivente, oggetto di una voracità predatrice, che macina uomini e cose. Tensione etica, perché è una lotta in cui non si può transigere: la posta in gioco è la vita della specie e quella dell'intera ecosfera, ancor prima e concretamente la dignità delle singole persone. Secondo un'ideologia diffusa, è venuta meno la possibilità di una trasformazione qualitativa dell'esistente. Alla superficie il mondo corre insensatamente ma nella sostanza appare pietrificato, congelato entro rapporti indiscutibili, in una paralisi della storia ossessivamente concentrata sul presente e la sua ripetizione: nel sottofondo di coscienze assopite l'eco di sconvolgimenti tellurici, l'incombere di catastrofi sociali e naturali. Il capitale pretende di costituire l'ultima parola sulla storia, non più un fenomeno storico ma uno stato di fatto insuperabile, fuori dal tempo, con la medesima perentorietà dei fenomeni naturali e ancor meno scalfibile dall'azione umana. All'opposto, ripercorrere a contrappelo le vicende storiche è un compito ineludibile per ritrovarvi, nel passato e nel presente, quelle insorgenze e quegli scarti che scardinano il corso omogeneo e lineare del dominio. Si tratta di cogliere nella storia le molteplici chances che la abitano, irriducibili a rappresentarsi in una forma definitivamente compiuta.
Nella mezzanotte del tempo in cui ci è dato vivere, non possiamo rinunciare ad affermare l'esistenza dell'utopia concreta, di brecce di insorgenza all'interno dell'astrazione apparentemente invalicabile del capitale, di un possibile risveglio dalle sue fantasmagorie. In altre parole, occorre tener viva l'idea della non naturalità e della non necessità del capitale, idea portante, variamente coniugata, di tutti i saggi che compongono questo libro.

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Liana Castelfranchi
ANNO MILLE
L'arte in Europa dal 950 al 1050
Contributi di R. Cassanelli, D. Gaborit-Chopin, R.G. Gameson, P. Piva, J. Yarza Luaces
256 pagine, 90.00 Euro

Il passaggio fra il primo e il secondo millennio è uno straordinario periodo di creatività nella storia Europea per ragioni letterarie, culturali, religiose, e risulta un vero e proprio spartiacque dal primo al secondo Medioevo. Nella storia dell'arte, in particolare, l'impero ottoniano, sostituendosi con efficacia alla pretesa unificatrice carolingia, diviene il centro e il motore delle novità artistiche dell'epoca. 
Sull'asse Germania-Lombardia si sviluppa infatti una corrente artistica di alto profilo, stilizzata e colta, che dà vita a notevoli cambiamenti nell'architettura e nelle arti minori. Basti pensare alle chiese di San Ciriaco a Gernrose, San Michele di Hildesheim o alla rotonda del duomo vecchio di Brescia, o, ancora, agli affreschi superstiti della Majestas Domini nella Basilica di San Vincenzo a Galliano, vicino a Cantù. 
E soprattutto alle numerose miniature, agli oggetti di culto, ai simboli del potere frutto della ricchissima committenza imperiale, in cui, oltre all'evidente influsso di Bisanzio, sono tangibili, in nuce, i segni di una nuova sensibilità e di un nuovo gusto propriamente occidentali. 
Il volume non tralascia le testimonianze artistiche del regno di Francia, con i tesori orafi di Conques e con Cluny, il monastero che all'epoca era in grado di rivaleggiare nella cristianità con Roma per magnificenza e importanza; pone in risalto l'inventiva dei centri inglesi di Winchester e Canterbury, o di Saint-Omer nelle Fiandre; infine affronta l'architettura sincretica della Spagna del Nord e l'invenzione delle Apocalissi e dei Beati negli scriptoria monastici iberici. Sono tasselli preziosi che si combinano sapientemente per delineare il momento storico che darà all'Europa la sua prima arte universale: il Romanico.

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