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LaCasaDiCartone

La prima ricerca Istat sul problema dei senza dimora ha contato circa 50mila persone senza casa su un campione di soli 158 comuni. Ad oggi non c’è una risposta soddisfacente al problema e spesso si sono adottate politiche volte più all’esclusione che all’integrazione sociale. Ora arriva una raccolta di racconti dedicata a questo tema. "La casa di cartone" (Zero 91 edizioni), a cura di Girolamo Grammatico, vede protagonisti 9 scrittori, che raccontano la vita dei senza dimora attraverso 9 generi letterari diversi.
 
Vittorio Catani per la fantascienza:

Alessio Di Martino per il main stream;

Igiaba Sciego per la fiaba;

Eva Clesis per il western metropolitano; Franco Limardi [Il bacio del brigante, Mondadori] per le storie di vita;

Cinzia Bomoll  per l’horror;

Carlo Sperduti per l’ironico;

Luca Palumbo e Paolo Melissi per il genere cronaca;
 
Chiude il volume la postfazione a cura di Paolo Pezzana.
 

IL CURATORE - Girolamo Grammatico, nato ad Erice nel ‘78 e trasferitosi a Roma nel ’98, lavora con i senza dimora dal 2001. Coordina l’evento romano de “La notte dei senza dimora” ed è il presidente dell’associazione di promozione sociale “La casa di cartone”. Il suo ultimo libro è “La magnitudine dell’indigenza”, Giulio Perrone Editore. Insegna arti marziali in una scuola taoista della capitale.

Le royalties degli autori e il ricavato dell’antologia andrà a sostenere la comunità per persone senza dimora “Emmaus Roma”.

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La nostra sola giustificazione, se ne abbiamo una,
è di parlare in nome di tutti coloro che non possono farlo.
[Albert Camus]

di Girolamo Grammatico

Ogni anno, il 17 ottobre, decido di dormire una notte in strada. Non è un modo metropolitano di campeggiare, no. Quella è la “Giornata mondiale del rifiuto della miseria” riconosciuta dall’ONU e assieme a quanti credono che sia importante condividere e denunciare ci riuniamo in alcune piazze d’Italia e stendiamo i nostri sacchi a pelo affianco a chi, per strada, ci dorme ogni notte: le persone senza dimora. È un simbolo di protesta, un modo per rendere ancora più evidente ciò che già è scandaloso, un gesto che riavvicini coloro che vivono ai margini di queste città. Il 17 ottobre è una data, un punto in un foglio bianco e quello che interessa a chi di quella giornata ne ha fatto un riferimento è riempire il bianco attorno. Questo libro è uno dei tanti tentativi che nel sottobosco urbano crescono e fioriscono allo scopo di coinvolgere quante più persone possibile di fronte alle assurdità del nostro vivere. Una ricerca commissionata dal Padiglione Italiano della 13a Mostra Internazionale di Architettura di Venezia ha mostrato che in Italia su 29 milioni di unità abitative circa 1/6 siano sfitte o seconde case. Case vuote, insomma. Eppure passeggiando la notte per le stazioni ferroviarie delle più grandi città italiane si possono notare numerosi corpi distesi nascosti tra coperte di ogni genere. Il più delle volte quelle persone sono cittadini italiani che nonostante i diritti millantati negli ultimi 60 anni di storia sono scesi sul gradino più basso della dignità: la miseria. Alcuni di loro tentano di costruire rifugi di fortuna con cartoni trovati nei cassonetti dell’immondizia e in queste case di cartone il loro corpo trova rifugio. A voi che leggete: questo libro desidera offrire un rifugio simile per la vostra mente con l’obiettivo di mostrarvi una realtà spesso distorta da tanto giornalismo deviato o da una becera politica in cerca di voti. La letteratura, per fortuna, può raccontare super partes la condizione dell’uomo, senza chiedere nulla in cambio. Senza necessariamente dover pretendere un feed back. Tutt’altro: la letteratura quando si fa civile ha già assunto al suo compito etimologico. Ha già inciso, graffiato quel foglio bianco su cui l’uomo costruisce la propria vita. Quest’antologia, con i suoi 9 racconti, vuole graffiare la coscienza del lettore, incidere nella sua mente lo scandalo che questa modernità ha creato in nome di un benessere finto e patinato. Come le persone senza dimora costruiscono i loro rifugi usando i diversi cartoni che trovano in giro, abbiamo deciso di realizzare quest’antologia usando generi letterari diversi che parlassero dello stesso tema. Così nel mainstream di Alessio Dimartino troverete come protagonista il passato oscuro e ferito di chi vive per strada, perché nessuno appare per strada, ma ci si finisce, per un motivo o per un altro. Nel racconto fantascientifico di Vittorio Catani si farà i conti con una società che centrifuga i più deboli usando la tecnologia non al servizio dell’uomo, ma contro l’uomo. L’identità sarà invece il tema fondante del racconto ironico di Sperduti, quell’identità che la strada ti toglie trasformandoti in una persona etichettata per ciò che non ha e non per ciò che è. Mentre nel racconto di Paolo Melissi la cronaca sarà più disarmante della fantasia, il western metropolitano di Eva Clesis ci porrà la questione della giustizia, quella giustizia che spesso è il volere dei forti. Igiaba Scego ci racconterà una favola sulla solitudine e sull’importanza delle relazioni, unica vera dimora dell’uomo. Nell’horror di Cinzia Bomoll il problema della casa sarà conteso tra senza dimora e zombie. Il noir di Luca Palumbo metterà al centro la vergogna, che a volte può trasformarsi in rabbia e violenza, mentre Franco Limardi ci racconterà una storia di vita, una delle tante storie possibili della periferia dei nostri cuori. Racconti diversi per genere e per stile, come le storie di chi dorme sui nostri marciapiedi, con la postfazione di Paolo Pezzana, un piccolo manifesto sull’homelessness che chiude il volume con la speranza di illuminare le tante zone d’ombra di un problema così complesso e infestato di luoghi comuni. La casa di cartone è un’antologia che vuole fare della letteratura la dimora degli esclusi e degli scrittori la loro voce!

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