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Culture
Praga: da una primavera all’altra. Liberazione 1945|Occupazione 1968. Mostra
Prague Spring 1968 - 1969 © Novotný Miloň

di Simonetta M. Rodinò

 

Il 1945 e il 1968 rappresentano per Praga due primavere, parti imprescindibili della storia europea del XX secolo: quella del maggio 1945, dopo la Liberazione alla fine della Seconda Guerra mondiale, quando Josef Sudek documentava i danni del conflitto nella città; e del maggio 1968, che porta questo nome in ricordo del breve periodo di riforme democratiche poi soffocate nell’Occupazione delle truppe del Patto di Varsavia.

 

Il capoluogo lombardo, in occasione della seconda edizione di Milano PhotoWeek, dedica alla città di Praga, due esposizioni riunite sotto un unico titolo “ Praga: da una primavera all’altra. Liberazione 1945|Occupazione 1968 da: oggi a Palazzo Reale.

 

La prima mostra “Josef  Sudek: Topografia delle macerie. Praga 1945” nasce da una collezione di negativi preservati presso l’Istituto di Storia dell’Arte dell'Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca a Praga e presenta 40 immagini, sotto forma di ingrandimenti.

 

Il fotografo ceco Sudek (1896 – 1976), soldato in Italia durante la prima guerra mondiale, in cui perde il braccio destro, è considerato un maestro della natura morta. Il modo in cui illumina gli oggetti sono la testimonianza di una sensibilità prettamente lirica. I suoi temi preferiti includono oltre alle nature morte, finestre, giardini, immagini fantasiose installate, immagini di Praga e paesaggi come la foresta della regione dei Beskydy.

 

Alla fine della seconda guerra mondiale, nel 1945, si reca nelle strade di Praga per documentare i danni causati dalla guerra. Ne scaturisce un lavoro di quasi quattrocento immagini, che catturano edifici demoliti, sculture distrutte e sistemi di protezione antincendio e antiaerei.

 

Sudek si concentra principalmente sull’area bombardata del Monastero di Emmausy. Colpito in particolare dagli interni del monastero, dalla poesia delle macerie, della luce che filtrava attraverso il soffitto distrutto, ne capta l’atmosfera lirica.

 

Nel maggio del 1945 ebbe luogo l’insurrezione di Praga, la cosiddetta Rivolta di Praga, contro l’occupazione tedesca, durante la quale il vecchio municipio fu gravemente danneggiato. Tra i monumenti devastati, Sudek documentò la maggior parte dell’area della Piazza della Città Vecchia.

 

Durata: 5 giugno – 1 luglio 2018

 

La seconda rassegna La Primavera  di  Praga 1968 – 1969” attraverso 45 scatti di 22 fotografi, provenienti da 4 diversi archivi, presenta le immagini relative ai fatti accaduti tra il 21 agosto 1968 - giorno in cui i carri armati di alcuni Stati aderenti al Patto di Varsavia (Unione Sovietica, Bulgaria, Polonia, Ungheria e Repubblica Democratica Tedesca) invasero la Cecoslovacchia, ponendo fine al processo di democratizzazione messo in campo nei mesi precedenti - e i funerali di Jan Palach, lo studente 19enne di filosofia che si diede fuoco di fronte al Museo Nazionale in Piazza Venceslao.

 

Scatti drammatici ed emblematici di una popolazione che si trovò di nuovo occupata.

“Tonatevene a casa” si legge su uno striscione, durante una manifestazione, e su un altro “Siamo una nazione libera”.

Uno tra i bersagli delle forze di occupazione fu Radio Praga della città. Le trasmissioni molto difficoltose furono supportate da “OGGI in Italia”, radio clandestina del Partito Comunista italiano, che fin dagli anni Quaranta aveva trasmesso da Praga propaganda comunista.

 

Durata: 5 – 24 giugno

 

Palazzo Reale – Piazza Duomo 12 – Milano

Ingresso libero a entrambe

www.palazzorealemilano.it

 

Tags:
praga primavera mostra milanomostra primavera praga milano
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