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Culture

Il teatro Bolshoi di Mosca non sembra trovare pace. Dopo l'attacco con l'acido a gennaio contro il direttore del corpo di ballo, Serghei Filin, una serie di accuse incrociate tra i vertici artistici e amministrativi, l'arresto di un ballerino di punta e l'addio di una 'etoile', sembra imminente il licenziamento del direttore generale, Anatoli Iksanov. "Prossimamente il signor Iskanov potrebbe essere sollevato dal suo incarico", hanno fatto sapere all'agenzia Interfax fonti interne al mondo del teatro, secondo le quali il suo piu' probabile successore sara' Vladimir Urin, direttore del teatro musicale Stanislavsky e Nemirovich-Danchenko. Altre candidature al vaglio, secondo Itar Tass, sono quelle dell'ex ministro della Cultura e rappresentante speciale del presidente della Federazione russa, Mikhail Shvydkoy; di Alexander Budberg, presidente del Comitato esecutivo del Consiglio degli amministratori fiduciari del Bolshoi; e del precedente direttore generale dello stesso teatro, Vladimir Vasiliev. Iksanov e' in carica dal 2000 e il suo contratto scade il prossimo anno. Al momento sulla sua possibile sostituzione non vi e' nessun commento o notizia ufficiale da parte del ministero della Cultura russo e dal Bolshoi. Nel caso Filin, Iksanov fu uno dei primi a puntare il dito contro intrighi e rivalita' interne al celebre teatro e tempio della danza. "Ci sono persone che aspirano alla carica di direttore artistico - aveva denunciato - e devono aver giocato un ruolo in questo squallido intrigo". Il riferimento era al ballerino georgiano Nikolaj Tsiskaridze, che ha sempre criticato la nomina di Filin, di cui aspirava a ricoprire il posto. Tsiskaridze - cui il Bolshoi a fine giugno non ha rinnovato il contratto - e' stato fortemente contrario all'amministrazione Iksanov, denunciando pubblicamente i lunghi e costosi lavori di restauro del teatro, conclusi nel 2011 dopo sei anni e 760 milioni di dollari. Secondo fonti del canale indipendente Dozhd, l'allontanamento di Iksanov sarebbe stato deciso "dalle alte sfere" ed e' legato all'ultimo scandalo, che ha investito il Bolshoi i primi di luglio: quello della 'etoile' e parlamentare del partito putiniano Russia Unita, Svetlana Zakharova, la quale ha rinunciato a danzare alla prima del balletto Evghenigi Onegin, previsto questa settimana. A quanto riferito da Dozhd, la rinuncia della ballerina potrebbe essere stata la "goccia che ha fatto traboccare il vaso".

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