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Culture

"Sono figlio di Oscar Wilde", una autobiografia avvincente come se ne leggono poche. Biagio Arixi è riuscitto a tratteggiare la sua vita, così straordinariamente semplice e allo stesso tempo fuori dal comune con spirito umile e coinvolgente. Il poeta sardo che incontra e diventa amico del jet set internazionale, un Arixi tra pubblico e privato che racconta ai lettori i suoi  ricordi più intimi, i pensieri di gioventù e le immagini di tutta una vita sempre sulla cresta dell'onda. Sempre da protagonista ma sempre in punta di piedi. Come solo i grandi poeti sanno fare.

oscar wilde cover

E' proprio questa, forse, la caratteristica precipua di Biagio Arixi “poeta mondano”, proiettato nel futuro ma pur sempre legato a quella terra lontana e misteriosa che è la sua Sardegna. E che rimane uno dei suoi grandi amori, sempre presente nel suo incedere senza tentennamenti verso i grandi personaggi che ha avuto la fortuna di conoscere, e che hanno accordato ad Arixi la loro fiducia.

Biagio "scarlatto e peccaminoso" come le sue pubblicazioni, non smette di stupirci per la sua estrema sensibilità verso le lettere, usate per coniugare vita, amore e un intimismo di grande respiro mistico.

L'autore

BIAGIO ARIXI è nato a Villasor (Cagliari), vive e lavora a Roma. Ha pubblicato in prosa: Figlio di vescovo (Tullio Pironti editore, 1989); Peccati scarlatti (Edizioni Libreria Croce, 2009); Donne... per niente (Edizioni Libreria Croce, 2011); Strega plebea (Arkadia editore, 2012); numerose fiabe di successo tradotte all’estero, tra le quali: Il mago innamorato (Einaudi scuola, 1988).

Numerose le raccolte in versi: Amore: sale quotidiano (1979); Polvere nera (1980); Diverse giovinezze (1982); Violenza immaginaria (1984); Grandine (1986); Piacevole punizione (1989); Le vie del cuore (1996); Cayba d’amor - Poesie scelte (2001, premio Poesia Camaiore Speciale Giuria 2002); L’amore è libertà (2007); Alfabeto d’amor (2012).

Peccati Scarlatti, di Biagio Arixi

Editoria/ "Donne... per niente" - di Biagio Arixi

 

- Prefazione -

Sin da piccolo, quando mi guardavo allo specchio, mi piacevo. Col tempo, quest'amore per me stesso è cresciuto, ed è l'unico vero idillio che dura e mi lega alla vita.

Ecco il segreto che mi ha portato a cercare il peccato ed esserne affascinato, avvolto, conquistato. Un fascino attrattivo che si scatenava più nella mia immaginazione che nel compiere il peccato stesso: una strana conquista che mi procurava il senso del trionfo che gratificava il mio orgoglio più che la passione amorosa, regalando alla mente un senso di gioia.

Gli anni e il tempo hanno maturato tutte le mie innocenti curiosità, rendendole il più delle volte trasgressive e pericolose. C'era in me un desiderio assoluto di andare contro le convenzioni. E, come Eva, che aveva ceduto alla tentazione del serpente, così io mi sono lasciato sedurre e coinvolgere dai sensi infuocati. E, trasgredendo, mi sono assunto le mie responsabilità, senza frenare i miei istinti, incurante della reputazione o dell'opinione altrui, sempre severa con chi non rispetta le regole.

La mia personalità è stata espressa liberamente, senza essere un "Dr. Jekyll" o un "Mr. Hyde", che creando un alter ego scarica su questo il peso dei giudizi altrui e le inevitabili conseguenze.

I miei eccessi invece non hanno mai creato problemi. Perché il mio volto è stato sempre la mia autobiografia e, come Dorian Grey, ho sempre creduto che la mia anima fosse il riflesso della mia coscienza: unico giudice dal quale ricevevo i possibili atti d'accusa.

Ma la vita che mi ha formato e fatto uomo "sensibile e diverso" è anche la memoria che come un diario porto dentro di me. E le mie esperienze non sono mai state gratuite: per ognuna ho sempre pagato un conto. E se oggi sono un uomo libero di vivere e cantare l'amore, questo è quello che mi distingue per non essere simile agli altri.

E come ha scritto Oscar Wilde:

-La sola differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato, e ogni peccatore un futuro".
Per questo Sono figlio di Oscar Wilde ha preso vita dal suo pensiero, dalla sua poesia, dai suoi vizi che mi hanno sempre ammaliato e che mi fanno gridare: "L'amore che io chiamo sempre per nome è: LIBERTÀ".
L'Autore
 

Sono figlio di Oscar Wilde
di Biagio Arixi
Edizione Grauseditore
143 pagg, 15,00 euro

Tags:
oscar wildelibro
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