Veronica Spinella, archeologa calabrese con studi all’università di Firenze e specializzazione a Messina, racconta come il patrimonio storico archeologico della Calabria necessiti di maggior attenzione, di interventi mirati alla divulgazione e comunicazione.
“Creare percorsi turistico archeologici che accompagnino i turisti e indichino i siti principali, valorizzando allo stesso tempo le caratteristiche paesaggistiche e enogastronomiche”. Questa dovrebbe essere la strada secondo la studiosa che lavora in particolare sul recupero e valorizzazione del patrimonio grecanico.
“La nostra regione è ricchissima di siti grecanici che sono però abbandonati a se stessi, non inseriti in un programma quadro di promozione”.
La soluzione quale potrebbe essere ?
“Privatizzare e consentire a chi vuole e può investire in cultura di farlo per generare economia indotta. Ci sono molte cooperative e associazioni pronte a impegnarsi. Anche il volontariato può trovare spazio.
Infine lo sviluppo turistico può essere originato coniugando le bellezze dei territori per renderle facilmente fruibili e raggiungibili”.
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E il museo archeologico di Reggio Calabria? Solo la sala dei Bronzi di Riace è ristrutturata è visitabile le altre ancora chiuse.
“Appunto – sottolinea Spinella – i musei necessitano di personale specializzato, di dirigenti che applichino la managerialità alla gestione dei musei. Uno sforzo e un impegno congiunto potrebbero davvero costituire una svolta nella valorizzazione del patrimonio archeologico”.










