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Culture
Venezia 74, Micaela Ramazzotti in gara con il dramma dei neonati venduti

di Andrea Cianferoni

 

A Ventiquattro ore esatte dall’anteprima di Paolo Virzì al Lido con il suo The Leisure Seeker, il primo film italiano in concorso, oggi è la volta di sua moglie Micaela Ramazzotti, interprete di Una Famiglia del catanese Sebastiano Riso, il secondo film italiano in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. “Una famiglia parla di diritto alla famiglia e del controverso tema dell'utero in affitto –-spiega Riso in conferenza stampa la Lido - sulla possibilità di riscatto attraverso i figli, nel senso più proletario del termine: cioè proprio la prole. Sul set la storia ci ha molto coinvolto tutti dal punto di vista emotivo. Micaela ha fatto un grandissimo lavoro sul suo personaggio e mi emoziona l’idea di essere parte, con lei, con tutti loro, di una competizione così prestigiosa”. Ho capito immediatamente che per affrontare un soggetto con queste premesse avrei dovuto attingere alla mia infanzia, ai ricordi legati a mia madre, senza però tralasciare le mie “madri letterarie”, le donne che ho visto nei film e di cui ho letto nei romanzi, che sono rimaste dentro di me”. Il film racconta la storia di una coppia formata da Vincent, un cinquantenne di origini francesi (Patrick Bruel) e da Maria (Micaela Ramazzotti), che vive mettendo al mondo figli, vendendoli al miglior offerente tramite una rete di persone senza scrupoli.  Maria, scelta da Vincent per la sua personalità borderline, dimostra tutti i traumi precedenti, subiti proprio per il suo carattere fragile, incamminandosi verso l’ultimo parto con grandi difficoltà psicologiche . I maltrattamenti di Vincent si intensificano per questo figlio destinato a una coppia omosessuale.  Brava Micaela Ramazzotti ad interpretare i panni di una donna psicologicamente disturbata, vittima come nel precedente film La Pazza Gioia, di una società in cui non è in grado di inserirsi. Insieme al suo compagno conduce un’esistenza apparentemente ordinaria. Quando torna a casa, fa l’amore con la passione degli inizi, in un appartamento di periferia che lei ha arredato con cura. Questa cura della casa fa intuire che dietro c’è il progetto di formare una vera famiglia. Una scelta che si porta dietro una conseguenza inevitabile: la ribellione a Vincent, l’uomo della sua vita. Il secondo lungometraggio di Sebastiano Riso, nasce dal desiderio di fare luce sul mercato nero dei neonati, e fa riflettere sulla problematica, tutta italiana, della problematicità delle adozioni, già complicata per coppie eterosessuali, impraticabile per quelle omosessuali o per i single. Una famiglia, nel cui cast c’è anche Fortunato Cerlino, Pippo Delbono, Ennio Fantastichini, Matilda De Angelis, e Marco Leonardi, uscirà nelle sale italiane il 28 settembre per Bim distribuzione.

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