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Vota Socrate

di Alessandra Peluso

Vota Socrate” è un libro spassoso. Rispecchia perfettamente l'ideale socratico: l'ironia che insegna a mettere in dubbio le presunte verità e a partorire invece la realtà, considerando per l'appunto l'analisi che Socrate (per bocca sapiente di Ada Fiore) compie sui nostri giorni.

È meraviglioso leggerlo, si respira aria nuova, fresca, ossigeno per la mente. Ma non solo, produce molteplici emozioni forti che lasciano sgorgare anche qualche lacrima amara.

È un dialogo che Socrate compie con San Pietro in Paradiso: l'anima filosofica presenta ciò che è stato della sua vita a San Pietro stupefatto per la sua rettitudine, clemenza e generosità d'animo. Pensa a quanto oggi nella cara Italia avremmo bisogno di un Socrate e anche di più.  

Chissà però se meritiamo una qualità di un governante così elevata, se siamo cittadini responsabili, che amiamo la giustizia, l'onestà, l'amore per gli altri, per noi stessi e per il sapere?

La scrittura di Ada Fiore è penetrante e incisiva nell'affrontare argomenti complessi, senza mai appesantire. È abile, educa - non si limita a formare - come solo un buon maestro sa fare. Fornisce una chiave di lettura che diventa - se lo si crede - un punto di riferimento. La lezione del pensiero socratico è necessaria attualmente, anzi indispensabile, per smetterla di frignare, giudicare, urlare, andandosene, sbattendo la porta, ma ricominciare se pur con fatica ad accendere una piccola luce di speranza e votare Socrate.

Certo è che andando via è molto più facile che restare!

Si tratta di un libro che stupisce, commuove, fa sorridere e anche tanto, ma svelarvi altro sarebbe come far vivere al lettore delle emozioni a metà. Pullula di riflessioni, pensieri e mi auguro come l'autrice che smuova lo spirito più che il corpo e aiuti il lettore a prendere coscienza di sé. Abbiamo bisogno di filosofia e Ada Fiore con “Vota Socrate” ne è una conferma: la filosofia conduce alla ricerca, alla conoscenza di sé, all'amore per il sapere. Va oltre la superficie, l'apparenza, spoglia l'uomo riducendolo alla sua essenza, alla nuda verità: a volte non piace, spaventa, fa ridere, vergognare, a volte invece l'individuo prende consapevolezza e sul suo essere costruisce le fondamenta per una vera vita. Come insegna Socrate infatti non è necessario quanto si vive, ma come si vive.

Socrate è un chiaro esempio di onestà intellettuale, invidiabile.      

Tuttavia la filosofia si trasforma col dialogo in uno strumento chiaro, affascinante, coinvolgente, ironico assecondando l'intento nobile di Ada Fiore.

Il dialogo tra Socrate e San Pietro è degno di nobel. E dunque si osserva come il filosofo si meraviglia con fare composto all'udire parole che il detentore delle chiavi del Paradiso pronuncia a proposito di leggi, giustizia, consumismo, internet e televisione. Ovvio che nell'epoca in cui lui ha vissuto non c'era niente di tutto questo e quando San Pietro gli chiede perché non ha evitato la condanna mandando il processo in prescrizione, lui risponde «Prescr... che? Credo di non aver capito potresti ripetere?». (p. 17).

Bellissimo. Come quando lo avverte che ora i giovani hanno a che fare con internet e i mondi virtuali. Afferma San Pietro: «Oggi tutti pensano di essere sapienti, non certo nel senso da te teorizzato, ma semplicemente perché basta un clic, un motore  di ricerca e la soluzione è a portata di mano!». «Però... un motore per la ricerca... intendi un principio, un ente che muove gli uomini a ricercare, a indagare vero? Beh, è una conquista lodevole per l'umanità!». (p. 26).

Si affrontano diversi argomenti che appassionano, riguardano da vicino ciascun lettore come il ruolo degli insegnanti ad esempio, o dei reggitori dello Stato.

E per Socrate è ogni volta momento di stupore, si chiede come sia possibile che questa epoca - che definiamo moderna - abbia partorito tante contraddizioni, paradossi, ingiustizie e come si sia lontani dalla filosofia socratica ateniese. Per tal motivo San Pietro, così come Ada Fiore è fermamente convinta che si ha bisogno di Socrate e lei è decisa a votarlo.

Voto Socrate anch'io con la fervida speranza che presto noi cittadini saremo meritevoli di uno come Socrate, che non abbia però la sua ingiusta fine come ahimè è accaduto a molti. È sufficiente ricordare Aldo Moro, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, e via dicendo. Chissà se sarà possibile, o forse chiedo troppo in fondo qui siamo sulla Terra e non in Paradiso.

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