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di Monica Camozzi
La mesoterapia e il kinesiotaping insieme, contro la cellulite. Le iniezioni di sostanze sottocutanee e la pratica inventata dal medico giapponese Kenzo Kase, in tandem, per smontare pezzo a pezzo la convergenza di cause che provoca gli antiestetici accumuli di adipe e l’effetto buccia d’arancia. Il nuovo metodo, che associa la classica mesoterapia all’applicazione di cerotti su pelle come potenziante, è stato inventato dalla dottoressa Lydia Soletti, medico estetico e posturologa clinica e dalla fisioterapista Mariangela Bettini, entrambe operative su Milano.
Lo abbiamo testato e abbiamo chiesto alla dottoressa Soletti di spiegare perché l’associazione virtuosa di queste due pratiche è così efficace contro la cellulite. Il primo passo è capire perché si forma la cellulite. “La causa primaria della cellulite è una sofferenza del microcircolo –spiega la dottoressa Soletti- dovuta a concause come la ritenzione idrica, problemi ormonali tipicamente femminili (ecco perché sugli uomini non si presenta) a cui si aggiungono fattori come alimentazione, fumo ed altri”. Da qui, nasce quell’addensamento adiposo che a lungo andare diventa cronico: “l’adipe diventa ipossica, il tessuto connettivo si ammala e perde progressivamente di elasticità, quindi compare la classica buccia d’arancia”. E qui, a questo livello, agisce il mesotaping della dottoressa Soletti. “La mesoterapia si basa su un ago che inietta sostanze virtuose, in genere omeopatiche, nel meso, la zona sotto cutanea, dove c’è il tessuto connettivale. Lo scopo è quello di riequilibrare la sofferenza di quest’ultimo con principi naturali, non chimicamente aggressivi”.
E’ proprio la scelta delle sostanze che si iniettano, effettuata dal medico di volta in volta sulla base dell’entità del problema, che il mesotaping svolge i suoi effetti, per prima cosa il drenaggio. Cosa significa esattamente drenare? “Il tessuto connettivo si basa su capillari linfo venosi –spiega ancora la dottoressa Soletti- Il drenaggio della linfa e del sangue sporco, incapace di portare ossigeno, rigenera il tessuto e aiuta la circolazione, contribuendo piano piano a eliminare l’adiposità”. Ed è qui, che entra in gioco l’effetto potenziante del kinesiotaping. Il cerotto diventa come pelle su pelle, è in grado di mandare messaggi sottocutanei fino a raggiungere la fascia muscolare. Quindi, potenzia il drenaggio di dieci volte”. Perciò, con l’applicazione dei cerotti, mentre la persona cammina e si muove, i tessuti danneggiati vengono liberati da liquidi in eccesso e tossine”.
Nel giro di 72 ore, tempo medio dell’applicazione dei cerotti, l’effetto della cura viene triplicato. In genere, dopo cinque applicazioni il risultato è già evidente; ma laddove è necessario, una terapia intensiva di due volte la settimana per un totale di dieci sedute garantisce una guarigione del tessuto connettivale con la quasi totale sparizione dei noduli cellulitici e del gonfiore delle gambe.
“La nostra mesoterapia si basa su sostanze omeopatiche – conclude Soletti – perché riteniamo che non sia il caso di aggredire il tessuto con sostanze chimiche, bensì di curarlo”. Il costo medio di una seduta di mesotaping è di 100 euro, 150 nei casi più complessi con zone particolarmente estese da trattare. Grazie alla sua totale naturalezza, il trattamento si può applicare anche su ragazze molto giovani. “Fondamentale, infine, per non favorire la ritenzione idrica, è l’alimentazione. Sono banditi tutti i cibi troppo salati, soprattutto gli insaccati. Ed è consigliabile, ogni tanto, una dieta depurante a base di riso e verdure”.
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