
Di Monica Camozzi
La loro si potrebbe definire una couture cubista. Perché gioca sulla sovrapposizione cromatica dei piani. Tra i nomi più promettenti sullo scenario della moda italiana ci sono i Co Te, ovvero Tomaso Anfossi e Francesco Ferrari. Due talenti laureatisi alla Marangoni di Milano, che insieme hanno fondato il nuovo dressing code contemporaneo, fondato sulla sapienza dei volumi, sul fascino della geometria, sul colore vivido e pungente. Bellissima, la loro interpretazione di Peuterey Auguille Noire, dove i capi si sono fusi con la couture del piumino.
Decisamente, la donna ispiratrice è giovane, le lunghezze sono ridotte, le proporzioni ardite. La loro parola d’ordine è “nuova austerità”, definizione che si attaglia alla contingenza storica in modo fenomenale. In realtà, la moda dei due giovani designer è un’esplosione vitale.
Non a caso hanno firmato per l’Oréal Paris una collezione di make up con rossetto e smalto che giocano sui contrasti cromatici, unendo bianco effetto ceramica al colore base del prodotto. La collezione primavera estate mostra come tessuti, linee, tonalità, si mischino in un rimpiattino armonioso e nuovo, capace di stupire, al confine sottile con l’espressione artistica. Certo, una moda così non è per tutti. Bisogna saper osare e essere dotati di forte personalità. Ma certo Tomaso e Francesco sono la dimostrazione che chi vale va avanti.

