Di Simona Lovati
Efficaci come un farmaco, piacevoli come un cosmetico. Sono i cosiddetti “cosmeceutici“, balzati agli onori della cronaca per la particolarità di essere prodotti “di confine”, che si posizionano a metà strada tra una crema e un rimedio medicale. Le formulazioni, avvalorate da pubblicazioni accreditate anche a livello internazionale, si avvalgono di principi attivi più avanzati rispetto agli skincare tradizionali, ma le texture non rinunciano alla gradevolezza di una delicata profumazione e al comfort sulla pelle, senza trascurare il lato tollerabilità.
“In realtà”, spiega ad Affaritaliani.it la dottoressa Magda Belmontesi, medico chirurgo, specialista in dermatologia a Milano e Vigevano (PV), “cosmeceutico è un concetto che non esiste nella letteratura medico-scientifica, ma si tratta di un neologismo introdotto dai mezzi di informazione. La terminologia corretta da utilizzare è dermocosmetico”.
Dottoressa Belmontesi, quali sono le funzionalità di questi prodotti?
Sono concepiti per trattare gli inestetismi cutanei. In base alle loro composizioni possono essere idratanti, antiossidanti, leviganti, esfolianti, e difendere dall’azione dannosa provocata da un’esposizione solare troppo aggressiva. Come accade per il cosmetico “classico”, anche i dermocosmetici devono seguire un preciso iter burocratico prima di essere proposti sul mercato, che prevede l’approvazione dei loro dossier scientifici da parte del Ministero della Salute.
La maggioranza delle riviste scientifiche internazionali più accreditate in questo campo sono americane. In Italia, purtroppo, c’è una limitazione, data da una minore disponibilità economica.
Sono adatti sia per il viso sia per il corpo e a qualsiasi età?
Certamente, ma quelli dedicati al corpo hanno un’efficacia meno rilevante, perché si va ad agire su zone più estese e con problematiche complesse, per esempio la cellulite, che coinvolgono, oltre al fattore pelle, anche altri aspetti dell’organismo.
Il consiglio è utilizzarli fin dalla giovane età, perché la beauty routine deve essere parte integrante dell’igiene di vita quotidiana. L’utilizzo di un prodotto da giorno idratante con filtro solare consente di prevenire i segni del fotoinvecchiamento – causato da sole e raggi UV – e di mantenere l’epidermide fresca e sana più a lungo.
Dove si acquistano?
Il farmacia, ma anche in profumeria, grazie a brand che hanno messo a punto brevetti aziendali, come il proxylane, con prestazioni simili all’acido ialuronico (una molecola che stimola la produzione delle fibre di collagene ed elastina e permette di tonificare la pelle e rendere meno evidenti le rughe). La differenza è che la profumeria, per esempio, presta molta attenzione anche alle sensazioni generate della texture sull’epidermide, al packaging, alla firma dei brand del fashion, mentre la farmacia ha inevitabilmente un approccio più medicale.
Quali sono i parametri per valutare un buon dermocosmetico?
La qualità dipende dall’elevata concentrazione degli ingredienti, dalla purezza dei principi attivi, il tutto avvalorato da pubblicazioni scientifiche. Il segreto è imparare a leggere l’etichetta, che riporta le sostanze contenute nella formulazione in ordine decrescente, cioè da quella presente in percentuale maggiore a quella minore.
Il mondo della bellezza offre tanto, ma c’è molta confusione. Non bisogna farsi attrarre dalle promesse impossibili. Un prodotto che dichiara di spianare le rughe come un filler o un’iniezione di botulino non è realistico. Esistono invece creme e sieri che lavorano in sinergia con interventi di medicina estetica, per valorizzarne e amplificarne i risultati.
E il prezzo?
Non è un criterio rilevante per stabilire le performance di un prodotto e non deve trarre in inganno. Non è detto che un trattamento dal costo esorbitante sia più valido rispetto a un altro che consente una spesa contenuta. In generale, “il conto” in farmacia per una singola referenza, in media, può arrivare a 200 euro, mentre in profumeria si possono spendere fino a 900 euro.
Verso quali ambiti si sta indirizzando la ricerca dermocosmetologica?
Gli studi puntano sugli antiossidanti – la produzione di radicali liberi è la principale causa di invecchiamento cutaneo -, in associazione con ingredienti mirati a contrastare l’azione dei raggi ultravioletti e addirittura degli infrarossi. Altre analisi si stanno focalizzando sulle cellule staminali, perché al momento sono impiegate solo quelle di derivazione vegetale, che nulla hanno a che vedere con le cellule staminali umane. Sotto la lente di ingrandimento ci sono anche le componenti dermopigmentanti e fotoprotettive, in quanto è stato dimostrato che, ad oggi, non è stato possibile creare in laboratorio un filtro capace di bloccare tutti i raggi del sole.
- Oilfree e ultraleggera, Avène Hydrance Optimale UV Légère idrata e opacizza le pelli normali e miste, grazie a capsule sebo-assorbenti (farmacia, 21,90 euro).
- Rilastil Progression HD Attivatore di Luminosità è un trattamento viso intensivo illuminante e levigante, per contrastare l’iperpigmentazione (farmacia, 45,50 euro).
- Grazie all’estratto di pantenolo e allantoina, Offects® Hydrating Cleanser di ZO Skin Health nutre in profondità e stimola il rinnovamento cellulare (negozi Sephora, 39 euro).
- Serum Suprême Maintenance firmato Dr Sebagh è un anti-age ad alta tecnologia che contiene il 95% di ingredienti attivi (profumeria, 260 euro).
- Specifica per le cuti secche, Galénic Crema benessere notte rigenerante favorisce il turnover epidermico grazie all’olio e ai peptidi di argan (farmacia, 45,50 euro).
- Canova 15 è un’emulsione corpo ad azione dermostimolante, rassodante e preventiva delle smagliature. Indicata anche per il viso con pelle resistente (farmacia, 39,30 euro).

