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Corpo, solo un ragazzo su 3 si piace. “Apparire fa sentire meno soli”

Corpo, solo un ragazzo su 3 si piace. “Apparire fa sentire meno soli”

Di Antonella Gramigna*

“Tutto il mondo è un palcoscenico e gli uomini sono soltanto degli attori che hanno le loro uscite e le loro entrate. E ognuno, nel tempo che gli è dato recita molte parti”. (William Shakespeare)

Siamo nell’Era dell’apparire. Oggi, più che mai, apparire ha una valenza maggiore dell’essere. Se è vero (come è vero) che l’abito sicuramente fa il monaco, lo è nella sua dimensione apparente e importante perché immediatamente spendibile: la moda dei tatuaggi che imperversa da diversi anni nelle ultime generazioni, ne è un esempio eclatante. Che impatto ha l’apparenza sulla societa ? l’apparire risulta essere importante nei primi momenti relazionali in quanto l’immagine è la prima cosa che si “spende” nel contattare l’altro.

gramigna
 

Viviamo, ormai da tempo, nella cosiddetta “civiltà dell’immagine” e non ci stupiscono i dati secondo i quali solo il 33% dei ragazzi tra i 18 e i 25 anni si piace così com’è, mentre il 56% esprime l’aspirazione a migliorare il proprio aspetto. I programmi in tv ci testimoniano di come siamo perneati dall’essere esteriore più che interiore. Essere è l’identità della persona, la sua intima natura, ciò che si è; apparire è il mettersi in vista, avere l’apparenza, sembrare ma anche mostrarsi. Attraverso l’essere esprimiamo la nostra identità, un modo di vivere personale e necessario, la nostra unicità, il nostro contenuto, ma vivendo di relazioni anche l’apparire diventa una manifestazione necessaria.

Viviamo,quindi, in una società in cui conta più l’apparire rispetto all’essere o meglio dove l’essere coincide con l’apparire? La nostra è una società che fa riferimento ad immagini-idolo, una cultura fatta di modelli ed icone generati dal mondo della pubblicità, dello sport, dello spettacolo, della televisione, fino ad arrivare alle nuove tecnologie per le quali la condivisione di immagini è un aspetto fondamentale, un mondo “preconfezionato” in cui esistono regole e format che ti inquadrano in un target o in un’altro.

Perché questo? Perché risulta essere così importante in questa società? Perché è l’emblema di uno status, derivante da molta solitudine. Apparendo come o meglio di altri forse ci sentiamo meno soli, o credendosi migliori ci illudiamo e ci costruiamo una maschera in cui crediamo veramente. Ma alla fine la vita presenta sempre il conto mettendoci in condizioni di riflettere e capire come effettivamente andrebbe vissuta. Apparire significa mostrarsi agli altri e, dunque, essere accettati, ammessi, legittimati al bisogno d’amore. Così inizia quel lungo e doloroso percorso che conduce al travestimento per la recita di un copione. Inseriti in un determinato contesto, ci assegniamo una maschera, obbligandoci a muoverci secondo schemi ben definiti che accettiamo per convenienza senza avere mai il coraggio di rifiutarli, anche quando contrastano con la nostra natura.