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Trapianto di capelli con il robot. Ora si può dire addio alla calvizie

 
 

Niente suture o cicatrici lineari, invasività minima, nessun dolore, tempi di recupero rapidi, ‘capigliatura’ finale naturale, risultati permanenti e “a prova di barbiere”. Svolta per chi combatte contro la calvizie: arriva in Italia  l’innovativo sistema “Artas”, frutto di otto anni di ricerca e sviluppo negli Stati Uniti. Rigorosamente testato, è stato approvato dall’ente di controllo statunitense FDA e dagli altri principali organismi internazionali di regolazione.

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A importarlo nel nostro paese è Ab medica, la maggiore azienda privata Italiana di chirurgia robotica e apparecchiature bio medicali, in collaborazione con Restoration Robotics, la società californiana detentrice di tecnologie uniche a livello mondiale per il trapianto dei capelli. “Questo è il primo sistema robotico per l’autotrapianto di capelli, che posizione l’Italia prima in Europa insieme alla Gran Bretagna”, spiega Francesca Cerruti, consigliere delegato di AB Medica (nella foto a sinistra). “L’utilizzo di un robot comporta due novità fondamentali: una fase di analisi precisa e approfondita prima dlel’intervento e una raccolta delle unità follicolari migliori, che vengono scelte con più accuratezza di quanto potrebbe fare un occhio umano”.

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Guarda la videointervista di Affaritaliani.it a Vincenzo Gambino, Presidente della Società Italiana di Tricologia e i video di presentazione del nuovo sistema Artas

Le operazioni per contrastare calvizie o diradamento sono al primo posto tra tutte quelle effettuate dagli uomini per motivi estetici. I DATI

COME FUNZIONA – Gli algoritmi di “Artas” permettono di mappare l’area donatrice del paziente e di impostare l’allineamento, l’angolazione e la profondità per la raccolta di ogni singola unità bulbare. Si determina così la densità e la distribuzione dei follicoli, aggiornando i parametri 50 volte al secondo e riportando sul monitor ogni unità prelevata. Artas estrae con precisione non eguagliabile i follicoli, in modo omogeneo e volutamente casuale. Li divide, poi, in 1 / 2 / 3 / 4 capelli, con un’accuratezza che arriva sino a centinaia di migliaia di volte per seduta; lasciandoli intatti, consente di preservarne la vitalità, pronti per essere trasferiti alla zona individuata per l’innesto. Nonostante tecnologie così sofisticate, tutta la procedura all’apparenza avviene in modo molto semplice, a livello ambulatoriale e in un paio d’ore, con anestesia locale. 
 

I PRIMI INTERVENTI –

Per il momento, a praticare questa tecnica in Italia, è solo Vincenzo Gambino, Presidente della Società Italiana di Tricologia e Vicepresidente della Società internazionale della chirurgia delle calvizie, attivo a Milano, che ha iniziato con i primi interventi sono stati a giugno. Il costo di un trapianto con il sistema Artas? Come spiega Francesca Cerruti, “si può calcolare un 50-60% di costo in più rispetto al sistema streap, che normalmente si aggira intorno ai 4-7mila euro”. Il sistema streap, praticato fino a oggi e più invasivo, prevedeva il trapianto di lembi di pelle, lasciando però evidenti cicatrici antiestetiche.  

 

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Ab medica è la maggiore azienda privata Italiana nel settore della chirurgia robotica e dei prodotti biomedicali. Fondata nel 1984, con sede principale a Lainate (MI), Ab medica ha un fatturato di oltre 100 milioni di euro e più di 180 dipendenti, tutti assunti a tempo indeterminato. Sempre maggiore importanza riveste l’attività di ricerca e sviluppo, con rilevanti progetti e soluzioni in ambiti come la genomica, l’ingegneria tissutale e le cellule staminali, unitamente all’intensificarsi delle relazioni con università, centri di ricerca e laboratori scientifici internazionali. In forte crescita anche la presenza sui mercati esteri. Ab medica ha recentemente acquisito Telbios, società leader nei servizi di telemedicina e Aethra, attiva nei sistemi di telecomunicazione evoluta.