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Nonostante la recessione, aumentano le richieste di trattamenti per ringiovanire - in testa alle classifiche botox e filler sempre meno cari e invasivi - ma a beneficiarne sono soprattutto i medici che sanno interagire col pubblico grazie ai nuovi mezzi di comunicazione condivisa. Sempre più informato, disincantato e consapevole del valore del proprio denaro, il consumatore usa la rete non solo per reperire informazioni, ma per costruire reti di scambio, dati che possono demolire o far brillare reputazioni in tempo record. Sopperendo, almeno in parte, alla totale mancanza di tutela legislativa in un settore - quello della medicina estetica in Europa - che, secondo un rapporto del Dipartimento della Salute inglese, è regolamentato più o meno come quello delle penne a sfera.


Facebook, Twitter, microblog e rating community sono le casse di risonanza che consolidano - o dissolvono - la fiducia del potenziale paziente nell'artefice del futuro ritocchino. Oggi, infatti, chi sogna un restyling medico-chirurgico prima di scegliere il professionista adatto naviga in rete alla ricerca di testimonianze tra chi l'ha già provato. Lo specialista ideale? Quello che ti dedica tempo, empatia, comprensione. Si rivendica, infatti, la necessità di un rapporto umano oltre che della giusta prestazione. In risposta a queste esigenze i chirurghi estetici americani, pionieri nell'uso dei social media, hanno capito come costruire rapporti e guadagnare in reputazione,  beneficiando di un passaparola amplificato. Lo prova uno studio dell'UCLA (University of California, Los Angeles) pubblicato sul numero di maggio della rivista "Plastic and Reconstructive Surgery", organo d'informazione ufficiale dell'American Society of Plastic Surgeons (ASAP).  Dati alla mano, la ricerca traccia per la prima volta un chiaro profilo delle modalità e dei risultati dell'uso dei social per la bellezza, partendo dalle ragioni per cui vengono utilizzati fino a definire  benefici e rischi percepiti.
 

Secondo l'indagine americana, che ha coinvolto 500 chirurghi plastici membri ASPS, circa il 50 per cento degli intervistati utilizza Facebook, Twitter e altre piattaforme social per promuovere la pratica professionale. Il sondaggio rivela che i più attivi sui social network sono i medici che svolgono l'attività prevalentemente negli studi privati. Alla domanda sulle ragioni di questa scelta, la maggior parte degli intervistati ha risposto che l'integrazione dei social media nell'attività medica è una scelta inevitabile, visto che internet è oggi considerato da tutti la più vasta e più veloce fonte di informazione anche in questo settore. Solo l'1,5 % dei chirurghi estetici ha riferito di aver avuto ricadute negative dall'uso dei social e, anche chi ha ricevuto critiche da parte dei pazienti, non ha avuto ripercussioni dannose sul suo business.

Secondo quanto dichiarano i medici americani, i social media sono efficaci strumenti di  marketing e pubblicità a basso costo per aumentare la loro private web reputation e incrementare così il numero dei  pazienti. "Rappresentano uno strumento dinamico e potente per coinvolgere, educare e conquistare nuove quote di mercato, entrando in contatto diretto con pazienti e colleghi di lavoro" ha detto il prof. Reza Jarrahy, membro ASPS e vice presidente della Società Americana di Chirurgia Maxillo-Facciale.

Ma, per un medico, non è facile improvvisarsi esperto di social e avere il tempo necessario per gestire una pagina Facebook, interagire sui blog e forum, postare giornalmente su Twitter. Senza contare che, usati in modo poco appropriato, questi strumenti possono essere inutili e controproducenti. Da qui il successo delle piattaforme dedicate come RealSelf negli USA (www.realself.com, cui sono iscritti più di 4000 specialisti americani) o il più recente WiBeauty (www.wibeauty.it) in Italia, nuovi social rating sites che consentono un'interazione regolamentata e protetta tra medici estetici e aspiranti pazienti o veri fan del ritocchino. Sono piattaforme che, a differenza dei siti d'informazione, creano una fitta rete di relazioni tra consumatori e specialisti, favorendo da un lato il business dei dottori della bellezza, dall'altro l'autotutela di chi, aspirando a migliorare l'aspetto, usa il passaparola per evitare fregature e spiacevoli effetti collaterali.

 

Tags:
rugheinternetbotoxfiller
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