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Cantina del Taburno di Enzo Rillo. Tradizione, Innovazione e amore per il territorio

Cantina del Taburno di Enzo Rillo. Tradizione, Innovazione e amore per il territorio
Enzo Rillo

Per Enzo Rillo: “Il Bue Apis rappresenta l’anima più autentica della Cantina del Taburno: in ogni bottiglia ritroviamo la forza della storia e il lavoro di generazioni”

Questa non è semplicemente una storia di vino: è la storia di Enzo Rillo, un imprenditore sannita che, spinto dall’amore per la propria terra, si dedica ogni giorno a valorizzarla, proteggerla e restituirle il riconoscimento che merita. È la storia di chi si prende cura del proprio vicino e dell’ambiente che lo circonda, di chi per passione sceglie la strada più difficile, senza arrendersi mai, anzi, rilanciando con coraggio e visione. È la storia del Taburno e della ricca tradizione di una terra ancora troppo poco conosciuta, ma dalle radici profonde e autentiche.

Il Territorio del Taburno

Il territorio del Taburno occupa una posizione strategica nel cuore della Campania, fungendo da autentico crocevia di popoli e di storie. Qui il mare incontra la montagna, la tradizione dialoga con l’innovazione, e ogni angolo racconta la ricchezza di una terra fertile, rigogliosa e profondamente verde. L’acqua e i venti che portano freschezza e profumi definiscono un ambiente unico, dominato dall’imponente massiccio del Taburno che, con i suoi 1.400 metri di altitudine, crea un microclima ideale per la viticoltura di qualità. I suoli, per lo più argillosi e calcareo-marnosi, garantiscono sia un ottimo drenaggio sia una preziosa ritenzione idrica. L’esposizione dei vigneti, unita alle marcate escursioni termiche tra giorno e notte, dona ai vini freschezza, intensità aromatica, eleganza e complessità.

Il Patron Enzo Rillo 

Rillo nasce in un piccolo paese sulle pendici del Monte Taburno, all’interno di una famiglia di agricoltori. Fin da giovanissimo si dedica al lavoro, mostrando una straordinaria capacità di visione e iniziativa che, nel tempo, lo porta a costruire una costellazione di imprese diversificate: dal tessile alla cantieristica, dall’agricoltura all’ospitalità. Questo percorso è stato possibile grazie al suo innato fiuto per gli affari, ma anche all’umiltà, all’energia e all’umanità che lo contraddistinguono—qualità che emergono chiaramente nel suo instancabile impegno per la valorizzazione del territorio del Taburno. Accanto all’attività imprenditoriale, Enzo Rillo si distingue anche come autentico mecenate: sostiene iniziative culturali, progetti artistici e attività sociali che contribuiscono alla crescita e al rilancio della sua terra, convinto che il benessere economico debba andare di pari passo con la valorizzazione del patrimonio collettivo. L’intuizione sul futuro degli spumanti segna una tappa fondamentale nella sua avventura imprenditoriale. Avendo colto per tempo l’evoluzione dei gusti e dei mercati del vino, Rillo decide di investire nella produzione di bollicine, interessando uno dei più noti enologi francesi, Nicolas Secondè. Non si limita a coinvolgerlo nel progetto, ma riesce anche a trasmettergli la passione per il territorio, a fargli scoprire il potenziale straordinario delle sue risorse e la forza autentica del Taburno. Affidandosi completamente alle competenze di Secondè, in meno di due anni danno vita a una linea di sei spumanti per la cantina del Taburno: ognuno con una personalità distinta, ognuno unico. Chi lavora con Enzo Rillo lo descrive come un uomo concreto, capace di mantenere sempre ciò che promette e le sue azioni parlano per lui. I grandi investimenti che sta realizzando nel territorio non sono soltanto una scelta imprenditoriale, ma rispondono a una motivazione più profonda: la volontà di preservare l’autenticità della sua terra, sostenere le tradizioni di un tempo e aiutare le tante famiglie – circa 300 – che, ancora oggi, vivono grazie al lavoro nei campi.

La Cantina del Taburno

Fondata nel 1972 sulle pendici del Monte Taburno, la Cantina del Taburno nasce come progetto cooperativo che unisce il lavoro di decine di viticoltori locali. In oltre cinquant’anni di storia, è riuscita a trasformare un mosaico di micro-realtà agricole in una delle eccellenze vitivinicole più rappresentative del Sannio, coniugando l’eroismo della viticoltura di montagna a uno spirito sempre aperto all’innovazione. Negli ultimi anni, però, la cantina aveva affrontato una fase di profonda crisi finanziaria, giungendo sull’orlo del fallimento. È in questo scenario difficile che, nel 2023, Enzo Rillo ne acquisisce la gestione con una scelta coraggiosa: salvare la cooperativa dal tracollo e tutelare il lavoro dei soci produttori. In pochi anni, Rillo investe oltre 10 milioni di euro nell’azienda – 4 milioni per l’acquisizione e 6 dedicati a tecnologie e macchinari all’avanguardia – ampliando la gamma dei vini fermi e avviando da zero la produzione di spumanti, segnando una nuova fase di rilancio e crescita. Ma la sua visione guarda ancora più lontano. Come lui stesso racconta: “Il prossimo grande investimento sarà di circa 11 milioni di euro per la realizzazione di una nuova cantina, scavata a una profondità di almeno 12/13 metri, dedicata alla conservazione dei vini a temperatura naturale. In parallelo, è prevista una ristrutturazione completa della Cantina del Taburno che saprà esprimere appieno il carattere, la storia e l’identità della cooperativa, rendendola ancora più rappresentativa. L’obiettivo è trasformarla in un autentico punto di riferimento per l’enoturismo: un luogo rinnovato, capace di accogliere i visitatori attraverso spazi moderni e dedicati alle degustazioni, in grado di celebrare e raccontare il territorio. L’inizio dei lavori è programmato per il 2027, subito dopo la vendemmia”.

Bue Apis: 400 anni di storia

Il Bue Apis è il vino icona della Cantina del Taburno e una delle etichette più prestigiose dell’intera Campania, prodotto ininterrottamente dal 1991. Si tratta di un rosso profondo, elegante e intenso, realizzato esclusivamente con uve di Aglianico amaro del Sannio, un vitigno autoctono dalla lunga storia di vinificazione e da caratteristiche organolettiche inconfondibili. La produzione di Bue Apis è volutamente limitata: ogni anno vengono realizzate tra 3.500 e 5.000 bottiglie, tutte provenienti da una selezione di pochi ettari – solamente 3 – sparsi in diversi appezzamenti sui pendii calcarei e vulcanici del Monte Taburno. Questi elementi naturali conferiscono al vino una mineralità unica e una grande complessità aromatica. Ma il vero tesoro sono le viti ultrasecolari a piede franco, alcune delle quali arrivano a circa 400 anni di età: autentici monumenti vegetali che ancora oggi offrono i loro frutti preziosi. Il nome Bue Apis si ispira al sacro toro Api, simbolo di forza e fertilità nell’antichità, ideale metafora della potenza, della longevità e della vitalità di questo vino straordinario. 

Per Enzo Rillo: “Il Bue Apis rappresenta l’anima più autentica della Cantina del Taburno e delle sue radici. Preservare queste antiche viti è per me un dovere: in ogni bottiglia ritroviamo la forza della storia e il lavoro di generazioni”.

Cantina del Taburno di Enzo Rillo. Tradizione, Innovazione e amore per il territorio
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