A Serravalle di Ala un sito di 14.000 m², di cui 6.000 m² coperti, che integra ricerca, sviluppo, testing, prototipazione e produzione industriale delle tecnologie MEA
Il piano di sviluppo di UFI Hydrogen prevede investimenti nell’ordine di 50 milioni di euro entro il 2029 e una crescita progressiva dell’organico verso circa 100 posti di lavoro sul territorio
Con il nuovo Polo Idrogeno a Rovereto, il Trentino sta costruendo un ecosistema di circa 40.000 m² e investimenti nell’ordine di 100 milioni di euro, dalla ricerca alla validazione industriale e alla produzione
Ala (Trento), 25 settembre 2026 – È stato inaugurato oggi a Serravalle di Ala il nuovo polo industriale e tecnologico di UFI Hydrogen S.p.A., società italiana del Gruppo UFI Filters dedicata allo sviluppo e all’industrializzazione delle tecnologie MEA (Membrane Electrode Assembly), componente strategico per l’elettrolisi, le fuel cell e le nuove applicazioni dell’elettrochimica. Costituita nel 2023 a valle di un percorso di ricerca e sviluppo avviato nel 2017 all’interno dell’UFI Innovation Center, UFI Hydrogen porta oggi a piena dimensione industriale una tecnologia nata dalla ricerca e orientata al mercato.
Il sito di Serravalle si estende su 14.000 m² complessivi, di cui 6.000 m² coperti, e riunisce nello stesso polo ricerca e sviluppo, testing, prototipazione, industrializzazione, produzione e showroom tecnologico. Già operativo dal primo trimestre 2025, rappresenta il centro industriale di UFI Hydrogen in Europa. Il piano di sviluppo prevede investimenti nell’ordine di 50 milioni di euro entro il 2029 e una crescita progressiva dell’organico verso circa 100 posti di lavoro sul territorio.
UFI Hydrogen: dalla ricerca alla produzione industriale
UFI Hydrogen nasce con l’obiettivo di industrializzare uno dei componenti più critici della catena del valore dell’idrogeno: la MEA, la membrana catalizzata nella quale avviene la reazione elettrochimica. Negli elettrolizzatori PEM consente di separare le molecole d’acqua per produrre idrogeno attraverso energia rinnovabile; nelle fuel cell permette di riconvertire l’idrogeno in energia elettrica.
La piattaforma tecnologica dell’azienda copre quattro direttrici principali: produzione di idrogeno tramite elettrolisi, generazione di energia attraverso fuel cell, conversione elettrochimica della CO₂ per la sintesi di e-fuels e compressione elettrochimica dell’idrogeno per applicazioni di stoccaggio e trasporto. La capacità di sviluppare e industrializzare MEA e CCM proprietarie colloca UFI Hydrogen in un segmento tecnologico altamente specializzato, con competenze presenti in un numero limitato di operatori a livello internazionale. UFI Hydrogen è inoltre l’unica azienda italiana selezionata nell’IPCEI Hy2Move, l’Importante Progetto di Comune Interesse Europeo dedicato alla mobilità a idrogeno, nell’ambito del quale il progetto R2RMEA ha ricevuto l’autorizzazione a un finanziamento fino a circa 22 milioni di euro per lo sviluppo e l’industrializzazione di MEA innovative per fuel cell attraverso processi produttivi roll-to-roll.
Dall’idrogeno alle nuove applicazioni dell’energia
Le linee di sviluppo di UFI Hydrogen guardano ai settori industriali hard-to-abate, al trasporto pesante e allo stoccaggio energetico, ma anche a nuove esigenze di energia affidabile, programmabile e resiliente legate alla crescita dei data center e dell’intelligenza artificiale, della robotica umanoide e dei droni. In questi mercati, fuel cell e sistemi elettrochimici possono rappresentare soluzioni complementari all’elettrificazione e alla rete, contribuendo alla disponibilità di nuova capacità energetica a basse emissioni.
FBK: a Rovereto un’infrastruttura dalla ricerca alla validazione industriale
A pochi chilometri dal polo industriale di UFI Hydrogen, nel 2026 sono iniziati nell’area industriale di Rovereto i lavori del nuovo Polo Idrogeno del Trentino, infrastruttura scientifica e tecnologica promossa dalla Provincia autonoma di Trento e sviluppata con Fondazione Bruno Kessler – FBK e Trentino Sviluppo. Le nuove facility del Centro Sustainable Energy di FBK occuperanno circa 25.000 m² e sono realizzate attraverso programmi europei e risorse provinciali per un investimento complessivo di circa 50 milioni di euro. Il Polo è concepito per accompagnare le tecnologie dalla ricerca sui materiali alla prototipazione fino alla validazione su scala industriale, con capacità di testing per idrogeno e batterie fino alla scala dei megawatt. La partnership strategica tra UFI Hydrogen e FBK, in particolare con il Centro Sustainable Energy, riguarda attività di ricerca e innovazione sulle MEA di nuova generazione e rafforza il collegamento tra competenza scientifica e capacità industriale.
Un ecosistema trentino da circa 40.000 m² e investimenti nell’ordine di 100 milioni di euro
La complementarità tra il polo industriale di UFI Hydrogen a Serravalle di Ala e le nuove infrastrutture di FBK a Rovereto sta dando forma in Trentino a un ecosistema territoriale di circa 40.000 m², sostenuto da due distinti programmi di investimento che valgono complessivamente nell’ordine di 100 milioni di euro. In pochi chilometri vengono così concentrate competenze che coprono l’intera catena dell’innovazione: ricerca fondamentale e applicata, sviluppo tecnologico, testing, prototipazione, validazione industriale, scale-up e produzione. Il Polo si inserisce nella strategia della Provincia autonoma di Trento per la transizione energetica e lo sviluppo di filiere industriali innovative, facendo leva sulle competenze scientifiche del territorio e sulla collaborazione tra istituzioni, ricerca e imprese. L’obiettivo è consolidare un collegamento stabile tra sviluppo tecnologico, sperimentazione e produzione industriale, accelerando il trasferimento sul mercato di tecnologie europee per l’idrogeno, le batterie e l’elettrochimica e contribuendo alla competitività e alla sicurezza energetica europea.
Per Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, delegato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni: “L’inaugurazione del nuovo impianto produttivo e dello showroom tecnologico rappresenta un investimento in tecnologie strategiche per la transizione, capaci di creare competitività e posti di lavoro attorno alle grandi potenzialità dell’idrogeno. L’Italia ripone particolare attenzione all’idrogeno verde, allo sviluppo delle sue componenti. Il settore è stato interessato da importanti investimenti, anche attraverso il PNRR, e presenta grandi potenzialità per l’industria, l’automotive, i trasporti e il settore civile. Il Governo ha predisposto una strategia nazionale e sta rafforzando la centralità euro-mediterranea dell’Italia, anche attraverso progettualità come il Corridoio Sud dell’idrogeno e la dorsale italiana, nella prospettiva di uno sviluppo programmatico di questa fonte. In questo percorso si inserisce anche la predisposizione del disegno di legge delega sull’idrogeno, punto fermo per intervenire in modo organico sulla disciplina dello sviluppo del settore, sull’assetto regolatorio e sulle infrastrutture necessarie alla produzione e al consumo. La sfida dell’idrogeno si vince unendo ricerca, industria e territorio. Il Trentino rappresenta un esempio avanzato di questo modello di integrazione, anche grazie al vostro impegno e alla vostra visione”.
Secondo Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy: “L’inaugurazione di questo impianto non rappresenta soltanto l’apertura di un nuovo sito industriale, ma dimostra la capacità della filiera italiana dell’idrogeno di trasformare investimenti e innovazione in realtà produttive concrete. L’idrogeno può svolgere un ruolo importante per la sicurezza energetica e per la decarbonizzazione dei settori industriali più difficili da riconvertire. L’Italia dispone di competenze industriali, ingegneristiche e tecnologiche di eccellenza lungo l’intera catena del valore, e realtà come questa contribuiscono a rafforzare un ecosistema capace di creare sviluppo, innovazione e nuove competenze. È la conferma della necessità di proseguire in Europa sulla strada della neutralità tecnologica, offrendo alle imprese un quadro stabile per continuare a investire nelle tecnologie del futuro”.
Tommaso Foti, Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, ha dichiarato: “L’inaugurazione del nuovo stabilimento di UFI Hydrogen rappresenta un momento importante per il Trentino e per il futuro della filiera italiana dell’idrogeno. È un luogo in cui ricerca, innovazione e produzione industriale si incontrano per sviluppare tecnologie strategiche per la sicurezza energetica, la decarbonizzazione e la competitività delle nostre imprese. Un investimento che genera anche occupazione qualificata, valorizza le competenze e contribuisce a riportare in Italia professionalità altamente specializzate. Il Governo ha posto l’idrogeno al centro di una strategia che coniuga transizione energetica e competitività, sostenendo attraverso il PNRR e REPowerEU investimenti lungo l’intera catena del valore. L’obiettivo è fare in modo che le tecnologie della transizione non vengano soltanto acquistate all’estero, ma siano sempre più sviluppate e prodotte in Italia. Realtà come UFI Hydrogen dimostrano che possiamo unire ricerca d’eccellenza, capacità imprenditoriale e competenze per rafforzare le filiere strategiche e rendere l’Italia protagonista della transizione energetica”.
Maurizio Fugatti, Presidente della Provincia Autonoma di Trento, ha affermato: “Abbiamo voluto puntare con decisione su innovazione e ricerca, investendo in un settore strategico e con importanti prospettive di sviluppo come quello dell’idrogeno. Questa realtà dimostra la capacità del nostro territorio di attrarre investimenti, competenze e professionalità, generando nuove opportunità di crescita e occupazione e contribuendo, al tempo stesso, alla rigenerazione dell’area. L’obiettivo è consolidare un ecosistema in cui ricerca, innovazione e impresa possano lavorare insieme, rafforzando il ruolo del Trentino nello sviluppo delle nuove tecnologie energetiche. Per raggiungere questo risultato servono partner scientifici e industriali di primo piano, e UFI rappresenta un interlocutore importante in questo percorso”.
Per Claudio Durigon, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: “L’inaugurazione ad Ala di Trento del nuovo polo industriale dedicato alle tecnologie per la produzione di idrogeno rappresenta un importante investimento sul futuro del territorio e del nostro Paese. Il piano di sviluppo prevede 50 milioni di euro di investimenti entro il 2029 e una crescita dell’organico fino a 100 posti di lavoro. Sono numeri che significano soprattutto opportunità per i giovani: lavoro qualificato, possibilità di costruire il proprio futuro in Italia e condizioni per trattenere i nostri talenti e richiamare chi ha scelto di andare all’estero. È la dimostrazione che anche in Italia è possibile creare occupazione legata all’innovazione e alle tecnologie del futuro. Il Governo deve accompagnare questo percorso sostenendo gli investimenti, rafforzando la formazione e favorendo una sempre più stretta collaborazione tra scuola e impresa. L’obiettivo è creare le condizioni perché la crescita industriale si traduca in nuova occupazione e sviluppo per i territori”.
Walter Rizzetto, Presidente della Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati, ha dichiarato: “In un mercato del lavoro che cambia rapidamente servono innovazione, sviluppo e investimenti capaci di creare occupazione e competitività. La politica deve accompagnare le imprese che scelgono di investire in nuove tecnologie, creando le condizioni normative e gli strumenti necessari per favorirne la crescita. Resta centrale il tema del costo dell’energia, che continua a pesare su aziende e famiglie: occorre lavorare sulla diversificazione delle fonti e sulle nuove tecnologie, continuando nel frattempo a sostenere concretamente il sistema produttivo”.
Giorgio Girondi, Cavaliere del Lavoro, Presidente di UFI Hydrogen e Presidente del Gruppo UFI Filters, ha spiegato:“La storia di UFI è sempre stata guidata dalla capacità di guardare avanti, anticipare il futuro, investire nelle nuove tecnologie e trasformare una visione in industria. Con UFI Hydrogen abbiamo fatto una scelta precisa: non creare semplicemente una nuova divisione, ma una società dedicata, con competenze, management e investimenti propri. Crediamo che l’idrogeno e l’elettrochimica possano rappresentare una nuova frontiera industriale e vogliamo contribuire a costruirla dall’Italia, con tecnologia europea e ambizione globale. Le applicazioni non appartengono più soltanto al futuro: stanno già diventando realtà. Fincantieri ha recentemente varato Viking Libra, una nave da crociera che integra un sistema a celle a combustibile alimentato a idrogeno, mentre nell’aviazione sono già in corso importanti programmi per sviluppare sistemi di propulsione a idrogeno. Anche nel trasporto pesante camion a celle a combustibile stanno entrando progressivamente in sperimentazione e in utilizzo sulle strade europee. Credo che l’Europa debba guardare con grande attenzione a questo modello e creare le condizioni perché l’idrogeno possa affiancare le altre soluzioni come vettore energetico addizionale, soprattutto nei settori più difficili da elettrificare. Se prodotto utilizzando energia rinnovabile, l’idrogeno permette di immagazzinare energia, trasportarla e renderla nuovamente disponibile quando e dove serve, senza emissioni di CO₂ nel punto di utilizzo. L’Europa non può limitarsi a inventare il futuro: deve anche produrlo. Tutto parte dall’acqua, l’elemento più semplice e vitale. Dall’acqua ricaviamo idrogeno e ossigeno e, attraverso l’idrogeno, possiamo nuovamente produrre energia. È un processo che ci riporta alla natura e che può aumentare la capacità energetica a nostra disposizione senza continuare ad affidarsi a petrolio e metano”.
Secondo Stefania Crotta, Direttore Generale Programmi e Incentivi Finanziari del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica: “L’idrogeno rappresenta uno dei componenti fondamentali del mix energetico per accompagnare la transizione ecologica. Dopo gli investimenti realizzati attraverso il PNRR, prosegue l’attuazione della Strategia nazionale sull’idrogeno. In questa direzione stiamo lavorando a una nuova misura, finanziata attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, che sarà coprogettata con territori e imprese. L’obiettivo è ampliare le opportunità per le aziende, sostenendo non solo l’utilizzo dell’idrogeno, ma anche l’efficientamento dei processi produttivi, la cattura del carbonio e l’integrazione delle fonti rinnovabili”.
Per Alfredo Becchetti, Presidente del GSE (Gestore dei Servizi Energetici): “Questo Polo rappresenta una visione concreta del futuro dell’energia. L’Italia deve superare una logica che considera separatamente le diverse fonti e tecnologie: è dalla loro integrazione che possiamo costruire una maggiore autonomia energetica, produrre energia pulita a costi più sostenibili e contrastare la povertà energetica, sostenendo famiglie, imprese, pubblica amministrazione e trasporti. L’energia è un diritto e per questo è fondamentale mettere insieme ricerca scientifica, innovazione e investimenti. La capacità di creare una sinergia tra impresa, ricerca e sviluppo tecnologico è una delle grandi risorse del nostro Paese, e questo Polo ne rappresenta una dimostrazione concreta”.
Marco Lazzaroni, CEO di UFI Hydrogen, ha osservato:“Con l’inaugurazione della nuova sede e plant di UFI Hydrogen ad Ala diamo forma industriale a una visione tecnologica nata dalla ricerca e dall’innovazione. La MEA è il chip dell’elettrochimica: una tecnologia strategica sulla quale stiamo costruendo una piattaforma italiana ed europea per l’idrogeno e le fuel cell. Nell’era dell’intelligenza artificiale, la disponibilità di potenza energetica diventerà sempre più un fattore di competitività: la sfida è sviluppare tecnologie innovative capaci di rendere disponibile nuova capacità energetica in modo affidabile, programmabile e resiliente. Una piattaforma con applicazioni concrete nei settori hard-to-abate, nei data center, nella robotica umanoide, nei droni e nel trasporto pesante, portando la ricerca fino all’industrializzazione e contribuendo all’autonomia tecnologica ed energetica europea”.
Secondo Sandra Savino, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze: “Quello che inauguriamo non è soltanto un nuovo stabilimento produttivo, ma il risultato di un percorso iniziato diversi anni fa con un investimento nella ricerca che oggi si traduce in tecnologia, capacità produttiva, occupazione qualificata e sviluppo del territorio. Soprattutto è un esempio concreto di ciò di cui il nostro Paese ha bisogno: imprese capaci di investire e innovare, centri di ricerca di eccellenza, istituzioni in grado di creare le condizioni affinché le idee possano diventare progetti industriali. UFI Hydrogen nasce da competenze italiane e opera in un settore strategico come quello della tecnologia e dell’idrogeno verde. In Trentino ricerca scientifica e capacità industriale si incontrano all’interno di un ecosistema che riguarda l’Europa e i mercati internazionali. La competitività del nostro sistema economico si gioca sempre di più sulla capacità di trasformare la conoscenza in innovazione e l’innovazione in produzione. Per questo dobbiamo continuare a favorire un contesto nel quale risorse pubbliche, investimenti privati, ricerca scientifica e capacità imprenditoriale possono lavorare insieme e produrre valore duraturo”.
Per Ferruccio Resta, Presidente della Fondazione Bruno Kessler: “Competitività industriale, sicurezza e resilienza dell’Europa dipendono dalla capacità di sviluppare tecnologie strategiche e ridurre le dipendenze. FBK raccoglie questa sfida operando nell’intelligenza artificiale centrata sulla persona, nei chip, nella cybersecurity e nell’energia. Il Polo idrogeno traduce questo impegno sul territorio grazie alla lungimiranza della politica trentina e alla collaborazione con partner industriali come UFI. Nasce così un ecosistema unico nel panorama nazionale, che unisce istituzioni locali, tessuto economico e ricerca, rafforzando la sinergia con l’Università di Trento. In un mondo in continua trasformazione, il nostro compito è dare alla conoscenza la forza di diventare capacità industriale e opportunità per le persone”.
Secondo Joanna Drake, Direttore Generale Aggiunto presso la Direzione Generale della Ricerca e dell’Innovazione della Commissione europea: “L’inaugurazione del nuovo impianto produttivo di UFI Hydrogen rappresenta un traguardo importante per un’azienda che, in soli tre anni, ha dimostrato una significativa capacità di crescita e innovazione. L’idrogeno riveste un ruolo fondamentale nella decarbonizzazione dell’industria europea e la Commissione europea è impegnata a sostenere ricerca e innovazione, accelerando il passaggio dallo sviluppo scientifico all’applicazione su larga scala e all’ingresso sul mercato. Attraverso il partenariato Clean Hydrogen sono già stati impegnati circa 900 milioni di euro per progetti lungo l’intera catena del valore. La collaborazione tra industria, ricerca e istituzioni è essenziale per rafforzare la leadership tecnologica dell’Europa, ridurre i costi e costruire un ecosistema dell’idrogeno competitivo e resiliente, contribuendo al tempo stesso alla transizione verde e alla competitività europea”.


