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360 mila posti di lavoro in più. E’ il bilancio dell’Inps per il 2015

Secondo l’Osservatorio sul precariato dell’Inps, nei primi undici mesi del 2015 l’Italia ha creato 356mila nuovi posti di lavoro subordinati in più rispetto a quelli che erano stati aperti nello stesso periodo del 2014. Bene il Nord, in particolare Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lombardia. Boom dei voucher (in Sicilia). Renzi: “L’Inps dimostra l’assurdità delle polemiche sul Jobs Act”

“Oltre mezzo milione di posti di lavoro a tempo indeterminato in più nel 2015. Inps dimostra assurdità polemiche su Jobs act #avantitutta”. Saluta così il premier Matteo Renzi i nuovi dati dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps, analisi da cui emerge che nei primi undici mesi del 2015 l’Italia ha creato 356mila nuovi posti di lavoro subordinati in più rispetto a quelli che erano stati aperti nello stesso periodo del 2014.

Tra gennaio e novembre dell’anno scorso, spiega l’Istituto, è aumentato, rispetto al corrispondente periodo del 2014, il numero complessivo delle assunzioni nel settore privato (+444.409, pari al +9,7%), “per effetto soprattutto della crescita dei contratti a tempo indeterminato (+442.906, pari al +37%); sono aumentate anche le assunzioni con contratti a termine (+45.817, pari al +1,5%) mentre sono diminuite le assunzioni in apprendistato (-44.314, pari al -20%)”. Il Nord ha fatto da motore di questa apertura di contratti, in particolare Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lombardia.

L’effetto combinato di Jobs Act e sgravi contributivi alle assunzioni si rintraccia nella costante crescita delle trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti di lavoro a termine, comprese quelle degli apprendisti: complessivamente sono risultate 469.351 con un incremento rispetto al 2014 del 25,7%. Nel complesso, comunque, il miglioramento del quadro economico emerge anche dalla dinamica delle cessazioni di contratti, che risultano in crescita del 2,1% nel complesso e dell’1,9% per i contratti a tempo indeterminato. Sul totale dei nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato (1,64 milioni di assunzioni e 388mila trasformazioni), quasi 1,16 milioni godono dell’esonero contributivo.

La sintesi di questi dati è appunto di un saldo positivo tra assunzioni e cessazioni: per il periodo gennaio-novembre 2015, spiega l’Inps, si attesta un miglioramento, nel confronto con l’analogo valore per l’anno precedente, pari a 356mila unità. “Su base annua, considerando quindi gli ultimi dodici mesi, si evidenzia una crescita complessiva delle posizioni di lavoro dipendente pari a 300.000 unità, effetto di una crescita rilevante delle posizioni di lavoro a tempo indeterminato (oltre 450.000 in più) e di una contrazione di quelle regolate con contratti a termine e apprendistato”.

Tali andamenti, aggiunge ancora l’Istituto, spiegano anche “il cambiamento nell’incidenza dei rapporti stabili sul totale dei rapporti di lavoro attivati/variati, passata dal 31,9% dei primi undici mesi del 2014 al 38,6% dello stesso periodo del 2015. Nella fascia di età fino 29 anni, l’incidenza dei rapporti di lavoro ‘stabili’ sul totale dei rapporti di lavoro è passata dal 24,5% del 2014 al 31,3% del 2015”. In mezzo a questi dati, spicca ancora la crescita dei ‘buoni lavoro’, da molti intesi come la nuova frontiera del precariato: sono balzati del 67,5% sul 2014, nel periodo gennaio-novembre, con alcuni casi come la Sicilia che hanno sperimentato un vero e proprio raddoppio.